HomeTestati per voiDolci e gelatiI 38 dolci italiani da non perdere. Addio prova costume. Solo per gli amanti della montagna.

I 38 dolci italiani da non perdere. Addio prova costume. Solo per gli amanti della montagna.

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Inutile negarlo!

Siamo un popolo di golosi e per nostra fortuna ci è toccato di nascere nella nazione che ne ha le maggiori espressioni al mondo.
Scegliere è alquanto difficile dato anche l’elevato numero di prodotti tradizionali arricchito da quelli che via via i nostri pasticcieri inventano (GRAZIE!!!).

Era da tempo che desideravo stilare una classifica di dolci che mi avevano colpito o per i quali avevo letteralmente perso il senno. Così basandomi sui miei personalissimi gusti ho immaginato un viaggio lungo la nostra penisola con delle puntate specifiche su determinate preparazioni che maggiormente mi piacevano.

Ovviamente questo elenco non è assolutamente esaustivo, anzi, ma diciamo che traccia un percorso per chi quest’anno sa già sin d’ora che le uniche cose che gli staranno bene in spiaggia saranno le infradito e la sdraio tassativamente a righe verticali (che sfinano!).

Detto ciò, e con l’auspicio che possa essere anche un valido vademecum per i nostri lettori e chi ne ha piacere, va fatta una precisazione di fondo.

La nostra penisola è talmente variegata gastronomicamente, grazie anche a differenti dominazioni, che ha sviluppato differenti tipologie di dolci.

Così via via che si parte da sud verso nord le dimensioni dei dolci si riducono e le creme tendono a sparire o avere una presenza marginale.

Premesso ciò mi sono basato sui miei personalissimi gusti che da sempre mi fanno suddividere i dolci in due macro categorie (che qui riporterò): “goduriosi” e “da combattimento”.

I goduriosi sono quei dolci che puoi mangiare senza lasciar grandi tracce visibili ad altri del tuo peccato. I secondi sono pressoché impossibili da mangiare senza che creme, residui di sfoglie, zucchero a velo o altro ti finiscano ovunque e, per chi come me ha la barba e i baffi, è impresa del tutto impossibile da superare indenne.

Si parte..buona glicemia a tutti!

Sicilia

Inutile soffermarsi più di tanto sulla pasticceria di questa regione più che nota a tutti per le mille meraviglie che è in grado di offrire.
Tra le tante ne ho scelte quattro che a me piacciono particolarmente.

Brighelle (dolce godurioso)

E’ un dolce di recente invenzione. Artefici di questa creazione i Fratelli Pinzino della omonima Pasticceria di Castelbuono (PA) alle porte del lussureggiante Parco delle Madonie.
Si tratta di piccolissime frittelle calde farcite con crema pasticcera fredda o con la farcia di ricotta dei cannoli freddissima. Su una spolveratina di cannella e giù in un solo boccone.
Credo personalmente che la dipendenza da stupefacenti sia meno grave.

Brighelle

Sfinci di San Giuseppe (dolce da combattimento)

Poco più in là di Castelbuono nella meravigliosa Palermo in occasione della festa del papà si preparano le omologhe delle napoletanissime zeppole. Gli sfinci non sono altro che dei bignè di dimensioni enormi (quasi quanto il palmo di una mano) farciti dentro e sopra con la crema ricotta e le gocce di cioccolato.
Ogni singolo morso, a causa della generosissima farcitura comporta fuoriuscite da tutti i lati della crema.
Da svenimento.

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Cappiddruzzi (dolce da combattimento)

Questi sono presenti in particolar modo nel trapanese anche se personalmente ne ho memoria anche in altre aree della Sicilia da dove parte della mia famiglia proviene.
Si tratta di delle sfoglie (molto spesso dei quadrati ripiegati su se stessi in modo da formare dei triangoli che ricordano i “tricorni” settecentenschi (e da qui il loro nome che alla lettera significa cappellucci) fritte con all’interno crema ricotta e gocce di cioccolato. Una variante molto antica prevede la ricotta setacciata con lo zucchero e al centro di essa una “passolina” di Pantelleria (uva passa) imbibita nello zibibbo. La passolina di Pantelleria aveva la particolarità di avere al suo interno tre semi che andavano sputati. All’epoca il dolce era sicuramente più da combattimento di oggi anche se mangiarlo appena fatto è un’impresa non da poco poiché l’esterno è bollente (vengono fritti) e l’interno è freddo.
Sono molto difficili da trovare in pasticceria.

