HomeVisitati per voiRistoranti“L’oste e il Cacciatore” è la migliore sosta in Cilento

“L’oste e il Cacciatore” è la migliore sosta in Cilento

Loste e il Cacciatore

     In genere rifuggo dalle classifiche o dai giudizi che tout court mettono in risalto un posto rispetto ad un altro, ma stavolta non intendo negare a me stesso il piacere di poter scrivere ciò che penso.

Loste e il Cacciatore

     A Castelnuovo Cilento, in una porzione di terra compresa tra Vallo di Diano, Ascea e Casal Velino, a poco meno di 20 chilometri da Agropoli la lady Chef Olimpia Lombardo, con il suo compagno Roberto Navarra hanno tirato su un paio di anni orsono “L’oste e il Cacciatore”, locale ampio e con delizioso panorama sui monti del Cilento.

Qui Olimpia ha portato con sé nelle sue valigie piccole, ma capienti come il suo cuore e il suo sorriso, tutti i profumi e la solarità della sua terra di origine.

     Arrivata da Vico Equense, dopo significative esperienze con Slow Food che ne hanno caratterizzato non poco le scelte in cucina, Olimpia ha saputo contaminare con il proprio gusto, o forse quella che potremmo chiamare la sua firma personale e le eccelse materie prime che questo piccolissimo lembo di una terra vastissima è da solo in grado di dare.

Biscottone di Castellammare condito

Biscottone di Castellammare condito

     Accanto a lei il compagno Roberto fa ottime pizze con un impasto leggero, delicato e fragrante.

     Così dopo averle promesso a lungo di andarle a far visita colgo l’occasione per un invito ricevuto per la Festa del fagiolo Tabbaccuogno (cos’è?…ne parliamo un’altra volta!! 😉 ) e la vado a trovare.

     E’ un giorno caldissimo d’estate e tutti sono a godersi il caldo sole e il limpido mare blu ma la sera presto tutto l’esterno e la confortevole sala climatizzata interna si riempiranno come accade ogni sera. Meglio. Avrò modo di provare il menu con più serenità.

     Si parte immediatamente con la terra natia di Olimpia e la sequenza è decisamente delle migliori anche se qua è la le contaminazioni si leggono tutte inseguendosi come in una meravigliosa danza tra innamorati.

Olio della Tenuta Colline di Zenone

Olio della Tenuta Colline di Zenone

     Provolone del Monaco DOP (Caseificio De Gennaro – Vico Equense) e fichi del Cilento e Biscotto di Castellammare condito con pomodorini, basilico, acciughe di Cetara e origano cilentano. L’olio che irrora quest’ultimo a piacere del commensale è Ελαία di Tenute Colline di Zenone, monocultivar di “Pisciottana” che qui trova alcune magnifiche espressioni.

     L’abbinamento Provolone del Monaco – fichi è spettacolare e la caponatina penisolana ricorda i sapori e i profumi dell’estate perfetamente.

Poi arriva il mito del luogo che io ho avuto la fortuna di conoscere oltre 20 anni orsono grazie a quello che è stato il mio maestro (Vito Puglia).

     Un fascio di Mortella (il nome con il quale qui viene chiamato il mirto) arriva a tavola e qui viene dischiuso lasciando apparire ciò che è destinato da secoli a preservare: la mozzarella.

mozzarella su mirto

Mozzarella su mirto

     Non una mozzarella di bufala come sarebbe logico pensare ma vaccina. Qui siamo in zona pedemontana. Ma questa mozzarella è forse l’antesignana di tutte le mozzarelle trasportate sino ad oggi in quanto quel mirto serviva a conservarla e preservarla dal caldo che l’avrebbe inacidita.

     Il sapore è delicato e con marcate note di mirto. Il morso è deciso e tenace con un lattaceo fresco che lo accompagna. La consumo così con un pane fatto in casa che mi ricorda la poesia della mia infanzia in campagna dalla nonna.

