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La salute inizia dalla spesa

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     Il momento della spesa è un’ottima occasione per combattere le malattie della società moderna: pingue, sedentaria e condannata alle cure croniche “vita natural durante”. Una società in cui –paradossalmente- si dà importanza più alla quantità degli anni da vivere che alla loro qualità.

Da dove iniziare, allora, per regalare più vita agli anni che verranno? Dalla spesa, per esempio!

     Ci accorgiamo che quotidianamente siamo “orientati” all’acquisto di quantità più che qualità?

     La pubblicità, le offerte, gli sconti, le “fidelity card”, il 3 per 2, il “paghi uno e prendi due”, il prodotto della settimana, la settimana dell’alimento “Tal dei Tali”, l’acquisto con l’assaggio… ogni occasione ci rende complici e soddisfatti della mediocrità dilagante.
Siamo, nel contempo, acquirenti tartassati e convinti affaristi.

     La convenienza, in ogni angolo, ci porta a comprare cose che, spesso, non ci servono. Involontariamente.  In modo indotto.

Come mai si perde il lume della ragione? Perché non si riesce a “limitare” la spinta all’acquisto?

Dr. Domenico Tiso

Dr. Domenico Tiso

     Tra i tanti stimoli, spesso subliminali, ci sono i recipienti che riempiamo di cibi e bevande: i piatti e i bicchieri, le pentole e le padelle, il frigo e la dispensa, i sacchetti della spesa e i carrelli dei supermercati.

     Tutti questi “arnesi del mestiere” sono cresciuti nel corso degli anni. Ma noi, umanamente, continuiamo a riempirli fino all’orlo (e oltre) e ciò ci induce a mangiare e bere oltre le nostre esigenze fisiologiche.

Prendiamo i carrelli, ad esempio.

     Li riempivamo quando erano ancora “neonati”, negli anni settanta. Continuiamo a riempirli ora che sono cresciuti in modo spropositato. Eppure le quantità di cibi e bevande che si acquistavano negli anni settanta e ottanta erano bastanti per vivere. Anzi erano già ai limiti alti.

     Oggi “siamo costretti” a comprare di più pur essendo meno “attivi”. Dovremmo, delle due, comprare di meno e prestare maggiore attenzione alla qualità. Paradossalmente spenderemmo meno e guadagneremmo in salute.

Cosa fare, dunque?

     Per iniziare, conviene scegliere il contenitore più idoneo per la spesa. Preferiamo il cestino al carrello. Il cestino è più “umano”, meno sprecone, più allineato alle esigenze della fame e della sazietà, più vicino alla salute.

     E se abbiamo voglia o necessità di percorrere le corsie alla guida di un carrello, facciamolo con consapevolezza dopo aver mangiato e con la lista della spesa alla mano.

     La salute inizia, per davvero, dalla spesa: mangiamo ciò che acquistiamo!

La foto in evidenza è stata reperita in internet e non è di nostra proprietà.

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Nato nel Sannio beneventano, traslocato in Toscana dove mi sono laureato in Medicina e Chirurgia all’Università di Pisa impregnandomi nel frattempo di labronica cultura fino ad amarla profondamente, poi a Milano e dal 1990 a Bologna dove tuttora vivo con la mia famiglia. Più di vent'anni d'esperienza in Medical Marketing e Comunicazione per la salute con particolare interesse per l'alimentazione e gli stili di vita salutari e sostenibili. Responsabile dell'Ambulatorio di Nutrizione e Benessere presso la Clinica Villa Maria di Rimini, ideatore dell'Osservatorio Nazionale sugli Errori Nutrizionali, nel 2007 ho fondato ASAS (Associazione per la Salute correlata all'Alimentazione e agli Stili di vita) poi ho realizzato "7 giorni per la mia salute" un progetto dedicato agli alunni delle scuole primarie allo scopo monitorarne le abitudini alimentari e gli stili di vita per un’intera settimana. Nel 2010, la pubblicazione dei risultati con il titolo “7 days for my health. A new tool to evaluate kids’ lifestyle”. Credo nella comunicazione, con ogni mezzo. Perché “comunicare” non è informare ma emozionare, appassionare, coinvolgere, provocare, stimolare, pungolare, motivare, suscitare reazioni, condividere esperienze, risvegliare coscienze. Sono convinto che la salute e il benessere non possano prescindere dalla conoscenza e dalla consapevolezza delle scelte. A partire dal cibo che deve essere piacere, cultura, territorio, storia, sapori, odori, gusto, emozioni, convivialità, memoria e molto altro… prima che mero contenitore di nutrienti.