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Testa u turcu (dolce godurioso)

Siamo tornati a Castelbuono (PA) per un dolce casalingo antichissimo. Il dolce apparentemente semplice è alquanto laborioso perchè è fatto con delle pettole sottili fritte fatte in casa che poi vengono intervallate da generosi strati di crema pasticcera (legata tradizionalmente con l’amido) e spolverate di cannella.
Sopra, nelle versioni più barocche oltre alla cannella è tempestata di confettini colorati.
Non la si trova in pasticceria.

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Calabria

Se in Sicilia la pasticceria è speciale in Calabria di certo non la mandano a dire!
La mia personale selezione per questa regione è caduta su due dolci l’uno, potremmo dire, opposto all’altro. Uno casalingo e di buona complessità, l’altro da alta pasticceria, apparentemente facile da realizzare ma basato su equilibri particolarmente giocati sul filo. A questi ne ho aggiunto uno cosentino che secondo me è l’inno al matrimonio tra colesterolo e glicemia!

Pitta mpigliata (dolce godurioso)

E’ uno dei dolci tradizionali di Natale.
Fatto con una pettola molto sottile viene poi farcito con miele, noci, nocciole, fichi e frutta secca. La ricetta varia da famiglia a famiglia ma è sempre contraddistinta da una ricchezza di ingredienti elevata e da una manifattura difficile da replicare se non si particolarmente abili.
Le forme vano dalla corona alle rose o ai bouquet di rose.
Difficile da reperire in pasticceria alcune volte è venduta in forni di panificazione.

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Torta Delizia (dolce godurioso)

E’ uno dei capolavori della pasticceria calabrese. Interno di pan di spagna imbibito a dovere in maniera da favorire in taglio netto con la forchetta farcito con crema e talvolta (non sempre) amarene sciroppate. Il tutto è coperto con pasta di mandorla messa con foggia artistica in modo da emulare spesso un canestro o un cesto. Alcune volte è anche guarnita con ciliegie candite o mandorle, o entrambe.
Il boccone è spettacolare e la suadenza unica. Non perdetevela assolutamente e se non la vedete esposta chiedete se è possibile ordinarla perché spesso la fanno solo su ordinazione.
Appena fatta è squisita ma, come tutte le torte, il giorno dopo è da urlo di Munch!

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Turdilli di Cosenza (dolce da combattimento)

E’ un dolce natalizio casalingo che consiste in una frittella intinta nel cioccolato fuso. Il risultato è che se non vi ammazza il fritto ci pensa il cioccolato. Evviva!
Va richiesto a una casalinga o in pasticceria è davvero difficile che li trovate.

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Basilicata

La Lucania ( a me piace chiamarla così!) è una terra di dolci molto poveri e legati ad una tradizione profondamente contadina, però ciò non vuol dire che non ve ne siano di davvero eccellenti. Qui personalmente ne ho scelti due che mi piacciono particolarmente.

Paste alla crema (dolce da combattimento)

Paste composte da pan di Spagna lievemente bagnato con al centro una farcitura molto generosa di crema pasticcera aromatizzata con buccia di limone.
Un sapore che rinvia alle vecchie torte casalinghe semplici e buone.

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Pesche arrostite con gelato (dolce da combattimento)

In effetti andrebbero mangiate con la forchetta ma quando le ho provate io l’ho fatto con le mani e ci ho rimesso anche una camicia.
Sono delle mezze pesche di quelle che quando le si spacca l’osso resta completamente pulito, prima grigliate e poi farcite a fantasia con lamelle di mandorle e gelato (io le ho provate con il cioccolato…. che ve lo dico a fare!

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Puglia

Bella la Puglia e grandi i pugliesi. Terra anche questa dai mille sapori e profumi.
Qui ne ho indicati ben quattro con alcuni peraltro non molto conosciuti.

