HomeRicetteAmatorialiLa “giuggiulena” o “cubbaita”: la ricetta tradizionale

La “giuggiulena” o “cubbaita”: la ricetta tradizionale

giuggiulena cubbaita

     Uno dei tradizionali dolci siciliani per eccellenza, che si preparano appositamente per le feste natalizie, è il torrone di giuggiulena.

     Così viene chiamato il seme di sesamo, protagonista principale del torrone. In dialetto sarebbe “u torrone i ghigghiulena” o “cubbaita”. Il dolce è facile da realizzare, veloce nella preparazione e divertente da consumare. Perché divertente? Beh, siete mai riusciti a mangiare qualcosa di molto duro senza fare buffe espressioni, senza spalancare e storcere la bocca come se foste un cagnolino alle prese col suo osso o senza arricciare il naso e strizzare gli occhi per lo sforzo? Io no!

giuggiulena cubbaita

     Questo è un dolce godurioso, ma, come scrive Andrea Camilleri nel suo Elogio della cubaita dell’Antico Torronificio Nisseno, anche da meditazione, perché non va aggredito, “va lasciato ammorbidire tra le labbra”.

Ingredienti

  • 250 g zucchero semolato
  • 60 ml miele millefiori
  • 150 g semi di sesamo
  • 50 g mandorle con la buccia
  • 30 g bucce candite di arancia
  • un limone o olio di semi per stendere il composto.

Preparazione

     In una padella antiaderente mettete lo zucchero e il miele e lasciate sciogliere sino a quando non avrete più grumi e il composto risulterà liquido e dorato (attenzione a non farlo bruciare, appena spariranno i grumi spegnete il fuoco). Aggiungete i semi di sesamo, le mandorle e le bucce candite di arancia e mescolate bene.

     Versate il tutto su un piano, stendendo il composto a uno spessore tra i 5 mm e 1 cm massimo. L’ideale sarebbe farlo su un ripiano di marmo leggermente unto d’olio, ma se non l’avete fate come me, utilizzate un foglio di carta forno e appoggiatelo se possibile su una tavola di legno. Per stendere la cubbaita potete usare una spatola unta oppure posizionate sopra un altro foglio di carta forno e procedere col matterello. In alternativa tagliate a metà un limone, infilzatelo con una forchetta dalla parte della buccia e passatelo premendo sulla superficie del composto, così facendo darete aroma e luciderete maggiormente la superficie.

     Quando la cubbaita sarà fredda tagliatela a pezzi, la tradizione li vorrebbe romboidali. Durante questa fase fate attenzione: il vostro dolce sarà piuttosto duro ma per tagliarlo basta un coltello dalla lama sottile e ben affilata. Non serve nemmeno che facciate un taglio completo: vi consiglio di tracciare un solco e poi rompere con le mani.

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Sono nato a Tripoli (Libia) il 27 settembre 1954. Dal 1970 mi sono definitivamente trasferito in Italia. Attualmente risiedo a Genova, dove sono dal 2003, dopo diverse esperienze di lavoro e di residenza a Roma, Livorno, Gela, Siracusa, Porto Ferraio, per conto della Pubblica Amministrazione di cui sono dipendente dal 1975. Tra le altre mie esperienze ed aspirazioni, sono diventato un appassionato di cucina e gastronomia, non solo sotto il profilo degli aspetti di preparazione e di presentazione dei piatti ma soprattutto nelle origini dei cibi e nella scelta consapevole di acquisto degli ingredienti. Da diversi anni scrivo articoli di cucina consapevole e ricette che vengono pubblicate su riviste specializzate e blog di cucina oltre a collaborazioni e corrispondenze saltuarie con testate giornalistiche di settore. Ho frequentato numerosi corsi di specializzazione sia sull'argomento gastronomico in generale, che in argomenti specifici inerenti la gastronomia. Ho partecipato alla prima edizione di Riso e Risate a Cavesanablot come esperto per conto dell'associazione no profit “Riso Italiano Solidale” e come consulente per conto della Riseria Rovasenda. Ho aperto una pagina ufficiale su un social network tra i più conosciuti e diffusi, e da subito la stessa ha registrato numerosi lettori.