HomeRicetteAmatorialiPane soffice con carote e mandorle

Pane soffice con carote e mandorle

Pane carote e mandorle

     È estate, tempo di vacanze, sole, mare e tintarella! E cosa c’è di meglio per una bella abbronzatura di una alimentazione corretta? Tanta acqua, frutta e verdura, soprattutto quella di colore rosso, giallo e, lo sapete dai, arancione! L’estate è la stagione in cui si fanno le più grandi scorpacciate di carote, si o no? Ma capita anche che qualcuna rimanga in frigo qualche giorno in più, sempre buona certo, ma meno invitante da mangiare cruda.

20160724_121232     È quello che è successo a me, e allora ho pensato bene di farci un pane. Ne ho fatto uno anche da poco, con le carote viola, magari l’avete visto nella mia pagina Facebook, ma stavolta ho agito diversamente. Mi sono ispirato a un’idea intravista nel libro Cum Grano Salis! di Fabio Tacchella.

     L’idea è quella di usare i liquidi contenuti nelle carote, integrarli con una parte grassa, una parte acquosa e quindi impastare. Le carote poi si portano, come associazione popolare, le mandorle, e ne avevo di buone, quelle di Noto, in Sicilia! Il dolce gliel’ho dato con lo zucchero di canna integrale, quello vero, e come farina una buona integrale di media forza.

È così che è nata questa ricetta che è venuta subito bene!

     Il pane che si ottiene  è di una sofficità disarmante, buono da mangiare così o per preparare dei panini farciti da gustare a mare, semplicemente spettacolari. Provatelo con del brie e della coppa, oppure dolce con ricotta e miele, o come vi suggerisce la fantasia. Non vi deluderà, parola di scout!

 

 

Ingredienti

  • Farina integrale di media forza: 1000 gr
  • Lievito madre in coltura liquida (o prefermento): 250 gr
  • Carote: 400 gr
  • Latte: 300 gr
  • Panna: 300 gr
  • Zucchero di canna (muscovado possibilmente): 50 gr
  • Sale: 25 gr
  • Farina di mandorle:150 gr


Procedimento:

     Partite da un lievito madre in coltura liquida ben rinfrescato per preparare un prefermento al 100% di idratazione con la farina che poi userete per l’impasto!
Appena pronto, mettete in un frullatore le carote, la panna e parte del latte, frullate fino a ottenere una crema omogenea. Versatela nella ciotola della planetaria, unite il prefermento, mescolate, unite la farina e iniziate a impastare. Se vedete che la farina non assorbe a causa delle fibre, fermatevi e lasciate riposare per 30 minuti.

     A quel punto aggiungete il sale e un goccio di latte, appena incordato l’impasto, aggiungete lo zucchero, attenzione che l’impasto tenderà a rilassarsi. Riprendete l’incordatura e finite di aggiungere il latte.
Per ultimo unite le mandorle tritate finemente. Mettete quindi a puntare in massa fino al raddoppio, spezzate, fate riposare 30 minuti, e sbizzarritevi con le forme che più vi piacciono.

     È un impasto che si presta a essere formato a pagnotta, filone o nello stampo, provare per credere. Fate lievitare fino al raddoppio e infornate a 220°C con vapore per 15 minuti, abbassate quindi a 200°C fino a fine cottura.
Il pane è cotto quando al suo interno segna 94°C, non aspettate che suoni sordo sul fondo, rischiereste si farlo cuocere troppo! Fate quindi raffreddare, affettate e buon appetito!

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Sono nato il 7 aprile del 1966 a Cagliari, dove vivo tuttora. Ho una laurea in ingegneria e lavoro nel settore ICT da tanti anni. Sono appassionato di cucina da quando ero ragazzino, con gli anni ho imparato a apprezzare le materie prime più genuine, la particolarità dei prodotti artigianali, sia che si parli di birre che di formaggi, salumi o lievitati: la mia ultima più grande passione. Aldilà della cucina, che continuo comunque a esplorare, ogni minuto libero lo dedico alla panificazione. Vivendo in Sardegna, ho iniziato a sperimentare con gli sfarinati di grano duro, che trovo praticamente a km 0, e con ricette della mia terra. Mi piace però utilizzare anche farine di grano tenero, magari provenienti dalla macinazione di grani antichi. Prendo spunto dalla tradizione ma applico quelle tecniche di panificazione moderna che tendono a salvaguardare la materia prima in termini di profumi, sapori e valori nutrizionali. Prediligo l'utilizzo della Pasta Madre ma senza estremismi. Il mio motto è less is more, meno manipolo la materia prima, più sono contento!