Pasticciotto leccese (dolce godurioso)

E’ decisamente un dolce molto noto composto da una tortina di pasta frolla abbastanza alta totalmente riempita di crema pasticcera. Assieme alla crema tradizionalmente ci vanno le amarene candite e sciroppate ma esistono varianti anche con cioccolato o altre farciture. Io personalmente preferisco la tradizionale. Va detto che a Napoli ne esiste una versione analoga che forse è copia di questa e non viceversa.
A colazione è decisamente spettacolare e da quelle 4-5000 calorie necessarie per sfogliare il quotidiano sportivo seduti fuori la pasticceria…..
E’ molto diffuso anche fuori Puglia anche se quelle della zona leccese sono imbattibili.

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Sospiro di Noci (dolce da combattimento)

Siamo in provincia di Bari a meno di 15 km da Alberobello in uno dei paesi dell’area più affascinanti che io conosca. Qui anni fa è nata una versione più ricca del sospiro, una famosa pasta a pan di Spagna ma molto leggera e farcita con crema pasticcera. Qui i nocesi si sono superati aggiungendo al Sospiro classico una glassa morbida e bella appiccicosa di zucchero e una ciliegia candita che la sormonta.
Se lo mangiate con la forchettina da dolce non meritate di mangiare mai più dolci in vita vostra! Vi dovete sporcare mani e labbra!

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Sporcamuss di Altamura (dolce da combattimento)

Ancora in provincia di Bari ma verso l’Alta Murgia materana a 12 km. da Matera e quindi della Basilicata c’è Altamura, soprannominata la Leonessa d’Italia.
Qui da alcuni anni è in voga un dolce dal nome che lascia intendere cosa accade prima ancora di addentarlo. O’sporcamuss (alla lettera lo sporca bocca) è una sfoglina quadrata ripiena di crema pasticcera (molte volte tiepida) e ricoperta di zucchero a velo.
Un goloso non riesce a mangiarne meno di tre.

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La Passionata di Troia (dolce godurioso)

Provincia di Foggia. Tavoliere delle Puglie. Qui a Troia una pasticciera e il marito si sono inventati questo dolce che somiglia molto ad una cassatina siciliana ma ha la contaminazione del mitico vino rosso Nero di Troia.
Il boccone è pieno e godurioso come quello della cassatina ma è spezzato in maniera armoniosa dal sentore di vino.
Da provare ammirando il rosone asimmetrico della Cattedrale di troia, unico in tutta la Puglia per la sua asimmetria.

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Campania

Avrei potuto farla facile affidandomi a sfogliatella, babà e zeppola di San Giuseppe. Senza dubbio questi tre dolci non si possono discutere ma nella scelta mi sono voluto affidare anche ad un’operazione di nostalgia indicando dei dolci che ormai per poca notorietà presso il pubblico più giovane ed eccessivo lavoro di pasticceria stanno tendendo a scomparire totalmente.
Anche qui ne ho indicati 4 precisando sin d’ora che uno di questi non lo conoscevo e l’ho conosciuto grazie a Paola Marina Ingegneri che un giorno lo ha postato su Facebook. Conto di andarlo ad assaggiare quanto prima anche se una vaga idea me la sono già fatta. Però per esserne certo acanto alla classificazione metterò un punto interrogativo.

Delizia (dolce da combattimento)

Era uno dei dolci immancabili alla domenica in pasticceria. Oggi è praticamente del tutto scomparso. Complice la farcitura che è fata con crema al burro, erroneamente considerata grassa e pesante, in luogo di dolci che spesso contengono grassi frazionati e/o idrogenati ricavati da olii tropicali.
Il dolce era molto semplice. Due biscotti sovrapposti con in mezzo un dito abbondante di crema al burro, spesso al gusto nocciola e ricoperta lungo tutto il perimetro del dolce con granella di nocciola.
Se avete la fortuna di trovarla in qualche pasticceria provatela assolutamente. Il gioco di contrasto tra la friabilità del biscotto (anch’esso al burro) e la farcitura che scivola all’esterno e vi sporca inevitabilmente è unico.

