Happy hour? Pizza fritta!

happy hour Fry & Try

     Negli aperitivi a Milano puoi farti una pancia così e tornare a casa alle nove di sera senza passare per la cucina. Hai mangiato e bevuto, non importa come e quanto.

     C’è gente a Milano che non ha neanche un paio di posate e uno scolapasta, o che non ti saprebbe dire quanti fuochi ha il piano cottura. Il “beviamo una roba post-ufficio” è un rituale da cui è complicato districarsi e, quelle rare volte in cui riesci – con una scusa plausibile – a darti per disperso, i servizi di food-delivery sono talmente ben funzionanti che alla fine ti butti sul divano e ordini un hamburger con l’app.

Ma vogliamo dirla una verità? L’aperitivo a Milano è quasi sempre una fregatura.

     Vassoi pieni di pasta scotta, cubettoni di focaccia unta, fettine di carne bollita su letti di patate prezzemolate, il solito pinzimonio dagli intingoli più improbabili. E le sempreverdi cascate di Nutella. L’happy hour è più sopravvalutato di un referendum popolare.

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     Poi succede che un giovane pizzaiolo di Acerra – già nel novero dei migliori talenti under-30 per l’abilità confluita nel successo di Briscola Pizza Society (suggellata dal premio del Gastronauta nel 2015) – si inventa un aperitivo diverso, solleticando mesi prima di Zia Esterina (Sorbillo) la curiosità dei milanesi nei confronti dello street food napoletano.

E così, messa su qualche pentola di rame nella cucina di un cocktail bar contemporaneo, a due passi dalla stazione centrale, e raccolti alcuni tra i migliori ingredienti della scena (tra tutti il Fior d’Agerola, ça va sans dire), prende forma, in primavera, il primo aperitivo con pizza fritta nel cuore della movida.

     Giovanni Arbellini, in arte Nanni, ha dispensato montanarine e pizze fritte anche questa settimana, in un appuntamento – il “Fry & Try” – che ha già raggiunto in pochi mesi la settima edizione. Chiuso nel piccolo laboratorio a vista del NHERO, in via Vittor Pisani, e coadiuvato da Daniele Ferrara (che sta aprendo a Lissone), Nanni ha sperimentato la tipo 2 del molino Le 5 Stagioni, deliziando il palato degli appassionati con una pizza fritta incredibilmente leggera ed equilibrata.

     Un piccolo gioiello che omaggia la tradizione e che incontra i gusti “sofisticati” dei milanesi. La pizza fritta ha un appeal che sembra non avere mai fine. E adesso che può impreziosire le “ore felici” che seguono alla fuga dagli uffici e dalle università, Milano può stare tranquilla.

     Una nuova moda è appena cominciata.

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Ho più di 35 anni, non sono diplomato all’UCLA e non figuro nella lista delle persone più ricche del mondo. Ma ho una vera e propria ossessione per la pizza napoletana. Mi guadagno da vivere con il digital marketing, ma la pancia l’ho “guadagnata” con i carboidrati. Un anno fa ho fondato “Io e Margherita”, il primo account Instagram dedicato esclusivamente alla regina delle pizze (indovinate quale?): per stilare schede, recensioni e pagelle giro per Milano almeno una volta a settimana, forse due, senza posate. Perché ricordate: la pizza va mangiata con le mani.