HomeL'editorialeVisioni territorialiDiventa tipico il piatto della nonna centenaria di Centola (SA).

Diventa tipico il piatto della nonna centenaria di Centola (SA).

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E’ stato presentato ufficialmente domenica scorsa, dal Sindaco del Comune di Centola-Palinuro (Sa), dott. Carmelo Stanziola, presso l’EXPO di Milano, il Piatto della Centenariaun prezioso “elisir di lunga vita”, ideato da una nonnina cilentana nel giorno del suo centesimo compleanno.

Carmelo-Stanziola

Il Piatto della Centenaria, che unisce le eccellenze dell’entroterra a quelle dell’entromare cilentano, era già stato presentato dallo stesso Sindaco ai cittadini del suo Comune durante una delle tappe del tour, “La Rotta del Buonpescato Cilentano”, una serie di appuntamenti organizzati dal GAC, che hanno visto come protagonista lo straordinario pesce azzurro della costa cilentana.

In quella occasione, tutti i cittadini di Palinuro, compreso anche il Fiduciario della locale Condotta Slow Food “Camerota-Golfo di Policastro”, il dott. Giuseppe Rivello, avevano avuto modo di gustate ed apprezzare il piatto che, da domenica 6 settembre 2015, è il nuovo il Piatto Tipico del Comune di Centola-Palinuro.

Giuseppe-Rivello-SF-Camerota---Golfo-di-Policastro

La Storia del piatto:

Nel giorno del suo compleanno, di buon mattino, Nonna Grazia riceve inaspettatamente a casa la visita del primo cittadino del suo Comune, quello di Centola-Palinuro, in Cilento.

Il Sindaco dott. Carmine Stanziola è li per porgere alla simpatica nonnina cilentana gli auguri di tutta la sua comunità, ma anche, per onorarla di un attenzione concessa davvero a pochissime persone, ovvero, nominarla Sindaco del suo Comune per un solo giorno, quello del suo centesimo compleanno.

 

Nell’aiutare l’anziana nonnina ad indossare la prestigiosa fascia tricolore, il dott. Stanziola si lascia rivelare dalla Signora Grazia il suo elisir di lunga vita, un segreto, che la festeggiata aveva custodito tutta la vita, e che adesso, rivela sotto forma di lista della spesa:

“- Finocchietto selvatico
                    – Pomodori d’orto
                    – Aglio
                    – Alici di Menaica
                    – Olio extravergine d’oliva
                    – Cavatelli di crusca”

Il Sindaco autosospeso, una volta tornato in Comune, pensa che le parole appena pronunciate da Nonna Grazia possano mettere finalmente fine ad un annoso problema che lo assale da tempo, ovvero, quello di stabilire una volta per tutte, quale sia in realtà il piatto tipico del suo meraviglioso comune.

Infatti, molte delle ricette tipiche preparate lungo questo tratto di costa cilentana, come le “Alici inchiappate”, ad esempio, vengono comunemente realizzate anche presso i comuni limitrofi, generando cosi solo confusione tra i numerosi turisti che d’estate affollano le bellissime spiagge della cittadina di Palinuro.

 

Palinuro-Arco-naturale

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Cosi, una volta riportati su carta tutti gli ingredienti suggeriti da Nonna Grazia, il dott. Stanziola non ha più dubbi, la lista fornita dalla Signora Centenaria sembra essere fatta a posta per rispondere a quella domanda.

La ricetta della Nonna di Centola, racchiude in se tutti i principali dettami suggeriti a suo tempo da Ancel Keys, il padre della famosa Dieta Mediterranea, che proprio da queste parti, a Pioppi (Sa), si trasferì a vivere sin dal 1962. Dopo decenni di indagini svolte sulla popolazione locale, giunse alla conclusione che proprio l’alimentazione a base di pane, pasta, frutta, verdura, moltissimi legumi, olio extra-vergine di oliva, pesce e pochissima carne era la responsabile dello straordinario effetto benefico sulla popolazione cilentana.

(ph Toni Isabella)

(ph Toni Isabella)

La Ricetta della “Centenaria”
Per 4 persone:

Un mazzetto di finocchietto selvatico
200 gr di pomodorini d’orto
20 alici di menaica già deliscate
1 spicchio d’aglio
1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva
400 gr di cavatelli di crusca

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Nella pentola in cui farete cuocere i cavatelli, lessate il finocchietto selvatico per alcuni minuti, dopodiché, recuperatelo e mettetelo da parte. Nel frattempo, versate l’olio extravergine in una padella, aggiungete l’aglio ed i pomodorini a pezzetti e lasciateli in cottura per alcuni minuti. Adesso aggiungete il finocchietto selvatico e le alici di menaica, lasciando continuare la cottura per almeno altri cinque minuti. Portare a cottura i cavatelli di crusca in abbondante acqua poco salata ed uniteli al condimento per concludere la cottura.

Curiosità: 
La rete di Menaica

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Si tratta di un antica tecnica di pesca selettiva sviluppatasi in tutto il mar Mediterraneo al tempo di Parmenide e sopravvissuta solo in pochissime località, tra cui, alcuni borghi costieri del Parco Nazionale del Cilento.

La “Menaica” è una rete da pesca definita passiva in quanto cattura il pesce di passaggio sbarrandogli la strada e restando relativamente ferma rispetto all’acqua o al fondo. Essa viene calata di notte in acqua, libera di muoversi con la corrente, per poi essere recuperata il mattino dopo.

Questa rete non è ancorata al fondale ma resta sospesa a mezz’acqua grazie ad una serie di galleggianti presenti sul lato superiore e ad una linea dei piombi inferiore.

Il pesce che incontra questo attrezzo, infila la testa in una maglia fino all’opercolo branchiale, qui il filo gli si stringe attorno facendo sì che esso non possa né tornare indietro, né procedere in avanti, essendo la circonferenza del corpo maggiore della dimensione della maglia.

 

(ph Toni Isabella)

(ph Toni Isabella)

L’attrezzo è specifico per la cattura delle alici e pochi altri pesci, inoltre, il pesce catturato con questa rete, risulta essere più prelibato rispetto a quello pescato con altre tecniche, perché nel tentativo di liberarsi dalla rete, perde gran parte del sangue, il quale ha un sapore amarostico, risultando così più dolce e delicato.
Di primo mattino, al ritorno dalla pesca, bisogna lavorare immediatamente le alici per la salatura: prima si lavano in acqua di mare e poi si dispongono minuziosamente in vasetti di terracotta, alternando il pesce a strati di sale marino grosso. La stagionatura avviene nei cosiddetti magazzeni, locali freschi e umidi, e può variare da sei mesi a qualche anno.
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Nei giorni scorsi ho avuto modo di apprezzare il Piatto della Centenaria proprio a Palinuro, devo dirvi che l’ho trovato davvero molto interessante, ma se chi legge non si fida di me, può chiederlo direttamente a Nonna Grazia, che, oltre ad aver seguito di persona la presentazione del suo piatto sino all’EXPO di Milano, tra pochi mesi, festeggerà i suoi primi 103 anni di vita.

Cose che accadono solo in Cilento.

Lunga vita a Nonna Grazia!!!

 

di Gianni Ferramosca

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