Le teglie di Montetiffi

teglie di montetiffi

I testi di Montetiffi sono un antico strumento per cuocere la piadina romagnola

Qualche anno fa sono andata a cercare dove si producono questi testi particolarissimi su cui, in Romagna, si cuocevano le piadine. In passato la cottura avveniva sulla brace del fuoco del camino acceso, ora con qualche accortezza è possibile farlo anche su un fornello a gas munito di un buon spargifiamma. Non so se quel tenace artigiano le produce ancora: il giro e il racconto risalgono al maggio 2008.

teglia-montetiffiFate un giro nella zona di Sogliano sul Rubicone e a Montetiffi, non ve ne pentirete.
Raggiungere la zona di Montetiffi e Ville del Monte non è facile se non si ha una cartina o un navigatore che ci aiuta, ma il giro merita davvero, come la possibilità di vedere paesaggi incontaminati e chiacchierare con gente davvero cordiale.
Uscita dalla E45 presa in direzione Roma ho seguito le indicazioni per Sogliano sul Rubicone oltrepassandolo la strada, ben asfaltata, si è assottigliata e ha iniziato a salire a tornati stretti.
Attorno natura incontaminata, pochi piccoli paesi e colline verdeggianti parzialmente coltivate dove all’improvviso manciate di mucche o pecore decoravano crinali semi brulli o fioriti di erbacee spontanee, sali e scendi e l’animo è in pace col mondo, fuori dal tempo.

Ho passato Strigara, Ca’ Conti, Montegelli e a Meleto di Sotto ho girato a sinistra per Ville del Monte. A pochi metri dal cartello di Ville sulla sinistra ho trovato la casa dei “tegliai”, si perché la storia ha del fascino fin dall’inizio e merita essere raccontata come l’ho scoperta in diretta.

Appena scesa dalla macchina mi sono imbattuta in colui che ha reso reale e ancora viva una vecchia tradizione, passione, identità. Fin da subito abbiamo iniziato a chiacchierare come amici di vecchia data. Mi ha raccontato come 10 anni fa ha chiesto all’ultimo tegliaio di andare da lui a bottega per imparare questo mestiere, di come questo vecchio fosse scettico sugli intenti dell’ennesimo giovane che voleva provare il mestiere strano.. di come quel vecchio poi si stupì della tenacia e costanza del giovane che in breve lasciò lavoro, casa e si trasferì con la famiglia e i figli in paese a Ville.
Non solo ha imparato, ha cercato di fare tesoro di tutto quello che poteva trovare nella tradizione locale e regionale, nazionale ma è chiaro dalle sue parole che è viva la voglia di trovare capire andare ancora oltre.

Maurizio camilletiSono passati 10 anni, con la moglie, figlia di uno dei tegliai del luogo ormai ha fatto suo questo mestiere ma mantiene la curiosità e la passione di chi adora il suo mestiere e ama tramandare quello che lo rende felice non solo attraverso una teglia ma anche attraverso le parole.
Vi racconterò di come lui e sua moglie fanno le teglie ma vi assicuro che andare a trovarlo e conoscerli è ancora meglio.

La materia prima è un misto di argille e pietre di colori diversi che si trovano sul luogo, vengono polverizzate e impastate con l’acqua. Con un tornio a piede viene poi steso l’impasto a mo’ di pizza, battendolo, non tirandolo come si potrebbe fare per la lavorazione delle maioliche, poi viene segnato il bordo su cui è incollato un ulteriore cordulo. Viene lisciato il tutto e si lascia ad asciugare all’aria aperta. In seguito le teglie vengono posizionate su assi in una stanza, dove non ci sono correnti d’aria, ad asciugare ulteriormente per due mesi. In questo periodo le teglie vengono ruotate e mosse ciclicamente perché asciughino, lentamente e uniformemente.
Poi avviene la cottura nel forno a legna.
Ho avuto la fortuna di capitare quando ancora le teglie erano all’interno, poco prima di essere sfornate.. anche qui una vera arte, nel costruire all’inizio il forno, nel caricarlo di legna, nel caricarlo con le teglie messe in posizione verticali, nel caricarlo con la giusta legna.

