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Menù on board della Etihad Airways

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Menù on board della Etihad Airways: Venezia – Abu Dhabi – Bangkok.

     Ore 12: mi viene servito il lunch, preceduto da un aperitivo di benvenuto a base di una bibita a scelta tra acqua, coca cola, succo d’arancia, etc. Sono previsti pure i superalcolici, strano, per una compagnia degli Emirati Arabi.

     Il lunch è invece costituito da un appetizer a base di pane caldo e cous cous con verdure; segue un main course in cui ho repentinamente escluso sia pollo che agnello, preferendo di gran lunga il tris di penne e tortellini in crema bianca alle erbe e pomodorini concassè (nel secondo volo dopo lo scalo, al posto della pasta, mi è stato servito del pesce fritto in salsa thai). Deliziosi entrambi.

     A conclusione, una mousse al cioccolato con scorzette d’arancia candita (e un budino di riso con salsa di frutti rossi nella seconda tratta). Buoni entrambi. E poi tè nero (Dilmah Tea), fortissimo.

     Oramai le compagnie aeree, che effettuano viaggi internazionali, dispongono tutte di un menù “suitable for vegetarians” e ciò riscuote molto successo.

     Molto apprezzata, a fine pasto, la dotazione di stuzzicadenti mentolati per pulire e rinfrescare i denti. Cool!

Ma ciò che ha catturato la mia curiosità è la presenza del vino a bordo.

     Due scelte, tra un bianco a base chardonnay, e un rosso a base merlot. Ho degustato entrambi, catturando l’attenzione del crew, che si è prodigato a riferirmi subito uvaggio e azienda. Probabilmente per questioni economiche e facilitazioni burocratiche, il vino servito dalla compagnia aerea è di origine californiana, Napa Valley, per l’esattezza, dall’elevato tenore alcolico, tuttavia molto piacevole.

     Probabilmente non berrò molto vino nei giorni a seguire. Ne approfitterò per testare le birre thailandesi e qualche superalcolico locale.

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La foto in evidenza è stata reperita in internet e non è di nostra proprietà.

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Ho trascorso la mia infanzia tra l’odore del mosto della cantina del mio papà e quello delle prelibatezze culinarie, di tradizione napoletana, della mia mamma. La giovinezza mi ha condotta verso studi classici, cui hanno fatto seguito la laurea in architettura e la specializzazione in curatela ed organizzazione di eventi culturali. Da allora ho continuato, parallelamente, ad alimentare la mia vocazione per il cibo e per il vino, frequentando corsi di cucina e laboratori a tema, approfondendo con studio costante e viaggi dedicati tutti gli aspetti del settore enogastronomico, e divenendo, infine, sommelier di professione. Risale a più di un anno fa, ormai, il mio trasferimento nella regione Veneto. Qui gestisco, assieme al mio compagno, un confortevole b&b tra le colline trevigiane. Luoghi incontaminati nei dintorni hanno contribuito a riappropriarmi di uno stile di vita sano ed elevare i miei sensi.