Il papassino di Nuoro

papassino

C’è chi si gode una vacanza ai Caraibi soffriggendosi su qualche spiaggia.
C’è chi prova a rompersi qualche tibia nella settimana bianca.
C’è perfino chi ostinatamente vuol fare le temutissime “vacanze intelligenti”.

Io invece me ne vado a Nuoro

     Vabbè direte voi… magari sei di origini sarde, oppure ti sei innamorato di una affascinante barbaricina o ti prepari a scalare il Gennargentu a mani nude. No, niente di tutto questo. Ho solo fatto un viaggio in Sardegna e sono andato a Nuoro, perché avevo voglia di andarci. Fine. Volevo la Sardegna vera, quella che vivono tutti i giorni i Sardi, non sono tipo da Costa Smeralda o da Billionare.

     Stop.

     Così… pur con qualche litigio con il traffico e la viabilità nuorese, e dopo aver elargito il congruo obolo all’amministrazione comunale per poter parcheggiare entro le malefiche strisce blu, vado a spasso per la città. Evviva!

     Non vi parlerò qui delle visite museali o dei monumenti vari (Nuoro non è messa male da questo punto di vista, anzi!) ma vi racconterò in breve quello che è stato il mio piccolo-grande cortocircuito gustativo nuorese, anzi: gastrodelirante!

Ore 11,15 – anche a Nuoro lo stomaco (il mio…) protesta.

papassino

     Scarto l’idea dell’aperitivo, e cerco qualcosa di piccolo per mettere a tacere i borborigmi della mia insaziabile cavità addominale. Spulcio i banconi dei bar del Corso Garibaldi ma, bevande alcoliche & non a parte, per lo stomaco c’è ben poco, fatto salvo qualche malconcia brioches in via di decadimento, verosimilmente rimasta invenduta dopo il rituale scongelamento mattutino.

     Vai e vai…  e alla fine adocchio una pasticceria. Una pasticceria senza luci scintillanti e banchi iperilluminati carichi di mogi dolcetti, tutti (quasi..) uguali da Vipiteno ad Agrigento, ma una vera Pasticceria Sarda. Poca scena e molto costrutto. In vetrina dolci sardi, specialmente quelli da matrimonio, esteticamente magnifici, enigmatici nei loro bei disegni.

Pasticceria il Golosastro

     Il nome è un po’ così… ma una volta varcata la porta, subito mi investono effluvi ben diversi da quelli di tante altre pasticcerie della penisola. Questione di naso. Odori belli, veri, che avvolgono e inebriano ma senza strafare, con classe.

     La Sardegna ha una tradizione dolciaria ben diversa dal resto d’Italia, e anche se la globalizzazione prova a imporre anche sull’isola gusti standardizzati, fortunatamente c’è ancora chi tenacemente persevera nel proporre la propria peculiare identità, anche nei dolci. Così… tra i vari dolci che il simpatico pasticcere del Golosastro ci illustra, optiamo per due Papassinos, che su due piedi sono trasformati in versione da passeggio, da mangiare beatamente a spasso per il Corso Garibaldi di Nuoro. Sweet street food alla nuorese!

papassino

     Beh… basta un assaggio ed è subito Bingo! Il Papassino mi piace.

     Mi stupisce la sua essenzialità, il suo sapore forse rustico, ma assolutamente vero. Un gusto arcaico, che colpisce da subito anche per il netto e percepibile sentore di strutto, grasso ingiustamente demonizzato ad ogni occasione dai mai domi salutisti d’assalto.

Il papassino esteriormente ha l’aspetto all’incirca di un rombo.

     Presumibilmente il suo aspetto geometrico con tutti i lati uguali, paralleli a due a due, ha qualcosa di rituale, ma visto che non sono un antropologo specializzato in dolci, come mia abitudine non delego questo alle foto, ma passo a descrivervi in dettaglio il gusto e le sensazioni provate nell’assaggio.

     Allora… al primo morso il Papassino colpisce per la giusta morbidezza e la friabilità, e per il bel gusto di noci e mandorle (credo leggermente tostate) che giocano a rimpiattino con il sentore dello strutto che, a sua volta blandamente salato, non solo rende il tutto ben friabile e suadente, ma anche  molto avvolgente per tutto il palato. Però, il bello arriva quando a palato già rodato dal primo morso, si percepisce l’ulteriore e delizioso amalgama con lo zucchero che, dopo la cottura, suppongo parzialmente caramellato, finisce per permeare delicatamente il tutto, coadiuvato in questo dall’uva passa.

     Un gusto semplice, rapido, ma efficiente nello stimolare al meglio le papille gustative. Una piccola e niente affatto trascurabile parentesi di dolcezza in salsa nuorese. Fine.

     Il Papassino secondo me, è un qualcosa che crea dipendenza…

     Il Papassino, un tempo dolce rituale per la festa dei morti, ha parecchie varianti (ricoperto con glassa, con cannella, con scorza di limone, etc etc) e parecchi nomi (papassìno, pabassino, papassinu – al singolare – e papassini, pabassinas, pabassinos, papassinos – al plurale) nelle varie contrade dell’isola. Quella che ho provato io credo che sia la versione basica del Papassino alla maniera di Nuoro, forse per questo ancestralmente e incredibilmente buona.

     Provare per credere.

Pasticceria il Golosastro
Corso Garibaldi, 173
Nuoro
Tel. 0784.37955

 

La foto in evidenza è stata reperita in internet e non è di nostra proprietà.

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Interessato da più di venti anni al modo del cibo, crapulone & buongustaio seriale. Dal lontano 1998 collabora come autore alla guida dei ristoranti d'Italia de L'Espresso, ha scritto sulla guida "Le tavole della birra" de L'Epresso, ha collaborato a diverse edizioni della guida "Osterie d'Italia dello Slow Food", ha scritto su "Diario della settimana" e "L'Espresso", e quando capita scrive di cibo un po' ovunque. Infine è ideatore e autore di www.gastrodelirio.it