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Cucinì, documentario di Ciro Fabbricino e Slow Food

cucinì

Sono iniziate nella seconda decade di giugno le riprese di Cucinì,
il documentario diretto dal regista Ciro Fabbricino
e prodotto da Slow Food Napoli.

     Napoletano, fotografo da sempre e poi videomaker, docente di tecniche di comunicazione audiovisiva in varie regioni italiane, Fabbricino ha all’attivo collaborazioni con numerose produzioni italiane sia in ambito televisivo sia in quello cinematografico. Pur prediligendo la narrazione documentaristica, diversi sono i cortometraggi da lui prodotti. L’ultima sua produzione, “Giostre”, ispirata alla chiusura del parco giochi Edenlandia in Napoli, è in fase di revisione e postproduzione.

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     Il film Cucinì avrà una durata compresa tra i 60 e i 75 minuti e promette di restituire la misura di quanto nobile e profonda sia la storia del cibo a Napoli, compiendo un viaggio dentro i sapori, gli odori e i colori della tradizione gastronomica partenopea, attraverso lo sguardo di chi ha scelto di essere “un napoletano che cucina”.

     Al centro del racconto ci sono cinque cuochi napoletani che raccontano il proprio percorso umano e professionale, aprendo le porte della loro passione e memoria, prima ancora che delle loro cucine. Le emozioni e le ricette di Mario Avallone, Raffaele Cardillo, Gena Iodice, Giuseppe Maiorano e Antonio Tubelli sono accompagnate dalle ricerche storiche di Giovanni Serritelli, a cui spetta il compito di tracciare un itinerario, attraverso i secoli, dell’arte culinaria napoletana.

A coronare questo viaggio alla ricerca dell’identità gastronomica napoletana saranno le musiche di Giorgio Rizzo, i testi di Benedetta Palmieri, le letture recitate dagli attori Antonio Casagrande e Ilenia Incoglia e le riflessioni dell’antropologo Marino Niola.

Più da vicino

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«L’idea alla base del film – spiega il regista Ciro Fabbricino è quella di fornire allo spettatore gestualità e sapienze che hanno già visto nelle proprie case. Mi domando infatti come sia possibile che a parlare della ricchezza del cibo di Napoli sia solo la nota folkloristica di un accento campano di noti personaggi televisivi. Sono cresciuto a suon di pizze a portafoglio tra Port’Alba e i Tribunali e facendo colazione al mattino con le castagne lesse. Ed è questa Napoli, il cui cibo è popolare – come quello di strada e delle taverne – e nobilissimo – come quello dei monzù e dei ristoranti raffinati – che voglio riuscire a raccontare grazie a tutte le preziose collaborazioni intraprese».

«Abbiamo sposato da subito il progetto propostoci da Ciro Fabbricino – racconta il Fiduciario Slow Food Napoli, Rino Silvestro. Riteniamo infatti che, in un momento come quello presente in cui tutti parlano di cibo, sia l’occasione buona affinché anche un’Associazione come la nostra, che da tre decenni è impegnata nella valorizzazione delle culture alimentari, faccia sentire la propria voce. Il rapporto tra noi e la regia è stato subito empatico, fondandosi sull’intelligenza affettiva che Presidente internazionale di Slow Food, Carlo Petrini, sempre richiama come metodologia per raggiungere gli obiettivi più ambiziosi».

     Cucinì, che sarà presentato nell’autunno 2017 negli eventi e nei circuiti dell’Associazione Slow Food oltre a essere iscritto ai principali Festival cinematografici nazionali, è sostenuto da Pastificio G. Di Martino.

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