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Testa di Moro (dolce da combattimento)

Come per la delizia anche questo dolce è in via di sparizione o se lo trovate è troppo spesso fatto molto male.
Il dolce consiste in due semisfere di pan di Spagna lievemente imbevuto nel rhum con al centro un cuore di cioccolato. Dopo di che le due semisfere vengono unite e formano una sfera che a sua volta viene fata ripassare nella crema al cioccolato e poi nelle cd. codine di cioccolato.
Se è fatto bene è spettacolare. E’ più facile da trovare nelle pasticcerie dell’area vesuviana che nella città di Napoli.

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Lingue di di Bue di Procida (dolce da combattimento?)

Questo dolce non lo conoscevo e l’ho visto per la prima volta postato su Facebook da Paola Marina Ingegneri. A prima vista è spettacolare e golosissimo. Ovviamente è inutile che mi perda in descrizione su come è fatto perché necessito di assaggio ma posso dire che sulla bella Isola di Procida è frequente in molti bar e Pasticcerie.

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Zuppa Inglese Napoletana (dolce godurioso)

Anche questo dolce è pressoché scomparso resistendo maggiormente nei ristoranti tradizionali napoletani. E’ una torta di pan di Spagna farcito con crema e amarene sciroppate e poi ricoperto con la meringa e ripassato in forno.
Non è frequente ma alcuni ristoranti partenopei lo propongono frequentemente e altri lo hanno in menu in maniera fissa. Nelle Pasticcerie la trovate solo su ordinazione e deve essere un pasticciere della vecchia guardia. Differisce da quella bolognese o emiliana per varie componenti che vedremo più avanti. Personalmente oltre il chilogrammo non riesco ad andare! 😀 : D 😀

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Molise

Molti i dolci molisani meritevoli di citazione ma tanti inidonei a questa mia classifica dove la ricchezza delle creme o di canditi giocano un ruolo determinante.
Nonostante ciò però la mia memoria ne ricorda uno decisamente meritevole di menzione.

Crostata di ricotta e cioccolato (dolce godurioso)

E’ un dolce ormai abbastanza frequente in molte case italiane ma nasce proprio in questa piccola e deliziosa regione che peraltro è a pochi chilometri da casa mia.
Una crostata farcita con ricotta e scaglie di cioccolato che in cottura si fondono ed assumono diversa consistenza e una volta raffreddate danno una variabilissima croccantezza al boccone.
Non lo trovate in pasticceria ma girando in rete ne reperite molte ricette.

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Abruzzo

Poco più su gli Abruzzi ( o l’Abruzzo come lo chiama la carta geografica ignorando la grande diversità che offre questa regione al pari della Puglia… le Puglie). Qui i dolci interessanti per il nostro viaggio glicemico diventano davvero tanti. Di seguito alcuni di quelli da provare.

Sise delle monache (dolce da combattimento)

Dio benedica Emo Lullo, la sua famiglia e la sua discendenza per le prossime 100 generazioni!!!!!
Le sise delle monache sono uno dei dolci più buoni e semplici che conosca, anzi proprio nella loro semplicità sono fantasticamente buoni. Bignè dall’impasto aereo fino alla leggerezza di una piuma, sono farciti con una crema pasticcera di quelle di manifattura della nonna. Cosa che devo dire è abbastanza ricorrente tra i dolci abruzzesi.
Imperdibili. Solo da Emo Lullo a Guardiagrele (CH). Altrove sono malriuscite imitazioni… “cinesate”. Mi spiace per gli altri.

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Pizza dolce abruzzese (dolce godurioso)

Ve la ricordate la torta di pan di Spagna con strato di crema al cioccolato e strato di crema gialla? Si quella del compleanno di quando si era bambini. Bene. E’ di origine abruzzese e ha un nome ben preciso. Pizza Dolce.
Ovviamente è davvero difficile che la troviate in pasticceria ma se siete in vacanza in Abruzzo e vi inventate una ricorrenza la potete chiedere che qualche anima pia che la fa la trovate.

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Sfogliatella di Lama dei Peligni (dolce godurioso)

Questo dolce è relativamente recente. Risale alla metà del 1800 quando una nobildonna abruzzese che aveva soggiornato a Napoli per lungo tempo fu costretta per motivi lavorativi del marito a rientrare in Abruzzo per restarvi per sempre. Presa dalla nostalgia delle sfogliatelle napoletane (le ricce) chiese alla propria servitù di replicarle.
In mancanza di una ricetta certa e di ingredienti utili fu confezionato questo dolce che altro non è che una pasta sfoglia al cui interno viene messa come farcitura la “scrucchiata”, ossia una confettura di uva schiacciata prima della cottura con le dite, molto tipica dell’intera regione.
La trovate solo a Lama dei Peligni. Va assolutamente mangiata almeno una volta nella vita…anche 5-6..di più va!

