HomeL'editorialeIl punto di vistaCaro Egidio, alle volte la nostra fama ci fa danno

Caro Egidio, alle volte la nostra fama ci fa danno

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     Nella grande “zuppa mediatica” di questi ultimi due giorni c’è chi ovviamente non si è astenuto dall’attribuirmi frasi e affermazioni che sarebbero andate contro Egidio del quale resto amico e dei cui gesti sono fermamente convinto essere spontanei e motivati dal grande cuore che so che ha.

Egidio non c’entra.

     Ha fatto esattamente quello che avrei dato per certo avesse fatto. Magari ha commesso una ingenuità non valutando la grande mediaticità che porta con sé e gli effetti che la stessa può procurare.

     Ma di questo ne parlerò alla fine. Quindi mi spiace per le malelingue sempre pronte a riportare commenti in maniera distorta e parziale, ma anche stavolta vi è andata male.

     Diverso è invece il discorso relativo alla vicenda che ha occupato i media in un rincorrersi di notizie.

Ma per gradi e, soprattutto, mi si consenta un riepilogo dello svolgimento dei fatti.

     Un’associazione di volontari che si occupa di assistenza e animazione per i bambini del reparto di oncologia dell’Ospedale Pediatrico Santobono decide di chiamare la paninoteca Puok di Via Cilea per ordinare dei panini e delle patatine per il Reparto (intesi come i bambini malati e familiari). La paninoteca ricevuto l’ordinativo provvede a organizzare la consegna e decide, nella persona dello stesso Puok (Egidio Cerrone) di scontrinare a ZERO l’intero importo.

     In aggiunta, lo stesso annota sullo scontrino un messaggio per i bambini ricoverati. Problemi? Nessuno apparentemente. Anzi un BRAVISSIMO AD EGIDIO (lo metto in grassetto così le “aiuto sciampiste” non hanno difficoltà a riportare). Anche qui valgano le mie considerazioni come quelle di Luciano Pignataro in merito alla stessa vicenda sul suo Blog in calce al pezzo a firma di Marco Contursi (leggi QUI) anche se io non entrerò nel merito di come sono state fatte le foto o perché. Io voglio bene ad Egidio e credo nella sua totale buona fede. Però quella della firma resta un’ingenuità e come tale gliel’ho sanzionata in privato e gliela sanziono pubblicamente.

     Detto ciò pare che sia prima Il Mattino a ricevere la notizia dall’Associazione (che motivo c’era ancora resta senza alcuna logica risposta?), da lì Fanpage e poi il resto del mondo sino a TGCOM e così via.

Bene. Ottimo e perfetto.

     La sera prima ad Arzano, nella rotonda di Arzano, Carmine Donzetti (Frjienno Magnanno) assieme al più noto Vincenzo Esposito (Carmnella) aveva organizzato una serata per la raccolta fondi da destinare alla UILDM – Sez. Nigro di Arzano per l’acquisto di un pulmino dotato di discese a norma per il trasporto di ragazzi con disabilità motorie conseguenti alla distrofia muscolare (malattia per la quale si muore come per il cancro e altri disastri del genere).

     Nel timore di non riuscire a raccogliere la somma necessaria il sig. Donzetti ha acquistato e donato a proprie spese il pulmino (8.000 euro) e non solo, assieme al collega Vincenzo Esposito ha donato l’intero incasso della serata (6.000 euro).

     All’evento ha partecipato gratuitamente anche l’attore comico Alessandro Bolide, donando un suo spettacolo, e la madre del tifoso scomparso Ciro. Dell’evento è stata data notizia a mezzo comunicato stampa a 413 indirizzi campani, ivi inclusi Il Mattino e Fanpage.

     Di tutti a parte qualche blog e Radio Punto Nuovo e Radio Club 91 nessuno si è degnato nemmeno di menzionarlo. Presenti all’evento solo Il Roma benchè l’invito fosse esteso a tutti.

Che significa? Niente. Ciò che si doveva fare è stato fatto e quello di sicuro conta.

     Peraltro va detto che Donzetti non è assolutamente nuovo a tali azioni essendo un riferimento anche per Telethon nella zona alla cui raccolta partecipa fattivamente ogni anno.

     Pochi mesi orsono i pizzaioli Attilio Bachetti, Enzo Coccia, Franco Pepe, Antonio Starita, Francesco Salvo, Salvatore Salvo, Ciro Salvo, Guglielmo Vuolo e Gino Sorbillo (sì, finanche il mediaticissimo Gino Sorbillo!!!) hanno realizzato un calendario anticipando (e senza riprenderseli!!!) 6.500 euro di spese e hanno provveduto, ciascuno nella propria pizzeria a venderlo (io stesso ne ho uno nella sala riunioni del mio ufficio in bella mostra) realizzando totali (tra somme date per la realizzazione e somme raccolte con la vendita dello stesso) euro 12.500. L’intera somma è stata destinata al Santobono.

     Questo evento non solo fu disertato nella sua conferenza stampa, ma anche boicottato in seguito.

