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Cocktail Aviation con velluto di violetta

aviation

Preparazione

Cocktail Aviation 

  • 4,5cl Hendrick’s Gin
  • 1,5cl Maraska
  • 1,5cl Succo di limone fresco

     Versare gli ingredienti nello shaker con ghiaccio. Shakerare e versare in coppetta da cocktail.

Velluto di violetta 

  • 25ml Vodka
  • 25ml Crème de Violette Monin
  • 0,2g Sucro  (il sucro è un emulsionante derivato dal saccarosio, formato da sucroestere di acidi grassi)

     Versare gli ingredienti in un bicchiere alto e far montare con un mixer.

     Dopo aver montato il velluto di violetta versarlo sopra il cocktail. L’aroma si trasferirà nel cocktail, lasciando così il velluto sovrastante neutro.

Storia

     La ricetta appare per la prima volta nel libro di Hugo Enssiln “Recipes for mixied drinks” (1916) , ma non si ha la certezza che il cocktail sia stato creato dall’autore. Sia nel libro di Harry Craddock “The Savoy Cocktail Book” (1930), che in quello di Patrick Gavin Duffy “The Official Mixer’s Manual” (1934), il drink è presente con una piccola differenza: la Crème de Violette è omessa in ambedue i casi.

     Alcuni testi riportano che il drink, in origine, si chiamasse Blue Moon e il colore blu veniva dato dalla Crème de Yvette, così chiamata in onore dell’attrice Yvette Guilbert ma, come spesso accade, anche in questo caso la storia di questo cocktail è avvolta nel mistero. La seconda versione, invece, si pensa sia stata creata in onore dei piloti inglesi che tornavano al campo dopo i cruenti ed eroici combattimenti aerei che caratterizzarono i cieli della Prima Guerra Mondiale.

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Nasce sotto l'ETNA ad Acireale in provincia di Catania dove inizia sin da ragazzino a mettere le mani in pasta nel noto laboratorio locale di granite di mandorle e pasticceria Condorelli. Passa il tempo e si ritrova quanto prima dietro il banco, in sala, e, tra i clienti di bar, caffetterie e sale ricevimenti. Marcello inizia sin dai primi momenti a maturare una passione per il food & beverage in salsa "social" poiché era noto ad amici e conoscenti la sua espansività, cortesia, e savoir faire nel costruire e mantenere i rapporti con la clientela al punto che i clienti dicevano: dov'è Marcello. Impetuoso come il vulcano, fertile come la sua cenere, e duro come il basalto decide di diventare quanto prima un embassador della cultura del saper bere e inizia a costruire la sua carriera navigando, come faceva quando era imbarcato sulla nave Chimera della marina militare italiana, tra le acque dei corsi FISAR, AIBES e FBS Planet One, per approdare dopo pochi anni sulla terra ancora per molti poco conosciuta e molto combattuta della mixologia di Ferran Adrià. Come durante l'eruzione dell'ETNA, a muntagna, come la chiamano in Sicilia, la passione di Marcello diventa come la lava, densa, fluida, caldissima, e colorata. Il suo amato mare lo ha sempre ispirato ad andare lontano, alla ricerca di nuove mete e il viaggiare in Africa, Asia e Medio Oriente amplia il già forte interesse per qualità, innovazione e creatività. La Rivoluzione da Bar Chef Mixologist continua a casa da autodidatta tra carte, libri e video di Dario Comini, brochure e kit da piccolo chimico come quello di MoleculeR(evolution). Sono le sue muse della mixologia, barman Dario Comini in primis, chef Ferran Adrià, e chef Heston Blumental ad essere stati i fari che hanno illuminato le sue alchimie di cocktails molecolari. Marcello completa l'esperienza sensoriale dei suoi clienti con un esclusivo viaggio olfattivo in una finissima polvere di cacao a mezzo del suo chocolate shooter ideato dal maître chocolatier belga Dominique Persoone. Il futuro?... chiedete a Marcello.