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Lazio

Non molti i dolci da combattimento o goduriosi del Lazio (almeno per quel che mi è dato di sapere) ma di sicuro ce ne è uno da colazione che credo sia un unicum nella nostra penisola.
Lo trovate ovunque e va assolutamente mangiato. Andare via dalla nostra Capitale senza averlo fatto è peccato mortale e si va all’inferno.

Maritozzo con la panna (dolce da combattimento)

Lo avete mai visto? Sontuoso nella vetrina dei dolci del mattino di ogni bar e caffetteria romana. STa lì. Fiero, spaccato a metà con tuta la panna che ne fuoriesce. Un dolce che quando lo mordi la panna lo rende ingestibile anche se sei allenato a mangiarlo.
Lo trovate ogni mattina pressocchè ovunque.

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Umbria

Anche qui vale il discorso dei dolci poco cremosi e più speziati e ricchi di frutta secca e canditi. Anche qui, esclusivamente per questo viaggio, ne viene menzionato uno che è davvero particolare, come accadrà per altri successivamente, per il suo impasto.

Torcolo di San Costanzo (dolce godurioso)

E’ il dolde tradizionale della festa di San Costanzo a Perugia. E’un impasto lievitato arricchito con uvetta, canditi, pinoli e semi di anice. Nulla di che nela sua descrizione, non fosse altro che lo possiamo considerare a tutti gli effetti il padre e progenitore del famosissimo ciambellone, anche se questo è fatto con pasta lievitata. Irreperibile fuori del periodo dei festeggiamenti (29 gennaio) ma si trova la ricetta in casa..e in estate (a parte l’uso del forno che è per coraggiosi) ci sta bene a colazione. In ogni caso annotatevelo e organizzatevi per un viaggio in Umbria a gennaio.

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Toscana

Qui pochi dolci cremosi ma tante torte dai sapori antichi. Tra le tante quella che mi ha colpito ed emozionato più di tutti, anche dell’eccelso panforte, è una.

Torta coi bischeri (dolce godurioso)

Il nome bischeri non ha attinenza con la parola toscana che indica uno scema ma piuttosto di rifà ai becchi dei tordi o alle chiavette per accordare il violino. E’ una torta tradizionale del giorno dell’Ascensione nata nel comune di San Giuliano Terme (PI) ed oggi diffusissimo a Pisa, sia come preparazione casalinga che come prodotto di Pasticceria.
Differisce dalla torta coi becchi di Lucca soprattutto per la farcitura che può essere con riso, cioccolato e frutta secca, oppure con riso, ricotta e crema o ancora con (udite udite) con crema Bietole e uvetta. Versione quest’ultima da non perdere assolutamente se si ha la possibilità di provare.
Nel 2007 ha ottenuto un marchio di qualità che la tutela ed impone per il suo confezionamento l’uso dei pinoli del Parco Regionale di Migliarino (PI).
Difficile da reperire fuori periodo.

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Emilia Romagna

Qui avrei potuto davvero sbizzarrirmi ma ne ho scelti due che per me sono tra i dolci che se non ci fossero andrebbero assolutamente inventati.

Bomboloni (dolce da combattimento)

Tipici della riviera romagnola non sono della tradizione dolciaria di quest’area del paese avendo chiare origini austriache nei famosi krapfen ma negli ultimi quarant’ani, anche grazie alla grande inventiva e capacità di fare economia dei romagnoli sono diventati il simbolo della spiaggia della riviera e un po il dolce simbolo.
Farciti con crema gialla rappresentano un vero attentato alla linea. Uno sembra soddisfare, sia per dimensioni che per calorie, ma la replica è spesso atto dovuto.
In riviera romagnola li trovate ovunque e a qualsiasi ora.