     Un mese fa il giornalista Vincenzo Pagano (Scatti di Gusto) ha organizzato “Notte di Stelle”, manifestazione a scopo benefico, abbondantemente ignorata dai più.

     Se guardiamo bene negli ultimi due mesi (aggiungendo anche Festa a Vico e Buonissimi) di eventi di beneficenza (peraltro molti a favore del Santobono) cui parlare ce ne sono stati, eppure nessuno di questi ha avuto la ridondanza – eccetto Festa a Vico – ricevuta dal gesto di Egidio.

Cosa c’è che non va?

     Perché una cosa da 50 euro non comunicata nemmeno dallo staff ma da un’Associazione che si autodefinisce “la più seguita associazione di Napoli” (… ma perché c’è una graduatoria dei fan per le associazioni di volontariato? E la meno seguita cosa è? Una schifezza da non prendere nemmeno in considerazione?) passa e il resto viene ignorato?

Eppure di gesti come quelli di Egidio ne accadono quotidianamente.

     Salvatore Grasso (Gorizia 1916) ogni giorno verso le 15 dà da mangiare ai poveri della zona, Massimo Di Porzio e tutta la sua famiglia ogni anno organizza un pranzo per oltre 200 poveri (lo fa da almeno 50 anni!!!) e potrei continuare con centinaia di esempi. Ma soprattutto, e lo chiedo a tutti i partenopei, vi risulta che esista uno che se viene chiamato del cibo da dei bambini di un reparto oncologico se li fa pagare?

     Le domande sono molte, troppe. Ma Egidio non c’entra. E’ solo il sistema che fa schifo come chi lo gestisce dal lato dell’informazione. Null’altro.

     Se è come dice Egidio, che i giornali ragionano su cosa fa audience e cosa no, allora ogni cosa si spiega e spiega anche come questa vicenda sia passata e altre siano state, a voler essere buoni, ignorate.

     Va però ricordato ai signori giornalisti che le notizie le fanno le persone e se vi cominciano ad ignorare alla lunga scriverete sempre meno e vi leggeranno sempre in meno. La raccolta delle fave è a maggio… maggio è passato…..insomma, io farei meglio il vostro mestiere fossi in voi. E’ a rischio.

Una domanda però mi resta e la rivolgo all’Associazione più seguita di Napoli.

     All’indomani della morte di mio nipote (sei anni da poco compiuti) per leucemia, chiesi al Santobono, tramite conoscenze interne, di poter donare un laboratorio di un paio d’ore sul cioccolato (con clown e quant’altro) e tutto a mie spese. Mi fu risposto che il cioccolato, come purtroppo tutte le cose che piacciono ai bambini, non è alimento somministrabile nel reparto oncologico perché potrebbe anche inficiare con le terapie in atto, nemmeno come strappo alla regola. Di fronte ad un parere medico mi fermai.

     Forse nuovi studi hanno reso tale divieto non più necessario?

     Se è così, ne sono felice vista l’entrata di cibo non proprio sano e patatine fritte (e da confidenza di Egidio non sarebbe nemmeno la prima volta). Ma se fa felice i bambini e non gli fa male, va benissimo e lo dice un padre di 3 figli fortunatamente sani.

     Per il resto, continuate a dare. In silenzio e, se siete in presenza di bambini, non esitate a dare anche di più di ciò che vi chiedono.

     Ai giornalisti rivolgo una preghiera. In presenza di eventi con finalità benefiche è necessario, se non doveroso, dare la massima visibilità e priorità, poiché “far da cassa di amplificazione” aumenta la capacità di raccolta di fondi da destinare in beneficenza. Tra tante minchiate che pubblicate, un paio di cose serie vi rendono onore.

     Agli altri lascio ogni considerazione in merito alla vicenda che a mio avviso si commenta da sola.

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Di formazione classica sono approdato al cibo per testa e per gola sin dall’infanzia. Un giorno, poi, a diciannove anni è scattata una molla improvvisa e mi sono ritrovato sempre con maggior impegno a provare prodotti, ad approfondire argomenti e categorie merceologiche, a conoscere produttori e ristoratori. Da questo mondo ho appreso molte cose ma più di ogni altra che esiste il cibo di qualità e il cibo spazzatura e che il secondo spesso si mistifica fin troppo bene nel primo. Infinitamente curioso cerco sempre qualcosa che mi dia quell’emozione che il cibo dovrebbe dare ad ognuno di noi, quel concetto o idea che dovrebbe essere ben leggibile dietro ogni piatto, quella produzione ormai dimenticata o sconosciuta. Quando ho immaginato questo sito non l’ho pensato per soddisfare un mio desiderio di visibilità ma per creare un contenitore di idee dove tutti coloro che avevano piacere di parteciparvi potessero apportare, secondo le proprie possibilità e conoscenze, un contributo alla conoscenza del cibo. Spero di esservi riuscito. Il mio è un viaggio continuo che ho consapevolezza non terminerà mai. Ma è il viaggio più bello che potessi fare.