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La morte di Silvano Samaroli, il re “eretico” dei “Single”

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     È del 17 febbraio la notizia della scomparsa di Silvano Samaroli, bolognese di 77 anni nato a Bengasi, su un volo di ritorno da Singapore.

     Noto agli appassionati di Rhum per le sue selezionatissime bottiglie, è forse meno noto ai più per il grandissimo contributo che diede al mondo dei whisky, in particolar modo scozzesi, sul finire degli anni sessanta, quando da rappresentante volle intraprendere l’appassionante strada del selezionatore per divenire pochi anni dopo il settimo selezionatore di whisky indipendente di Scozia e il primo al mondo.

     All’epoca del suo cammino, che convinse fino ad entusiasmarlo anche Veronelli, il mondo dei Whisky di elevata qualità si fermava in Inghilterra dove arrivava qualcosa dell’immenso patrimonio di single malt che la Scozia, tra Highlands e Speyside, riusciva ogni anno a produrre. Da noi in Europa, e più segnatamente in Italia, arrivavano solo blend di bassa qualità con qualche tiratura limitata degli stessi che poco aggiungeva ad un panorama piatto deputato solo al realizzo dei ricavi di mercato.

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     Samaroli seppe prima appassionare con i suoi “single” malt e poi sublimare con i “single” cask allorquando si rese conto che gli scozzesi avevano smesso anche di investire in questo abbassando i costi delle botti con recipienti riciclati ed “a fine carriera” o addizionando il prodotto con caramello.

Il whisky eretico

     Il passo di acquistare singole botti di rovere nuovo americano e seguirne l’affinamento per trarne veri e propri pezzi unici fu forse il vero passo che tutti gli amanti del whisky scozzese attendevano mentre il prezioso distillato, per scelte, poi pagate a caro prezzo, perdeva posizioni anche con i whisky giapponesi.

     La pubblicazione di whisky eretico avvenuta nel 2016 è proprio la summa di questo cammino dove il pensiero di Samaroli e le sue scelte sono ben sintetizzate nelle seguenti parole:

“L’etica è il principio ispiratore, il resto è energia creativa. Amo i toni maturi ed evoluti. Sono sostenitore delle armonie, delle sfumature calde ed avvolgenti, degli accordi complessi, dei gusti naturali, dei respiri sottili e ampi al tempo stesso. Amo il difetto a condizione che esprima personalità. Tollero l’acidità solo a condizione che ci regala dimensione. Non credo nelle scelte facili e non sopporto le banalità. Cerco ovunque tutto ciò che sia unico.”

     Per gli appassionati, ed in stile scozzese, se dovessimo oggi levare un bicchiere alla sua memoria sentirei di suggerire un Glen Grant 1973 – Speyside Single Malt Whisky – 3° ed ultimo release – imbottigliato nel 2013 – Selezione ovviamente Samaroli. E la pronuncia della vecchia frase con la quale si brinda ai vecchi tempi:

     “Auld Lang Syne!”

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Di formazione classica sono approdato al cibo per testa e per gola sin dall’infanzia. Un giorno, poi, a diciannove anni è scattata una molla improvvisa e mi sono ritrovato sempre con maggior impegno a provare prodotti, ad approfondire argomenti e categorie merceologiche, a conoscere produttori e ristoratori. Da questo mondo ho appreso molte cose ma più di ogni altra che esiste il cibo di qualità e il cibo spazzatura e che il secondo spesso si mistifica fin troppo bene nel primo. Infinitamente curioso cerco sempre qualcosa che mi dia quell’emozione che il cibo dovrebbe dare ad ognuno di noi, quel concetto o idea che dovrebbe essere ben leggibile dietro ogni piatto, quella produzione ormai dimenticata o sconosciuta. Quando ho immaginato questo sito non l’ho pensato per soddisfare un mio desiderio di visibilità ma per creare un contenitore di idee dove tutti coloro che avevano piacere di parteciparvi potessero apportare, secondo le proprie possibilità e conoscenze, un contributo alla conoscenza del cibo. Spero di esservi riuscito. Il mio è un viaggio continuo che ho consapevolezza non terminerà mai. Ma è il viaggio più bello che potessi fare.