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Zuppa inglese emiliana (dolce godurioso)

Non saprei stabilire quale sia nata prima. Se sia precedente la napoletana o l’emiliana. Sta di fatto che entrambe le zuppe inglesi sono dei veri e propri capolavori di pasticceria.
Quella emiliana è un pan di Spagna bagnato nell’Alchermes ed intervallato da crema al cioccolato e crema pasticcera. La differenza con la napoletana non sta solo nell’assenza di meringa e di amarene nella crema ma anche nella modalità di preparazione che fa si che si prepari e “sformi” come uno zuccotto e non come una semplice torta.

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Liguria

Qui ho scelto un dolce su tutti. Il resto è buono ma senza di questo è noia. Vince su tutti.

Cannoncino alla crema
(dolce da combattimento)

Scommetto che pochi di voi sapevano che questo dolce così comune in moltissime pasticcerie della nostra penisola è un dolce tradizionale ligure.
Appena farcito è uno sballo totale. La sfoglia si oppone alla crema pasticcera spesso aromatizzata al limone. Meno di 3 è altamente sconsigliato.
Facile da reperire in molte pasticcerie anche e soprattutto quelle dei Carrugi genovesi.

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Sardegna

La Sardegna. L’isola da fascino tutto suo. Il luogo dei pani ricamati con le forbici per i matrimoni. Il posto delle paste di mandorla e tanti dolci arcaici.
Qui ne ho scelti due. Uno è casalingo e l’altro non è un vero e proprio dolce anche se nel suo paese è consideratotale. Vanno provati assolutamente entrambi.

Sa Pompìa (dolce godurioso)

La Pompìa (Citrus Mostruosa) è un agrume rinvenuto in un giardino comunale di Siniscola (NU) da un gruppo di donne che reperita la memoria storica di questo agrume candito ed immangiabile senza tale processo lo hanno riportato in auge al punto tale che oggi non solo è Presidio Slow Food ma anche diffuso nei vicini comuni di Posada, Torpè e Orosei.
Si serve in piccole fetine su foglie dello stesso agrume. Talvolta coperto di lamelle di mandorle.
Va provato.
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Rujolos (dolce da combattimento)

Sono le frittelle sarde di carnevale per eccellenza. Noti con molti nomi a seconda dell’area regionale (arrubiolus, arruviolos, ruviolos) sono delle palline di ricotta fritte e ricoperte con miele.
Non le trovate in pasticceria ma se fate amicizia con quello splendido popolo che sono i sardi qualcuno le farà per voi. In rete reperite la ricetta.

rujolos

Piemonte

Se avessi voluto citarli tutti mi serviva un sito a parte. Impossibile per l’enorme numero di piccola pasticceria e dolci al cioccolato nella sola Torino.
Onde evitare un elenco ho preferito sceglierne un paio che trovo davvero particolari e unici.

Bonet (dolce godurioso)

E’ il dolce tipico dell’area torinese e langarola. Frequente nei ristoranti e sulle tavole domenicali è un budino al cioccolato dove gli amaretti svolgono un ruolo fondamentale ai fini del gusto e delle differenza di consistenza.
Secondo le regole del “bon ton pasticciero” piemontese dove anche le pastine della domenica sono molto piccole se ne serve una fetta.
Reperite la ricetta e mettete in conto che per noi meridionali ne servono da due a tre stampi per quattro persone golose.

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Canestrelli Biellesi (dolce godurioso)

Signori i wafer italiani. Sottili e dolci in maniera equilibratissima sono farciti con crema al cacao. Sono repribili in tutte le pasticcerie biellesi dove hanno un costo importante se relazionati ai wafer che si reperiscono in commercio. Niente a che vedere con questi ultimi. Ogni uro è benedetto. Provateli!

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Val d’Aosta

Qui potevo giocare facile ed uscirmene con una Panna cotta e via. Ma la Val d’Aosta benchè regione piccola ha nel suo cuore un piccolo segreto.

Crema di Cogne (dolce godurioso)

Nata a Cogne è ormai diffusa in tutta la regione è la notissima crema al cioccolato che tutti conosciamo e che ci faceva la nostra mamma ma con la variante dell’uso della panna. Viene servita con i tegolini, piccoli biscotti ultrasottili di forma circolare che si intingono in questa goduriosissima crema.
Non si trova in pasticceria ma spesso compare nei menu dei ristoranti.