Poi c’è tutto il rito della dimensione e dell’uso che si vuol fare della teglia, si perché ogni teglia è diversa.. sia in dimensione che spessore.. le più grosse sono adatte alla cottura su stufa, le più ampie vanno usate appoggiate agli alari con il fuoco vivo sotto, direttamente nel camino.. quelle un po’ più piccole e sottili si possono usare sulla fiamma del fornello facendo attenzione che il calore si distribuisca bene e uniforme altrimenti… si rompono.

Ma perchè scegliere di cuocere la piadina su una teglia? perchè dicono che la croccantezza e il sapore è unico… quando era usata normalmente nelle campagne c’era il detto: “I caplet i è bon enca sla tègia”… si usava anche per abbrustolire e cuocere ceci e sementi, castagne, per ripassare la polenta, per cuocere i tortelli alla lastra, cantarelle e anche carne e pesce. (Tratto dal libricino di Maurizio Camilletti e Rossella Reali: “La poesia leggera delle teglie e dei tegliai”)
Dopo un’ora di chiacchiere fitte fitte mi costringo a salutare non prima di avere preso la mia teglia con tanto di crusca per la prima cottura e qualche libretto.

Vi segnalo anche altri 2 libri
– davvero ricco di foto d’epoca : “Il nero testo di porosa argilla” Autore: Pier Paolo Zani; Editore: Pazzini.

-Cucina di Romagna (AUT: Graziano Pozzeto; ED: Franco Muzzio)

Il sito del Comune di Sogliano sul Rubicone per altre informazioni sulle Teglie e Sagre e prodotti tipici.
Essendo ormai ora di pranzo proseguo per la strada e faccio un lungo giro ad anello tornando a Sogliano sul Rubicone patria dei formaggi di Fossa…tutto è deserto ma trovo una piazza con un piccolo ristorante/pizzeria “Il Galeone”.. entrando una famiglia con genitori, nonni e bambini mangiano.. un ciclista attempato, fuori dalla porta, si riposa.. un omino di età indefinita sta finendo di mangiare a un tavolino da solo.

Chiedo se è possibile mangiare un piatto di pasta e con un sorriso il ragazzo mi fa accomodare a sedere.
Arriva subito con i bicchieri e mi presenta il menù del giorno a voce.
Pasta ripiena al pomodoro o con ragù e piselli, pasta asciutta, carne o pesce alla griglia, piselli o verdure grigliate, zuppa inglese o pannacotta.
Scelgo pasta ripiena col pomodoro e verdure grigliate (pomodori di due tipi, patate, zucchine, funghi, melanzane) e con acqua. Mi offrono anche un po’ di pecorino stagionato con le fave (è arrivata una cassetta da poco)
Arriva altra gente, operai del posto, chi si siede da solo chi fa tavolata.. la prima tavolata inizia ad alzarsi e scopro che è la famiglia che gestisce il Bar Ristorante.

Cucina dai sapori di casa, porzioni abbondanti e sapori sublimi che nascono da ottime materie prime, lavorate con la semplicità e bontà dei vecchi tempi.
Un caffè e il conto e un altro sorriso: solo 15 euro.

Un altro giro per il paese deserto e poi si riparte verso casa con il sapore in bocca di qualche cosa di buono, non solo quello che ho mangiato ma anche quello che ho gustato nell’aria, nei colori, nelle parole scambiate solo per il piacere di sapere, conoscere comunicare il bello, le passioni, la vita.

 

Le teglie di Montetiffi
Maurizio Camilleti
Rossella Reali
Via Montetiffi – Ville
Tel e Fax 0541 940708
47030 Sogliano al Rubicone (FC)

Luisa Ghetti

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