HomeL'editorialeVisioni territorialiMozzarella di bufala alla soda caustica: a chi fa male?

Mozzarella di bufala alla soda caustica: a chi fa male?

soda caustica

     Come d’usanza in Italia anche questa volta, all’esplosione dell’ennesimo scandalo che ha colpito un comparto alimentare importante come quello della Mozzarella di bufala Campana DOP, si è dato inizio alle danze sul cadavere dei colpevoli.

Stavolta la diossina non c’entra assolutamente nulla e nulla è da imputare alla terra dei fuochi.

     Stavolta è stata la stupidità e avidità umana che ha spinto qualche persona senza scrupoli fino al punto di adoperare latte scaduto e in rifermentazione, adulterandolo ulteriormente con l’idrossido di sodio meglio conosciuto come soda caustica.

     Accanto a questo atto criminale, anche quello di affumicare il prodotto con cartoni e volantini anziché con paglia e trucioli come ALCUNE ASL consentirebbero, con l’effetto di bruciare per far fumo anche solventi e colle. L’ALCUNE spiega come in una nostra così grande Nazione sia possibile che con un’unica normativa a Napoli si possa fare una cosa e a Casoria no, o ancor peggio, in un quartiere si e in uno no della stessa città. La Repubblica sanitaria della libera interpretazione e opinione.

     Un quadro davvero preoccupante e tristissimo atteso che ad essere presi con le dita nel barattolo della marmellata (avariata) è stato uno dei caseifici più stimati dell’area casertana, peraltro a poche centinaia di metri dalla sede del Consorzio.

     Al netto della frode al consumatore e di un ulteriore danno d’immagine alla DOP e alla Campania, che per l’ennesima volta fa la figura della terra dei furbetti, dove altrove tali prassi sono più che sottaciute, resta un problema ben più serio e meno emarginato da chi deve adoperare la notizia per far traffico sul proprio sito o blog e non informazione come si dovrebbe.

     Così in una querelle di je accuse, pezzi più o meno approfonditi, pezzi da retorica trita e ritrita da terza elementare, nessuno si è posto la domanda più semplice e banale di tutte.

Come mai è stato possibile mettere delle cimici per delle registrazioni ambientali e non si è fermato un prodotto sospetto?

     E già! Perché, per chi non lo sapesse, i prodotti contrassegnati da un marchio DOP hanno un regime di controllo e autocontrollo severissimo. I controlli sui prodotti dei caseifici DOP sono circa 220 l’anno!

     La DQA certifica l’idoneità dell’azienda produttrice; l’ASL effettua controlli igienico sanitari sull’azienda produttrice; NAS (Nucleo Anti Sofisticazione) dei Carabinieri che effettuano anch’essi controlli; Corpo Forestale che è l’organismo di controllo del Ministero (MIPAF); NAC (Nucleo Anti Contraffazione) che effettua controlli sull’intera filiera; NOE (Nucleo Operativo Ecologico) che effettua controlli sulle acque reflue.

     Al di furoi dei controlli che spetterebbero al Consorzio e quelli interni per il mantenimento delle certificazioni di qualità.

     Decine e decine di visite, spesso con analisi su campioni, e mai una irregolarità? Poi su segnalazione o cantata di un camionista beccato con latte andato a male si avviano le indagini.

     Che tradotto in italiano vuol dire: verbale di fermo, interrogatori, accordo con il supertestimone, richiesta di autorizzazione alle intercettazioni, apposizione dei supporti ambientali idonei, ascolto, verbalizzazione di quanto ascoltato, richiseta al Magistrato per l’autorizzazione a procedere per il fermo fgiudiziario e la contestuale notifica dei provvedimenti restrittivi e notifica degli stessi.

     Tradotto: almeno 6 mesi di lavoro ( e mi sono mantenuto stretto).

     Ora, con tutto il rispetto per l’ottimo lavoro svolto dalle forze di PG, ma è mai possibile che in costanza di tali sopetti si continui a consentire la somministrazione di prodotti pericolosi per la salute e, ancor di più, che nessuno dei tanti controlli abbia mai rilevato alcuna irregolarità in un sistema così standardizzato verso la frode?

     E, soprattutto, chi “si è cantato” i furbetti? Davvero l’autista bloccato?….domani vi presento Babbo Natale. 😀

     L’Italia è totalmente adulterata alla soda caustica. Marcia dentro e corretta fuori.

     Fatevene una ragione.

Comments

Written by

Di formazione classica sono approdato al cibo per testa e per gola sin dall’infanzia. Un giorno, poi, a diciannove anni è scattata una molla improvvisa e mi sono ritrovato sempre con maggior impegno a provare prodotti, ad approfondire argomenti e categorie merceologiche, a conoscere produttori e ristoratori. Da questo mondo ho appreso molte cose ma più di ogni altra che esiste il cibo di qualità e il cibo spazzatura e che il secondo spesso si mistifica fin troppo bene nel primo. Infinitamente curioso cerco sempre qualcosa che mi dia quell’emozione che il cibo dovrebbe dare ad ognuno di noi, quel concetto o idea che dovrebbe essere ben leggibile dietro ogni piatto, quella produzione ormai dimenticata o sconosciuta. Quando ho immaginato questo sito non l’ho pensato per soddisfare un mio desiderio di visibilità ma per creare un contenitore di idee dove tutti coloro che avevano piacere di parteciparvi potessero apportare, secondo le proprie possibilità e conoscenze, un contributo alla conoscenza del cibo. Spero di esservi riuscito. Il mio è un viaggio continuo che ho consapevolezza non terminerà mai. Ma è il viaggio più bello che potessi fare.

previous article
next article