HomeTestati per voiBevande, liquori e cocktailIl Nocillo. L’assaggio – Parte Prima

Il Nocillo. L’assaggio – Parte Prima

Matraccio

Nei precedenti articoli ho trattato delle origini, del Nocillo nei tempi e ed il Nocillo ,Nucillo o Nocino oggi. Ho anche trattato dell’albero di noci, della sua diffusione nel mondo, in Europa, in Italia e, soprattutto, in Campania, prima produttrice con il 73 % dell’intera produzione nazionale.
Ovviamente, la varietà regina della coltivazione spetta a quella di Sorrento che tutti i consumatori conoscono ed apprezzano,soprattutto per i suoi profumi e sapori, anche se di costo leggermente più alto della concorrente (California).
Tornando, poi, al nostro Nocillo, credo che molti abbiano già consumato o stiano consumando l’infuso dell’annata 2013 e che siano desiderosi di apprendere o capire come, un normale consumatore, può distinguerne uno buono da uno meno buono.
Personalmente, sono ancora fermo al consumo dell’annata 2012 perché preferisco ( e lo suggerisco) di far riposare l’infuso (al buio e al fresco) almeno un anno; questo per far si che le spezie esaltino i loro profumi e si possano amalgamare bene con l’alcool e lo zucchero.
Siamo arrivati, così, alla descrizione delle caratteristeiche fisiche e organolettiche che concorrono alla valutazione del distillato e sono,come per altri alimenti,liquidi o solidi:
– Aspetto visivo: riguarda la densità, il colore e la limpidezza
-Aspetto olfattivo : riguarda l’intensità, la durata e la franchezza
-Aspetto gustativo: riguarda il “corpo”,sapore di noce e l’armonia.
C’è poi la valutazione personale finale che il consumatore ritiene di dover esprimere in considerazione.
Il principale strumento di lavoro di cui dispone l’assaggiatore di Nocino o Nocillo, è il matraccio, che è una paticolare provetta in vetro in uso nelle farmacie; il semplice consumatore, invece, può usare tranquillamente un bicchierino di vetro bianco di circa 100 cc, liscio, con particolare attenzione alla pulizia, trasparenza ed assenza di odori estranei.
L’ideale, poi, sarebbe avere a disposizione una candela stearica ed un cucchiaino di ceramica ( vedi foto) o di plastica (si sconsiglia di metallo in quanto potrebbe rilasciare sensazioni metalliche).
Il Nocillo (nel nostro caso),deve essere alla giusta temperatura che è sui 16-18°.
Nella prossima parte approfondiremo i tre aspetti.

di Salvatore Luongo

Comments