Fish&chips challenge

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     Qualche tempo fa si è parlato del piatto più tipico della cultura inglese, ossia il Sunday roast. Nello stesso articolo, per qualcuno forse, è sembrato che si sia screditato il fish&chips. Bene, oggi scriviamo come la pietanza d’oltremanica più famosa ed esportata nel mondo sia da sempre protagonista in Inghilterra.

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     Inutile raccontare in modo pomposo cosa offre il piatto. C’è il “fish”, un bastoncino gigante dalla crosta ultra croccante, ci sono le “chips”, patate al forno molto speziate e nient’altro. Naturalmente l’accompagnamento migliore è la salsa tartara, che spesso però non piace se non si è nord europei, o l’aceto balsamico. 
Ma il fish&chips è così semplice da preparare, le patate son patate, il pesce è sempre quello, che differenze ci sono?

     Allora, se si va a Londra, nella turistica Leicester Square avrete un paio di ristoranti specializzati che affermano la loro illuminante esperienza riguardo la produzione di fish&chips; niente di più falso: prezzo praticamente triplicato, qualità scadente, servizio inesistente. Stesso discorso per tutte le zone turistiche delle città.

Il segreto del buon fish&chips? La cottura naturalmente.

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     Questa deve avere una caratteristica ben specifica: la crosta che avvolge il pesce deve essere croccante, senza sfociare in durezza; il pesce all’interno deve essere caldo, ma non sciolto. Viene chiamato nello slang “meltin’ fish” quando questo accade. “Melt” significa in questo caso “sciolto” inteso però come “molliccio”. In pratica il pesce diventa come un pasticcio all’interno della crosta.

     Infatti, il buon fish&chips deve essere mangiato con la forchetta, troppo spesso si necessita di un cucchiaio; quando questo accade è solo perché cotto male, molto male. Dove andare a mangiare un serio fish&chips?

     A Londra i posti ideali sono sempre più difficili da trovare, diciamo che tra i migliori c’è un ambulante che vive di questo da ormai una vita e che si trova su London Bridge (da non confondere con Tower Bridge, bisogna andare qualche ponte più avanti) o paradossalmente le miglior opzioni sono nella zona araba della città, in particolare le traverse che si intersecano con Edgware Road. Io vivendo proprio su quella strada, da bravo esploratore mi sono dilettato con fish&chips di buona qualità a prezzi meravigliosi (calcolando gli altri).

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Ma dove si trova il meglio del meglio?

     Secondo classifiche ufficiali e non, sfide tra ristoranti, veri e propri concorsi interni che organizzano le associazioni del settore, il fish&chips numero uno è in Brighton, piccola città a sud dell’Inghilterra bagnata dal mare.

     In genere però tutta la costa sud ha degli ottimi livelli. Fish&chips buonissimi si trovano anche a Bournemouth, Dover, ma anche nel vicino Galles. Io ho avuto il piacere di visitare e assaggiare il piatto in ognuno di questi posti. Anche il nord del paese ha le sue eccellenze però: a Stratford-on-Avon, città natale di Shakespeare c’è un fish&chips meraviglioso.

     
Così come a Stoccolma esiste l’”hamburger perfetto”, dove il proprietario di un pub ha girato tutta l’America per trovare gli ingredienti migliori (così mi disse in uno dei miei viaggi, mostrandomi le foto delle sue avventure), io nel mio piccolo ho cercato di avere un’idea del fish&chips migliore girando fra le meravigliose città dell’Inghilterra.

     Le foto riguardano proprio il fish&chips di Brighton.

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Dopo aver completato un percorso formativo in Turismo per i Beni Culturali, inizio a studiare da autodidatta Economia e Finanza Internazionale. Sono sempre stato attirato verso la scoperta del nuovo e proprio questa mia passione mi ha fatto trasferire subito dopo la laurea in Inghilterra. Sono rimasto oltre tre anni a Londra e oggi per questioni lavorative vivo tra Manchester e Oslo. Appassionato anche di cibo e scrittura, ho potuto fondere le due cose iniziando a collaborare con "Di Testa & Di Gola". Essendo instancabile viaggiatore, il mio scopo è quello di apportare informazioni e curiosità riguardo le arti culinarie dei paesi esteri. Troppe volte ho sentito dire che le uniche cucine degne di nota sono quella italiana e francese. Senza rinnegare le mie origini, cerco di dimostrare che in luoghi impensabili esistono spesso sapori sconosciuti ai più e che meriterebbero maggior interesse. Inoltre mi impegno a diffondere un nuovo concetto sulla cucina italiana e cioè, non tutto si riduce a pasta e pizza, un luogo comune molto, a volte fin troppo, radicato; ma che abbiamo prodotti di ogni tipo degni di nota, con speciale focus circa la pasticceria napoletana e del sud in generale.