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Lombardia

Anche questa regione povera dal punto di vista dei cosidetti dolci cremosi ma ricchisisma per i lievitati (Panettone in testa ovviamente). HO scelto però un dolce dove la lievitazione non c’entra ma il contrasto tra il fresco acidulo della fruta e quello dolciastro dei canditi è interessantissimo.

Miascia lombarda (dolce godurioso)

E’ un dolce che si fa risalire al migliaccio di Maestro Martino da Como e il suo trattato gastronomico quattrocentesco. E’ un dolce che ha numerose varianti ma in quella comasca prevede pane raffermo, frutta secca, frutta fresca. La difficoltà di preparazione è davvero modesta. Il risultato davvero entusiasmante. Si prepara solo a livello casalingo e forse in alcuni piccoli locali.

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Veneto

Il Veneto è una regione con tanti dolci di nascita recente (salame al cioccolato, tiramisù, ecc) e tanti dolci più asciutti di origini antichissime (esse di Bruano; fritole, ecc).
Qui ne ho scelti due in particolare.

Torta pazientina (dolce godurioso)

Assieme Ricetta di ambito monastico risalente al 1600 è un dolce a strati composto da pasta bresciana (frolla di mandorle), polenta di Cittadella, che è una pasta simile al pan di spagna), farcita di crema allo zabaione e guarnita da scaglie di cioccolato preferibilmente fondente.
Un dolce che si dava ai malati come ricostituente e che oggi la si trova su ordinazione in alcune pasticcerie della città.

Torta-pazientina-Veneto

Pinza di Treviso (dolce godurioso)

E’ il dolce tipico della provincia di Treviso e delle zone di Conegliano e Vittorio Veneto. Differisce da tutte le altre pinze per il fatto che è basata su un impasto lievitato. Per il resto è farcito come tutte le altre con canditi e frutta secca in maniera molto ricca.
E’ dolce casalingo e natalizio.

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Trentino Alto Adige

Anche qui si faceva subito a mettere quel capolavoro che è lo strudel ma avremmo ignorato ancora una volta un dolce semplice ma buonissimo.

Frittelle di Mele (dolce godurioso)

Sono il dolce trentino casalingo per eccellenza. Fette di mele ( e qui non c’è che l’imbarazzo della scelta!) passate in pastella, fritte e spolverate di zuchero a velo. Una tira l’altra come le ciliegie. Non le trovate in pasticceria ma nei locali più alla mano su ordinazione ve le preparano. Chiedetele!

frittelle-di-mele-trentine

Friuli Venezia Giulia

Terra di confine e di contaminazioni austriache soprattutto. Dolci dove gli elementi prevalenti sono la frutta e la cannella. Tra questi, tutti interessanti e buoni, ne ho scelti due dove tali elementi non sono decisivi.

Strucchi (dolce godurioso)

Tipici delle Valli del Natisone gli strucchi nascono fritti e farciti con crema di castagne. Poi vengono mutati con farciture più vicine ai nostri gusti come quelle di confetture. Sono gli ispiratori degli Strudel della Pavesi (strucchi deriva dal termine strudel) famosissimi biscotti degli ani 60 e 70.
Non facili da reprire se non in determinate occasioni.

Strucchi-Friuli-Venezia-Giulia-(Valle-del-Natisone)

Pinza friulana (dolce godurioso)

Identica concettualmente alla Pinza Trevigiana la Pinza friulana però si basa su un impasto di recupero del pane raffermo. Un dolce di recupero dove le consistenze sono davvero particolari e la percezione non è quella di mangiare pane ma un impasto davvero particolarissimo.
Alcuni panifici la vendono. Diffusa un po ovunque.

pinza-friulana

Nota:
Le foto presenti in questo post sono prevalentemente prese dalla rete. Nell’impossibilità di citare tutti gli autori Di Testa e di Gola sente doveroso ringraziare tutte le Food Blogger che hanno replicato le ricette tradizionali con foto talvolta da applauso e si rende disponibile a riconoscere accanto ad ogni foto il doveroso e relativo credit. Resta inteso che la rimozione è sempre possibile sui semplice richiesta

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