Colazione Pulp!

colazione pulp

     Ogni volta che entro in un American Diner mi viene in mente sempre la scena di John Travolta (Vincent Vega) che passa la serata con Uma Thurman (Mia) in Pulp Fiction. Chi conosce il film sa di cosa sto parlando.

colazione pulp

     Non poteva quindi mancare tra i miei articoli uno spazio dedicato al fascino dei diners americani, sempre presenti nei film come luoghi di incontri, affari, riunioni tra malavitosi, omicidi e solo raramente di ristorazione e che mi trasmettono una filosofia di vita vera e propria, ossia quella pulp!

Quindi ho pensato di andare a consumare un pasto in più per raccontarlo agli altri

     Invece di scegliere una classica cena in cui avrei potuto elogiare solo le doti di qualche super hamburger con bacon, formaggio e cetrioli accompagnato dal classico milk shake, ho preferito scrivere di una colazione… una colazione pulp!

     Dimenticate il classico caffè e cornetto, semplice, veloce, leggero, classicamente italiano; qui parliamo di un’esplosione di calorie in cui le dinamiche dello stomaco sfidano il classico dei classici americani: i pancakes. Homer Simpson ha reso popolare nel mondo ormai da anni questa tipica colazione, uno dei simboli della patria a stelle e strisce.

colazione pulp

     I pancakes dell’Infamous Diner in Manchester hanno uno spessore molto maggiore di quello che siamo abituati a vedere, sono circa 1,5 centimetri cadauno e vengono serviti solitamente con lo sciroppo d’acero canadese o con toffee cream, marmellata di fragola, cioccolata.

     Non c’è molto da dire riguardo il piatto in sé per sé. Per mia esperienza, così come testimoniato dalle foto che prendo sempre dal canale Instagram helen_justmade, posso affermare che è una colazione per pochi, o almeno non per tutti, in cui bisogna andare affamati e non con il leggero languorino da brioche. Bisogna avere tempo a disposizione, perché, una volta ordinati, la preparazione dei pancakes necessita una buona mezz’ora e bisogna essere pronti ad una vera e propria sfida con l’appetito. La torre di pancakes servita (7 di base) è esagerata, esplosiva, è semplicemente “pulp”!

Da bere?

colazione pulp

     Ormai in un amercan diner ci sentiamo un po’ tutti americani e quindi via col black coffee no limit, quello tipico negli uffici e ancora una volta nei film, in cui appena finita una tazza, magicamente una ragazza comparirà a riempirla di nuovo, e ancora e ancora.

     Prezzi per le colazioni? Nota dolente, perché si aggira sui dieci pound a testa, ma si sa che gli americani sono esagerati e quindi bisogna esagerare sempre.

     Nota: nell’Infamous Diner viene offerta l’opzione di poter sfidare la compagnia: se si è capaci di mangiare 21 pancakes in 30 minuti, la colazione sarà gratis, si riceverà una maglia che onora il vincitore e la faccia fotografata nella Wall of Fame del locale. Se si perde si pagherà un totale di 25 sterline.

     Io ho accettato la sfida perché sono uno che non si tira indietro, ma ho miseramente fallito. Il mio risultato è stato 11 pancakes, ben lontano dal traguardo, ma che a sentire lo staff è stato un buon punteggio. Inoltre non ero particolarmente affamato quella mattina, quindi riproverò in futuro e aggiornerò i lettori circa il risultato.

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Dopo aver completato un percorso formativo in Turismo per i Beni Culturali, inizio a studiare da autodidatta Economia e Finanza Internazionale. Sono sempre stato attirato verso la scoperta del nuovo e proprio questa mia passione mi ha fatto trasferire subito dopo la laurea in Inghilterra. Sono rimasto oltre tre anni a Londra e oggi per questioni lavorative vivo tra Manchester e Oslo. Appassionato anche di cibo e scrittura, ho potuto fondere le due cose iniziando a collaborare con "Di Testa & Di Gola". Essendo instancabile viaggiatore, il mio scopo è quello di apportare informazioni e curiosità riguardo le arti culinarie dei paesi esteri. Troppe volte ho sentito dire che le uniche cucine degne di nota sono quella italiana e francese. Senza rinnegare le mie origini, cerco di dimostrare che in luoghi impensabili esistono spesso sapori sconosciuti ai più e che meriterebbero maggior interesse. Inoltre mi impegno a diffondere un nuovo concetto sulla cucina italiana e cioè, non tutto si riduce a pasta e pizza, un luogo comune molto, a volte fin troppo, radicato; ma che abbiamo prodotti di ogni tipo degni di nota, con speciale focus circa la pasticceria napoletana e del sud in generale.