HomeL'editorialeVisioni territorialiDall’allevamento welfare al latte che fa bene

Dall’allevamento welfare al latte che fa bene

Allevamento welfare latte nobile

     Oggi siamo a Bisaccia nell’azienda situata in  Località Ischitella nella Valle del Calaggio, di proprietà della famiglia Ciani che già dalla fine del 1800 quando Michele (detto Tata ‘Chele) divenne proprietario di ben 20 ettari di terreno, acquistati dai D’Albenzio, famiglia benestante di Bisaccia.

     Il capostipite era appartenente ad una famiglia modesta residente nella frazione di Oscata poco distante dalla località Ischitella e sempre nel comnune di Bisaccia. Una tipica famiglia di agricoltori che, come tanti altri allevatori del posto, spostavano i propri animali nella Valle del Calaggio nel periodo primaverile-estivo nei pascoli della vallata presso i terreni dei latifondisti dell’area (Capaldo, D’Albezio, Maffei, Vitale ecc..).

La vocazione all’allevamento era ed è ancora tutt’oggi una delle peculiarità dell’area.

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     Per secoli o addirittura milleni la gente di questi posti ha vissuto prioritariamente di allevamento del bestiame e di coltivazione dei fondi.
Qui opera Antonio Ciani, ultimo rampollo della antica famiglia, trentenne, giovane e preparato allevatore a capo, con la mamma casara, dell’ Azienda Agricola Giannetta Gerarda, pochi chilometri appena oltre il confine appulo campano, in provincia di Avellino. Qui troviamo le ventiquattro vacche di razze varie, tra le quali prevale la Pezzata Rossa ed una sola Pezzata Nera, un caseificio artigianale a norma di legge per garantire i necessari requisiti dal punto di vista sanitario e di tracciabilità, oltre a tutto ciò che serve per fare agricoltura vera, se non agri cultura.

     Aria, acqua e luce di queste contrade qui ci parlano di ossigeno, pulizia, benessere animale,  sostenibilità etica ed ambientale dell’allevamento bovino, il “vassoio” vero e necessario alla trasformazione dei vegetali verdi e secchi, che qui crescono, in Latte Nobile (R) ed in suoi derivati di rara fattura, ed è felice Antonio se come spesso capita, giornalisti e televisioni vanno a trovarlo per vedere se davvero possa esistere una via Nobile alla produzione del latte. Cinque generazioni legate totalmente alla propria terra, un legame eterno con il prorpio passato rende dolce il breve passaggio che ogni erede prova quando sa di essere  sempre e comunque un pezzo di storia di una famiglia di allevatori.

Filosofia

La piccola realtà si occupa della produzione di latte Nobile bovino e della relativa produzione di derivati, semplicemente i classici della tradizione meridionale: Caciocavallo giovane e stagionato, ricotta, manteca di ricotta e fior di latte.

cacicavallo da latte al pascolo e caciocavallo da latte industriale

cacicavallo da latte al pascolo e caciocavallo da latte industriale

     Dopo cinque generazioni il lavoro ed i sacrifici di Tatà ‘Chele comprendiamo non sono stati resi inutili dalle generazioni successive, ognuna di esse ha conservato l’essenza del desiderio di essere padroni di qualcosa dal 1890 al 2016.

     Il giovane Antonio cura molto efficacemente ed esclusivamente dell’allevamento degli animali, dall’alimentazione fino alla mungitura, nel pieno rispetto delle normative igienico sanitarie, con una grande passione nello studio delle risorse foraggere dei pascoli turnati della valle d’Ischitella, mentre   i genitori si occupano della trasformazione e della lavorazione dei fondi.

     L’azienda è certificata dall’ALNI (Associzione Latte Nobile Italiano) per la produzione di Latte Nobile, un latte prodotto da animali che per sei mesi l’anno si alimentano in pascolo secolare un vero esempio di polifitismo autocotno e per i mesi invernali con razione di fieno polifita di erbaio e prato. Qui il latte Nobile può essere prodotto solo se la razione di erba o fieno è superiore al 70% della razione e che il restante 30% sia fatta esclusivamente con sfarinati di cereali non OGM e soprattutto nel caso dell’azienda della Famiglia Ciani prodotti in azienda.

Le erbe alla base della produzione di latte rendono prezioso ed unico quel liquido bianco tendente al giallo, carico di aromi e benefico per la salute.

     Un latte che ha sapore, gusto, antiossidanti e vitamine, acidi grassi insaturi e poco colesterolo dal quale risulta un rapporto tra acidi grassi saturi/ insaturi pari ad 1 nei mesi di alimentazione al pascolo e 2,7-3 con alimentazione da fieno del periodo invernale. Il rapporto da disciplinare non può superare 5, pertanto questo sistema produttivo rende la produzione lattiero casearia dell’azienda  unico ed inimitabile in quanto sia con i pascoli che con i prati si conferisce al latte un gusto originale e caratteristiche salutistiche eccellenti.

Organizzazione

     Grazie all’utilizzo delle sole risorse umane disponibili nel nucleo familiare, si capisce che lo stress da “performance” a tutti costi, causa efficiente delle note disgrazie legate alla super produzione del banale latte industriale, influenzano, e come lo influenzano, il rapporto tra uomo ed animale; qui si respira il concetto di Allevamento Welfare che sarà il traguardo della zootecnia sostenibile dei prossimi anni.
Nessun prodotto invenduto, nessuno stress sugli animali ed  i loro conduttori, nessuno stress alla salute del consumatore: banale quanto irreale equazione se pensiamo alle randellate di 45 litri di latte al giorno, alle vacche distrutte dai mangimi “performanti”, dalle integrazioni chimiche e dall’alimentazione fatta con sottoprodotti (insilati e panelli), condannate al macello a 3/5 anni.

     Sì. Ci siamo.

     Questa è una bella storia che ci piace promuovere con l’invito ad una riflessione:
sarà davvero arrivato il momento di mettersi in viaggio per andare a conoscere queste sentinelle dell’ambiente per ringraziarli di quanto siano stati capaci di realizzare senza arrecare danni ad alcuno?

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Nato in Calabria nel marzo del 58 da genitori pugliesi, esercita la professione di Medico Veterinario Igienista (Qualità e Sicurezza Alimentare) presso la ASL BA con mansione di Ispezione e Controllo degli Alimenti di origine animale. E’ Iscritto a SLOW FOOD ITALIA dal 1995 di cui è docente per i corsi MASTER OF FOOD (Formaggi-Carni-Salumi-Olio extravergine), oltre che per l'aggiornamento degli insegannti del MIUR. Fonda nel 2007 l'Associazione "Il Sogno di Arlecchino_Ricerca e tutela della Biodiversità" che candida alla gestione del progetto pilota "CENTRO STUDI PER LA TUTELA DELLA BIODIVERSITA' E DEL TURISMO SOSTENIBILE" ed all'utilizzo di terapie "ALTRE" nel contesto del disagio mentale; Sommelier, ha collaborato al progetto editoriale dell'A.I.S. Puglia "Messaggi in Bottiglia" e di Slow Food Editore EXTRAVERGINE . E’ Iscritto dal 2011 all'Albo Nazionale degli Assaggiatori di Olii di Oliva Vergine ed Extravergine. Ha conseguito nel 2007 la laurea in Scienze della Maricoltura ed Igiene dei Prodotti Ittici presso l'Università degli studi di Bari e, nel 2015, il Master in Cultura dell'Alimentazione e delle Tradizioni Enogastronomiche presso la Facoltà di Filosofia, Uniroma 2, di Tor Vergata.

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