HomeL'editorialeCibo e saluteManifesto del Grano: 7 regole e prassi da cambiare

Manifesto del Grano: 7 regole e prassi da cambiare

manifesto del grano

Una alleanza per tutelare e difendere il nostro grano
come bene collettivo economico e sociale

Se il grano ai nostri agricoltori non è pagato
Se i consumatori pagano troppo e non è garantita la salute
Se le campagne si svuotano e paghiamo i prezzi del loro abbandono

ALLORA È IL MOMENTO DI DIFENDERE I NOSTRI DIRITTI!

     Con la due giorni del 12 e 13 maggio 2017, il Forum del grano diventa rete permanente di lavoro, confronto, elaborazione. Annualmente tutto ciò si ritrova in un Evento Pubblico. (Qui l’articolo di riferimento). Questi gli strumenti per implementare e sostenere le iniziative fondate sulla Carta di Altamura e Matera:

  • Una sezione dedicata alle pagine www.riscatto.info/forumdelgrano con documenti e strumenti (news, forum on line, wiki, ecc.)
  • La Rete dei Comuni del Grano per sviluppare progetti partecipati
  • Il Comitato Scientifico per assicurare autonomia e garanzie di qualità
  • La Commissione per il Prezzo Etico e Trasparente del Grano
  • La Campagna di informazione e educazione “Giù le mani dal grano”
  • Le richieste a politica e istituzioni ed al legislatore su cui mobilitarsi
  • L’agenda delle iniziative per promuovere la Carta e estendere la Rete

I compiti alla politica

  1. Cambiare la soglia europea del DON (Deossinivalenolo) prevista dalla direttiva 1881/2006 riportandola a valori non pericolosi per i cittadini e, in attuazione del principio di precauzione, adottare in Italia un provvedimento urgente che  lo riporti sul territorio nazionale ai valori precedenti in ragione dei rischi per i nostri cittadini e argini le importazioni pericolose.
  2. Riformare la legge italiana che disciplina le modalità della trasformazione. Ferma agli anni ’60 (quando le tecnologie erano molto più arretrate), contribuisce a determinare una trasformazione industriale che non valorizza le grandi  qualità dei nostri cereali in nome di criteri di qualità  obsoleti e fondati su un approccio iperproteico e per nulla sicuro.
  3. Imporre l’obbligo di etichetta e di tracciabilità ai grani ed ai loro trasformati secondo sistemi trasparenti e chiari che rendano verificabile la provenienza, la composizione e la sicurezza dei componenti.
  4. Adottare un Piano organico e coerente di sostegno del grano e della cerealicoltura nazionale che premi progetti e iniziative di valorizzazione delle nostre produzioni fondate sul rapporto con il territorio e le specificità, intervenendo sulla tutela dei nostri semi e della produzione e sul diritto dei consumatori ad avere accesso ad un cibo sicuro a prezzi equi.
  5. Investire, pianificare, potenziare il sistema dei controlli in modo da garantire che l’applicazione delle norme sia effettivo; rafforzare, attuare e rendere effettivo il principio per cui le norme imposte ai nostri coltivatori ed ai nostri trasformatori valga anche per i grani e i trasformati in entrata (come nel caso del Glifosate)
  6. Le regioni delle aree a vocazione cerealicola (in particolare del Mezzogiorno d’Italia) concertino le azioni per tutelare le nostre risorse concordando piani di tutela comuni e definendo un quadro di garanzie cui l’impresa privata possa riferirsi e garantirsi (marchio cappello comune con regole trasparenti, per es.)
  7. Si costituiscano luoghi trasparenti per la contrattazione del prezzo del grano in modo da garantire il confronto inter professionale e la reale equità nella redistribuzione del valore aggiunto. Le CUN (Commissione Unica Nazionale) siano occasione vera di trasparenza e non l’ennesimo modo per imporre il prezzo della speculazione.

 

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Nato in Calabria nel marzo del 58 da genitori pugliesi, esercita la professione di Medico Veterinario Igienista (Qualità e Sicurezza Alimentare) presso la ASL BA con mansione di Ispezione e Controllo degli Alimenti di origine animale. E’ Iscritto a SLOW FOOD ITALIA dal 1995 di cui è docente per i corsi MASTER OF FOOD (Formaggi-Carni-Salumi-Olio extravergine), oltre che per l'aggiornamento degli insegannti del MIUR. Fonda nel 2007 l'Associazione "Il Sogno di Arlecchino_Ricerca e tutela della Biodiversità" che candida alla gestione del progetto pilota "CENTRO STUDI PER LA TUTELA DELLA BIODIVERSITA' E DEL TURISMO SOSTENIBILE" ed all'utilizzo di terapie "ALTRE" nel contesto del disagio mentale; Sommelier, ha collaborato al progetto editoriale dell'A.I.S. Puglia "Messaggi in Bottiglia" e di Slow Food Editore EXTRAVERGINE . E’ Iscritto dal 2011 all'Albo Nazionale degli Assaggiatori di Olii di Oliva Vergine ed Extravergine. Ha conseguito nel 2007 la laurea in Scienze della Maricoltura ed Igiene dei Prodotti Ittici presso l'Università degli studi di Bari e, nel 2015, il Master in Cultura dell'Alimentazione e delle Tradizioni Enogastronomiche presso la Facoltà di Filosofia, Uniroma 2, di Tor Vergata.