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La Slovenia dei sapori all’Expo 2015.

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Ebbene si.
Dopo averne sentito tanto parlare, mi sono risolta ad entrare all’Expò 2015. L’occasione me l’ha creata Fabiana Romanutti, direttrice del mensile QB – Quanto Basta, nonché aiuto coordinatrice di un evento nel Padiglione della Slovenia … quanto basta per invitarmi e permettermi di conoscere questo splendido paese!!!
In queste ultime settimane di Expò, l’organizzativo sta riproponendo gli eventi più salienti e di maggior successo dei precedenti 5 mesi caotici e pregni di originalità. Nel caso della Slovenia, si è trattato di una rivisitazione promossa dalla URES – SDGZ (Unione Regionale Economica Slovena), in collaborazione con l’Associazione dei Viticoltori del Carso e Spirit Slovenia, che proseguirà fuori dal contesto Fiera (dal 17 ottobre all’8 novembre, in quel di Trieste)
La giornata non si può presentare meglio: 15 ottobre, primo vero accenno di freddo, con pioggia e grandine che anticipa l’inverno, tempo da lupi …. Praticamente vorresti presentarti bene, vestirti adeguatamente, truccarti con cura, pettinata ed in ordine; esci di casa che sembri la Sirenetta, fuori diluvia a più non posso e quando arrivi a destinazione ti potrebbero al massimo paragonare ad un’alga!!!Capitano solo a me queste fortune?
E con questo clima cosa c’è di meglio se non visitare un territorio per sua natura brullo, ostico e difficile?
Dunque, la Slovenia, il Carso. Parlare di questo Paese è come scrivere della superficie lunare, così “lontana”, sconosciuta, con le sue facce, i suoi crateri ed i suoi crepacci; in pochi km si passa da terra rossa e pietra bianca a terra gialla e pietra grigia, grotte di stalattiti e stalagmiti immense, fiumi sotterranei eccetto uno, che attraversano il territorio per giungere al mare.
Entrando nel Padiglione, vengo accolta dal personale con sorrisi e cordialità …. E aspettative!!! Parlando con chi è costantemente a contatto col visitatore mi confidano che sono sorpresi di essere così poco conosciuti e sono impazienti di farmi conoscere quanto è varia la Slovenia.


Alle 15,30 inizia al I piano una convention dedicata ai sapori del Carso, spaziando dal cibo al vino.

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La zona viticola copre un massimo di 100 ettari, sui quali poggiano viti autoctone del territorio: Terrano, Glera, Refosco, Malvasia Istriana e Vitovska.

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Iniziamo il menù di degustazione con grissini alle erbe del Carso avvolti in Prosciutto crudo del Panificio e Pasticceria Bukavec, accompagnato da una Glera ferma dell’Azienda Bole; vino originario di questa zona, molto minerale grazie alle sorgenti sotterranee che l’attraversano ed alle 1600 specie di erbe e spezie che vi crescono.

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Si prosegue con dei crostini farciti con un’antica ricetta di polpa di baccalà all’olio extra vergine, coltivato altrettanto seriamente del vino, presentato dalla Trattoria El Botegher, abbinati ad un bicchiere di Malvasia Istriana 2013 della Famiglia Ota, dal profumo giovane, molto salino e iodato, dovuto alla vicinanza del mare.

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Il 3° approccio ha visto la Lokanda Devetak che ha servito scaloppe d’anatra femmina, cotta sottovuoto a 67°C per 3 ore con susine al Terrano Liker Milic con cannella e l’Azienda Parovel, che ha presentato un Refosco Barde 2010 (una parte delle uve viene fatta appassire sulla vite e poi si prosegue con un invecchiamento in legno); si tratta di un vino particolare, il Refosco, che abbisogna di costanti attenzioni, con un gusto particolare, grazie alla terra gialla, ubicato su un appezzamento tra 2 fiumi, uno dei quali (l’unico della Slovenia) non sotterraneo, sul confine istriano.
L’Osteria Ferluga ci presenta del vitello farcito con formaggio e prosciutto crudo impanato e delle alici fritte e poi fatte riposare 2 giorni con cipolla, aceto e vino bianco; il tutto accompagnato da una Malvasia 2012 Skerk, invecchiato in legno per 24 mesi, molto iodato e agrumato, in grado di “pulire” il palato dai sapori molto intensi.

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Il penultimo abbinamento è stato proposto dalla Trattoria Sociale Contovello con un Szegeginer gulash, molto apprezzato con un Terrano 2012 Skerlj, molto fresco di sentore, grazie al giusto connubbio di acidità, mineralità e sentori di frutta rossa.

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Abbiamo concluso con un dolce: bis di strudel di mele e uva passa di Vitovska, il primo della Trattoria Veto, e lo Strudel Biscotto, rivisitazione del classico, de Il Dolce Carso, gustati con un vino liquore di Terrano Milic, molto dolce e speziato alla cannella.

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Nel complesso posso essere favorevolmente impressionata dall’evento, dal Padiglione e dal personale che lo gestisce!

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Devo ringraziare particolarmente Jessica Stoka, responsabile URES, che si è prodigata di ricevermi al meglio,  Urska Ota, Produttrice col fratello minore della Malvasia Istriana di cui sopra, che è venuta a prendermi all’ingresso e mi ha introdotto all’evento, Aurora Endrici, Donna del Vino, sommelier e docente Slow Food, che ha presentato la manifestazione dando spazio ai vari produttori.
Donne, donne e donne… la Slovenia, il Carso è un Paese che dà molto spazio alle donne ed ai giovani, perché ha capito che il futuro è loro. Grazie per la bellissima avventura e la sua filosofia di vita.

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di Isabella Monguzzi

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