Acquistare senza sprecare

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     Qualche anno fa, già in piena crisi, ho letto che noi italiani buttiamo tanto cibo da essere sufficiente – se recuperato – a nutrire 44 milioni di persone (vale a dire l’intera popolazione della Spagna). Questo spreco senza vergogna si associa a un altro tipo di spreco rappresentato dall’eccesso di cibo che mangiamo, al di là delle nostre umane necessità.

     Qui sta la genesi di due problemi tra i più difficili da risolvere nella nostra società sprecona: l’eccesso di spazzatura e l’eccesso di peso corporeo.

Da dove iniziare per porvi rimedio?

     Può essere utile ripensare al modo con cui approcciare la spesa. Certamente e con poco sforzo, ecco alcuni suggerimenti pratici.

     Farsi la lista delle cose che servono, delle cose utili, necessarie, lasciando da parte quelle inutili, le leccornie, gli sfizi insani, le promesse della pubblicità che arriva fin nella cassetta della posta di casa. Quando prepariamo la lista della spesa diamo uno sguardo al contenuto della pattumiera. Potremo accorgerci di un eventuale spreco ed evitare di ricadere nell’errore dello stesso acquisto.

     Dedicare tempo alla spesa: se andiamo di fretta, perdiamo il lume della ragione e non saremo in grado di scegliere la qualità, di decidere sulle quantità, di essere coscienti della spesa, ancor prima di arrivare alla cassa.

     Impariamo ad evitare, o ridurre, l’acquisto compulsivo di cibi a lunga conservazione, pronti, precotti, pre-affettati, pre-digeriti; cibi e bevande light che vantano claims salutistici per attirare il consumatore distratto. Sono prodotti che paghiamo salatamente senza avere alcun vantaggio per la salute.

     Preferiamo i prodotti sfusi a quelli confezionati. Le carote confezionate, ad esempio, costano fino a un 30% in più delle carote sfuse. E cosa dire dell’insalata pre-lavata? Abbiamo mai considerato il suo costo per chilogrammo? Proviamoci e ci renderemo conto che non ne vale la pena.

     Senza neppure pensare alla qualità.

La foto in evidenza è stata reperita in internet e non è di nostra proprietà.

 

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Nato nel Sannio beneventano, traslocato in Toscana dove mi sono laureato in Medicina e Chirurgia all’Università di Pisa impregnandomi nel frattempo di labronica cultura fino ad amarla profondamente, poi a Milano e dal 1990 a Bologna dove tuttora vivo con la mia famiglia. Più di vent'anni d'esperienza in Medical Marketing e Comunicazione per la salute con particolare interesse per l'alimentazione e gli stili di vita salutari e sostenibili. Responsabile dell'Ambulatorio di Nutrizione e Benessere presso la Clinica Villa Maria di Rimini, ideatore dell'Osservatorio Nazionale sugli Errori Nutrizionali, nel 2007 ho fondato ASAS (Associazione per la Salute correlata all'Alimentazione e agli Stili di vita) poi ho realizzato "7 giorni per la mia salute" un progetto dedicato agli alunni delle scuole primarie allo scopo monitorarne le abitudini alimentari e gli stili di vita per un’intera settimana. Nel 2010, la pubblicazione dei risultati con il titolo “7 days for my health. A new tool to evaluate kids’ lifestyle”. Credo nella comunicazione, con ogni mezzo. Perché “comunicare” non è informare ma emozionare, appassionare, coinvolgere, provocare, stimolare, pungolare, motivare, suscitare reazioni, condividere esperienze, risvegliare coscienze. Sono convinto che la salute e il benessere non possano prescindere dalla conoscenza e dalla consapevolezza delle scelte. A partire dal cibo che deve essere piacere, cultura, territorio, storia, sapori, odori, gusto, emozioni, convivialità, memoria e molto altro… prima che mero contenitore di nutrienti.

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