     Prego Olimpia di andarci piano con le porzioni, ma sarà l’ultima volta che lo faccio. Meglio arrendersi. Lei è così.

     Arriva uno scampo freschissimo cotto sul sale e servito accanto al sale. Un boccone di mare mentre lo osservo dall’ampia vetrata di quel blu intenso.

Ora è il momento dei primi

Spaghetti alla colatura di alici

Spaghetti alla colatura di alici

     Qui Olimpia sferra come il più consumato dei pugili un uno – due degno del più avvincente incontro al Madison Square Garden.

     Spaghetti alla colatura di alici di Cetara (Produttore IASA di Cetara) con limone candito. Da svenimento! Una roba che non si puiò spiegare e che ogni volta che ci penso mi prende il magone per non poterlo mangiare di lì a poco.

     Poi arrivano dei ravioli alla ricotta di capra con pomodorini gialli (locali!!!), vongole e cozze. Delicati e profumatissimi di mare, di terra, di erbe aromatiche. Anche qui un bel 10.

     Mi viene offerta la chance di scegliere di che morte morire dopo queste macroscopiche porzioni.

Secondo o pizza?

Pizza Cilentana

Pizza Cilentana

     Beh… confesso di aver scelto la pizza per curiosità e con il timore che mi venisse servito o una focaccia o un biscotto.

     Mi arriva la cilentana.
Una pizza con prosciutto crudo, fichi e cacioricotta di capra cilentana (Presidio Slow Food) che definirei serenamente una pizza napoletana classica. Buona. Cotta alla perfezione. Lievemente fragrante sul cornicione ma morbida e saporita. Con quella lieve nota di amaro finale della pasta (che è tipica della pizza napoletana) al quale faceva da contrappeso il dolce del fico cilentano. Uno sballo. Non c’è dolce che tiene. Si chiude così e si annota che ci si deve tornare assolutamente!

Scampo cotto su sale

Scampo cotto su sale

Come dite? Quanto costa?

     Il menu degustazione di terra 18 euro, il menu degustazione di mare 20 euro ed in generale i prezzi del Menu (ampissimo peraltro) sono davvero contenuti.

     Ah, dimenticavo…
in Cilento il clima è mite anche in autunno e inverno…a buon intenditor…

L’Oste e il Cacciatore
Via Salicuneta, 5 (strada Vallo – Mare)
Castelnuovo Cilento (SA)
Tel. 0974-273778
Cell. 346-5442756

Aperto in autunno e inverno:
giovedì – sabato cena
domenica – pranzo e cena
Restanti giorni esclusivamente su prenotazione

Ravioli con ricotta di capra

Ravioli con ricotta di capra

 

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Di formazione classica sono approdato al cibo per testa e per gola sin dall’infanzia. Un giorno, poi, a diciannove anni è scattata una molla improvvisa e mi sono ritrovato sempre con maggior impegno a provare prodotti, ad approfondire argomenti e categorie merceologiche, a conoscere produttori e ristoratori. Da questo mondo ho appreso molte cose ma più di ogni altra che esiste il cibo di qualità e il cibo spazzatura e che il secondo spesso si mistifica fin troppo bene nel primo. Infinitamente curioso cerco sempre qualcosa che mi dia quell’emozione che il cibo dovrebbe dare ad ognuno di noi, quel concetto o idea che dovrebbe essere ben leggibile dietro ogni piatto, quella produzione ormai dimenticata o sconosciuta. Quando ho immaginato questo sito non l’ho pensato per soddisfare un mio desiderio di visibilità ma per creare un contenitore di idee dove tutti coloro che avevano piacere di parteciparvi potessero apportare, secondo le proprie possibilità e conoscenze, un contributo alla conoscenza del cibo. Spero di esservi riuscito. Il mio è un viaggio continuo che ho consapevolezza non terminerà mai. Ma è il viaggio più bello che potessi fare.