HomeL'editorialeIl punto di vistaGiovanna Esposito. “Persa in cucina”!

Giovanna Esposito. “Persa in cucina”!

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Giovanna Esposito ha un percorso Internet notevole. Ha frequentato i forum di cucina storici in tempi non sospetti, ne ha gestito uno per un po’ e poi è passata al reportage e alla scrittura sia per il suo blog http://www.lostinkitchen.com/ che per la rivista http://www.gastronomiamediterranea.com/.
Ha regalato al popolo del web centinaia di ricette interessanti e sfiziosi, sempre contornate da considerazioni frizzanti e spesso ironiche, ed è un’importante fonte di informazioni sulle cucine mediterranee in generale e sulla cucina dell’Italia meridionale in particolare, attraverso i suoi articoli.

Il primo tuffo nel web ( se te lo ricordi…) ?
Sono piombata direttamente in cucina. Per la precisione, nel forum de La Cucina Italiana. Cercavo una ricetta, non ricordo quale. Per un po’ mi sono limitata a leggere quelle degli altri, poi mi sono buttata nella mischia anch’io. Il forum all’epoca era molto vitale e stimolante. Pensa che una volta, di ritorno da Londra, chiesi con poche speranze se qualcuno avesse idea di quale salsa mi avessero servito al Tapas Bar di Harrod’s con i gamberi fritti, dandone una descrizione. Una “forumista” che viveva oltre Manica andò direttamente alla fonte a recuperare l’informazione. Avevo appena scoperto la salsa Romesco, che adoro tutt’ora.

Com’è nata, poi, la “motivazione?
Molti anni dopo. All’inizio era solo cucina e socialità. Col tempo però ho cominciato a imparare delle cose e a guardare più in profondità, turbata dalla consapevolezza della mia ignoranza. Sono appassionata di storia e incuriosita dalle culture diverse dalla mia: scoprire quanto ci sia di affascinante nel ripercorrere a ritroso le tracce di un piatto o di un ingrediente è stata una rivelazione. Anche se forse tutto è nato dalla mia Campania, dalla voglia di far sapere che incredibile serbatoio di sapori e materie prime eccezionali sia. Non solo maccheroni e pummarola, e comunque non maccheroni qualunque e non pummarola qualunque.

Il bello e il brutto del tuo “viaggio” internettiano?
Il bello, è ovvio, sono le infinite possibilità di conoscenza, di scambio, di espressione. E l’aver trovato dei nuovi amici. Il brutto? La competitività e il pettegolezzo. Per natura non sono competitiva e piuttosto mi sottraggo.

Cucina e web, cioè fare concreto e condividere virtuale…?
Sarebbe bello che si trattasse di fare concreto e condividere concreto. Quello che i forum possedevano e nei blog manca è un’interazione vera che non si limiti al complimento, talvolta rituale. E sarebbe bello anche che il “fare” oltre che concreto fosse responsabile. Le persone ci leggono, è una grande opportunità per condividere un’idea di cucina e cibo che sia anche comprare bene, scegliere meglio, seguire le stagioni, premiare chi produce con cura. La ricetta è nulla senza l’ingrediente giusto e chi dedica la vita a produrlo.

Il rapporto con la tecnologia web? Siete cresciute insieme?
Direi proprio di sì. All’inizio esistevano rubriche cartacee per annotare gli indirizzi dei siti web. Oggi la sola idea fa ridere. E avevo un manuale che spiegava come effettuare ricerche nel web, che fa ancora più ridere. Comunque il mio rapporto con la tecnologia è uguale a quello che avevo a scuola con la matematica: empirico. In un modo o nell’altro, senza conoscere le regole, arrivo al risultato corretto con metodi da ignobile praticona.

Feed back, “ritorni”, soddisfazioni?
Accorgerti, in momenti in cui mediti seriamente di chiudere baracca, che a qualcuno hai fatto compagnia per anni, è il miglior feed back. E poi, che qualcuno sia venuto a cercarmi per un progetto come Gastronomia Mediterranea è stata una bella soddisfazione.

Limiti, frustrazioni, solitudine…?
Hai una domanda di riserva? Scherzi a parte, tanti. Limiti miei, frustrazioni e solitudine indotti. La frustrazione più grande è vedere prevalere diffusamente l’affarismo sulla passione, nel web ma anche fuori. Giusto qualche giorno fa su un canale televisivo nazionale un cuoco di cui non ho afferrato le generalità preparava un dolce usando la vanillina anziché la vaniglia. E intanto cuochi di valore chiudono i ristoranti e produttori di cose meravigliose vivacchiano a stento.

Perché l’inflazione di “food” e l’agitazione attorno?
Vorrei saperlo anch’io. Quando ho cominciato a interessarmi di cibo alcuni mi guardavano con pietà, quasi fosse argomento da casalinghe frustrate o da spot con donnine in gonna a ruota anni ’50. In ogni caso credo che sia una bolla destinata a scoppiare. Si sta veramente esagerando e l’effetto saturazione è dietro l’angolo.

In web, ti senti arrivata, a metà strada, appena partita?
Appena partita e non so nemmeno per andare dove.

Ci sarà, per te, un “dopo web”, di cosa sarà fatto? Sarà ancora “food”?
Non ho imparato solo ad usare meno lievito, in questi anni, ma anche che la vita ti porta dove vuole, e a volte sceglie bene. La cosa migliore che si possa fare è assecondare il movimento. Non serve affannarsi a fare programmi. Ho studiato filosofia, insegnato, scritto racconti e oggi scrivo di gastronomia: vent’anni fa avrei dato del pazzo a chi lo avesse previsto. Mi lascio portare dalla corrente, nuotare contro è fatica che lascio volentieri ai salmoni :).

La Redazione.

Giovanna Esposito

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