HomeVisitati per voiRistorantiUna domenica a Castellammare di Stabia e poi…Piazzetta Milù.

Una domenica a Castellammare di Stabia e poi…Piazzetta Milù.

Milubanner

L’occasione mi è stata offerta da una delle entusiasmanti proposte di Rossana Di Poce (http://rossanadipoce.blogspot.it/) che ci propone sempre mete poco conosciute e occasioni da non perdere.
Quando posso non manco di partecipare alle giornate che, con qualche amico, affidiamo alla sua cultura e alla sua curiosità che diventa immancabilmente la nostra.
E così siamo stati al Palazzo Reale di QUISISANA (QUI) per visitare la mostra “Dal buio alla luce” dove sono esposti 38 reperti provenienti da diversi siti scavati nell’area Stabiana, in particolare dalle ville dette San Marco, Arianna, del Carmiano, del Pastore e del Petraro, scelti per dare un saggio dell’alta qualità dell’arte e dell’artigianato di questa area nell’antichità.
Pezzi emozionanti che hanno finalmente rivisto la luce dopo essere stati chiusi molti anni nei magazzini della Sovrintendenza.
Nel programmare una giornata fuoriporta cerco sempre di approfittarne per andare a provare la cucina di qualche chef appuntato nella mia lista “assolutamente da provare” ed infatti a Castellammare dovevo andare a conoscere Cristoforo Trapani, giovanissimo chef del ristorante Piazzetta Milù: grandi esperienze nelle cucine più importanti di Italia e vincitore di Emergente Sud 2014 ( ne avevamo già parlato QUI).
A dire il vero io Cristoforo lo avevo già conosciuto in giugno a Baronissi in occasione di una delle serate degli Amici per le Padelle riportata dal sito di Luciano Pignataro QUI dove avevo gustato il suo strepitoso risotto al limone e scambiato con lui la promessa di andarlo a trovare a Castellammare a breve e infatti…
Non starò a descrivere, piatto per piatto, particolari minuziosi che forse sono già stati descritti altrove.
Il nostro percorso lo abbiamo seguito con leggerezza, assaporando il mare nelle sue molteplici storie ed intensità, in piatti che ci hanno incuriosito prima e sorpreso poi. Un’eccellente materia prima supporta qualche sperimentazione che nasce però nel solco della tradizione.
Ci hanno accompagnato: un bel casatiello tiepido, qualche pane anche scuro, l’olio extravergine bio San Salvatore ed un Gragnano scelto per rimanere “in zona”.
Abbiamo assaggiato:
– Capesante con pancetta e carciofi di Schito, menta e croccante al riso nero: la menta!
– Polpo e patate: consistenze nuove in un piatto divertentissimo, da mangiare con le mani
– Cacio e pepe con gamberi rossi e limoni di Sorrento: mantecatura perfetta, in bocca si rincorrono tutti i sapori fondamentali
– Spigola su salsa allo zafferano e verdure di campo: un pergolato di campagna dove arriva il profumo del mare
– Baccalà e scarola napoletana: tradizione spiritosa
– Notte a Castellammare: la caramellatura della brioche!
– Tiramisù: irrorato dalla moka appena fatta

Torneremo… la prossima volta ci aspetta un sentiero di terra!

 

 

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Amante appassionata di cibo, cucina e rete. Assaggiatrice professionista di oli vergini di oliva. Segretaria dell’Associazione Oleum. Aspirante analista sensoriale.

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