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La Locanda di Beatrice

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La Puglia è decisamente troppo lunga.

     Il solo pensiero di scorrerne le miglia a mare genera un vortice emicranico da  perdere l’orientamento; a cui va aggiunto  che, per quanto “di Puglia”, le singole aree sono tanto diverse pur se prossime, da giustificare, facendola sembrare appropriata,  la denominazione ad hoc che molti adoperano:“le puglie”.

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     A nord, un Gargano austero e selvaggio, in cui prevale il godibile richiamo della calura estiva fruibile da scogliere mozzafiato fino alle aree umide o con le praterie ittiche di Lesina e Varano, con l’insostituibile richiamo evocato dalla sapiente gastronomia lacustre salata e la magnificenza di un Parco Nazionale del Gargano in cui si staglia sontuoso il carico emozionale, gravido di misticismo, legato ai pellegrinaggi a San Giovanni Rotondo.

     Dall’estremo Sud del prorompente salento sempre più noto, e che, come tutti i noti, stenta a dare segnali di accattivante richiamo, ci soggiunge il profumo di lingue di terra sitibonde, spartitraffico tra Mar Ionio e Mar Adriatico, culla di preziosi viti e fantastici ulivi  di Cellina di Nardo’.

La terra di mezzo, per questo, non esisterebbe

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     Tanto da far sembrare la Murgia una area fuori  da tutte le rotte turistiche e da tutte le ambizioni conoscitive dei pochi turisti, smarriti nel cuore della provincia barese, ops città metropolitana,  poco richiamati da stantii promotori di azioni locali politicizzati, lontani anni luce dalla cultura delle concrete azioni di promozione delle destinazioni, che molti credono di rappresentare, solo e  ancora, con  qualche balorda festa urbana o della ruralità, di recente conio  inventate “en passant” a sollevare un inesistente orgoglio di appartenenza,  spiccioli di incassi paninari e mortificanti esibizioni di vanagloria autoreferenziale.

     Ci soccorre, per nostra buona conoscenza delle bellezze di Murgia,  il richiamo esoterico, per davvero emozionale,   del monumentale Castel del Monte, del Silvium di Gravina e della immortale crosta murgiana florida e pregnante di biodiversità accattivante, carica di fauna ed emanazioni odorose della gariga steppica che si apre in buona parte del periodo invernale e primaverile a chi ne conosce le vere virtu’ .

Passando al bello del racconto

     Si incontra, a Corato,  un luogo non semplicissimo da raggiungere, in virtù di una strada a quattro corsie, cui si accede  dalla complanare della stessa provinciale 271, la Locanda di Beatrice.

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     La storia è quella comune a altre famiglie che avviano una attività di ristorazione legata alla banchettistica, ma che nel contempo riesce a caratterizzare la propria offerta, creando una “nicchia emozionale”, una sorta di appendice della sala ricevimenti RdB,  dedicata a nomadi vaganti, non più persi, ma  guidati dal richiamo che solo i  ritrovi di menti sapienti e papille mai sopite, riescono ad evocare.

     Il luogo dell’amicizia e degli affetti, cui affidarsi incondizionatamente, esiste, ed  in questa “pugliesissima”  terra di mezzo, La locanda di Beatrice ne rappresenta  una delle icone  più importanti.

Ricca la cantina, perfetto il servizio, gradevole tutto, sobria eleganza compresa, ca va sans dire.

     L’accoglienza di Maurizio Balducci e Sandra Miranda non lascia molto spazio alle definizioni di opportunità: la gioia la trasmette solo chi ve ne è in possesso, e la gioia di accogliere l’ospite è cosa nota in questa bella locanda di Murgia.

Ma di più, ciò che attira la mia attenzione, è il calore della Locanda stessa

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     La camera climatizzata a vista, che si offre alla visione  nel ristorante, in cui fanno bella mostra di sé etichette di grandi vini, cioccolatini, sigari ben umidificati e preziosissimi beni di conforto alcolici, utilissimi nel fine pasto dei  freddi inverni innevati di Murgia.

     I piatti sono un tripudio! Ci si lascia inesorabilmente con l’impegno a ritornare.

     Il vero segnale di gradimento che mi sento di raccomandare a tutti i naufraghi viandanti in questo paradiso naturale, in questa magica e sconosciuta “terra di mezzo”.

LOCANDA DI BEATRICE
Strada provinciale 231 ( ex S.S. 98) km 47,500
tel. 080.8724122 – fax. 080.8726152
sito: www.locandadibeatrice.it
Aperto: solo la sera; anche a pranzo domenica e festivi
Chiuso: lunedì; ferie: in gennaio

 

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Nato in Calabria nel marzo del 58 da genitori pugliesi, esercita la professione di Medico Veterinario Igienista (Qualità e Sicurezza Alimentare) presso la ASL BA con mansione di Ispezione e Controllo degli Alimenti di origine animale. E’ Iscritto a SLOW FOOD ITALIA dal 1995 di cui è docente per i corsi MASTER OF FOOD (Formaggi-Carni-Salumi-Olio extravergine), oltre che per l'aggiornamento degli insegannti del MIUR. Fonda nel 2007 l'Associazione "Il Sogno di Arlecchino_Ricerca e tutela della Biodiversità" che candida alla gestione del progetto pilota "CENTRO STUDI PER LA TUTELA DELLA BIODIVERSITA' E DEL TURISMO SOSTENIBILE" ed all'utilizzo di terapie "ALTRE" nel contesto del disagio mentale; Sommelier, ha collaborato al progetto editoriale dell'A.I.S. Puglia "Messaggi in Bottiglia" e di Slow Food Editore EXTRAVERGINE . E’ Iscritto dal 2011 all'Albo Nazionale degli Assaggiatori di Olii di Oliva Vergine ed Extravergine. Ha conseguito nel 2007 la laurea in Scienze della Maricoltura ed Igiene dei Prodotti Ittici presso l'Università degli studi di Bari e, nel 2015, il Master in Cultura dell'Alimentazione e delle Tradizioni Enogastronomiche presso la Facoltà di Filosofia, Uniroma 2, di Tor Vergata.