Amaron’è 2016

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     Evento unico e imperdibile nella prestigiosa location del Casinò lagunare, che fissa di anno in anno un focus autorevole su uno dei vini rossi italiani più conosciuti al mondo. Ed io posso affermare con soddisfazione di esserci stata!

     Nel 2015, l’Associazione Famiglie dell’Amarone d’Arte e Fondazione Italiana Sommelier si sono unite per dare vita al progetto denominato Amaron’è, con l’intento di salvaguardare e valorizzare questo patrimonio enoico, appartenente al territorio nazionale, non soltanto alla Valpolicella.

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     Le Famiglie dell’Amarone sono 13, nell’ordine: Allegrini, Begali, Brigaldara, Guerrieri Rizzardi, Masi, Musella, Speri, Tedeschi, Tenuta Sant’Antonio, Tommasi, Torre d’Orti (in conversione bio dal 2017), Venturini e Zenato.

     Al di fuori del Consorzio e del Disciplinare di riferimento, esse adottano, come da relativo Manifesto, un rigido regolamento volontario per mantenere elevate le nobili caratteristiche del prodotto. Il che si traduce in un’accurata selezione dei vigneti prima ancora che delle uve, in una viticoltura di qualità e in prolungato appassimento con adeguato invecchiamento in legno nobile di almeno 3 anni.

     Il nettare che ne deriva è in grado di esprimere al meglio sia le caratteristiche organolettiche tipiche del blend di uve da cui discende (corvinone, rondinella, corvina, molinara, croatina, oseleta, barbera), sia l’apporto di ciascuna azienda vitivinicola, lo stile della maison, sul prodotto finale.

L’Evoluzione 2007

     Sorvolando sugli aspetti mondani dell’evento in sé, il quale, data la peculiare cornice, ha richiamato la partecipazione dell’intellighenzia veneziana più presenzialista, ciò che ha destato particolarmente il mio interesse è la degustazione guidata su L’Evoluzione 2007, 13 aziende e territori a confronto.

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     A detta dei più, l’annata 2007 si è rivelata la più precoce dal 1998. Ciò ha consentito di riporre in anticipo l’uva in fruttaio e quindi di poter usufruire del caldo e secco clima del mese di settembre per la prima fase dell’appassimento. L’inverno mite poi, assieme alle scarse precipitazioni, alla bassa umidità relativa dell’aria e al naturale attacco di botrite – la cosiddetta muffa nobile ­­­-, ha concesso un’annata davvero eccezionale.

     Vi posso assicurare che degustare 13 amaroni di un’annata eccezionale è un’emozione organolettica unica: a fronte di quasi 10 anni dalla vendemmia, il vino è ancora tutto in divenire, in grado di preservare la sua matrice fruttata, fragrante per decenni.

     Purtroppo, con gli ostili cambiamenti climatici in atto, non si è in grado di stabilire se un’altra annata altrettanto fiorente tornerà a fornire grandi vini come questi, ma vi invito a investire sulla 2007, in tema di Amarone.

     Perché il vino è talvolta esso stesso opera d’arte. E le Famiglie dell’Amarone d’Arte lo hanno compreso appieno.

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Ho trascorso la mia infanzia tra l’odore del mosto della cantina del mio papà e quello delle prelibatezze culinarie, di tradizione napoletana, della mia mamma. La giovinezza mi ha condotta verso studi classici, cui hanno fatto seguito la laurea in architettura e la specializzazione in curatela ed organizzazione di eventi culturali. Da allora ho continuato, parallelamente, ad alimentare la mia vocazione per il cibo e per il vino, frequentando corsi di cucina e laboratori a tema, approfondendo con studio costante e viaggi dedicati tutti gli aspetti del settore enogastronomico, e divenendo, infine, sommelier di professione. Risale a più di un anno fa, ormai, il mio trasferimento nella regione Veneto. Qui gestisco, assieme al mio compagno, un confortevole b&b tra le colline trevigiane. Luoghi incontaminati nei dintorni hanno contribuito a riappropriarmi di uno stile di vita sano ed elevare i miei sensi.