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PeRoL Carni, l’entrecote di Bufalo affascina il palato

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Peretti: “Mangiarne meno e di qualità migliore per dare una mano alla salute”

     “Meno carne e di migliore qualità”.
Questo il motto che ha accompagnato i numerosi avventori che hanno gustato l’entrecote di bufalo alla braceria PeRoL Carni, all’interno del centro del gusto Colorito, sul viale Carlo III a Caserta.

     Un grande successo che ha esaltato quanti hanno creduto in questo tipo di sperimentazione, a partire dai “dottori della carne” Alberto Rossetti e Massimiliano Peretti.

     A giudicare dalle numerose presenze ai tavoli della struttura, è stata particolarmente apprezzata l’entrecote realizzata con la carne rossa proveniente da bufali campani. Questo tipo di carne è caratterizzata dalla copertura superficiale del grasso, con scarsa infiltrazioni all’interno della massa muscolare. Adatta alle esigenze della vita moderna, ottima per le diete alimentari, con un ottimo rapporto tra grassi saturi e insaturi.

     Fino a poco tempo fa gli allevamenti bufalini, situati prevalentemente in Campania, nel basso Lazio, Puglia, Molise e Calabria, erano finalizzati quasi esclusivamente all’utilizzo del latte e dei suoi derivati, il più noto dei quali è la mozzarella di bufala, trascurando le caratteristiche nutrizionali e organolettiche delle sue carni.

“A proposito di carne – interviene il professor Vincenzo Peretti del Dipartimento di Medicina Veterinaria e Produzioni Animali della Federico II – negli ultimi settanta anni il consumo mondiale è aumentato di sei volte, da 45 milioni di tonnellate all’anno del 1950 agli attuali 300 milioni di tonnellate, e nel 2050 il fabbisogno previsto di carne sarà di 500 milioni di tonnellate, decuplicato rispetto al 1950 e doppio dell’attuale”.

In Italia ci stiamo orientando verso posizioni più moderate

     Sono 16,6 milioni i consumatori che negli ultimi dodici mesi hanno ridotto il consumo di carne.

     Un calo che ha posizionato il Bel Paese al terzultimo posto per consumo “apparente” (ovvero al lordo delle parti non commestibili) delle diverse tipologie di carne (pollo, suino, bovino, ovino) con 79 Kg pro-capite annui (i danesi 109,8 Kg; i portoghesi 101 Kg; gli spagnoli 99,5 Kg; i francesi e i tedeschi 85,8 e 86 Kg)”.

     Scelte che hanno portato ad una certezza che è anche una necessità:

“Dobbiamo consumare carne – sottolinea Peretti – in modo responsabile e sostenibile, per il nostro Pianeta è fonte di benessere per gli individui, sempre più affetti da malattie legate a una cattiva o eccessiva alimentazione. Abbiamo inoltre il dovere di difendere il vasto e prezioso patrimonio di razze animali in via di estinzione ed autoctone come il bufalo”.

Decisioni che da sempre sono anche nel modello alimentare della PeRoL Carni a Colorito

     “Meno carne e di migliore qualità.”  Senza seguire mai mode e tendenze. Non è possibile consumare metà di un animale macellato o solo parti considerate “nobili”, dalla stragrande maggioranza dei consumatori.

     Un bovino di circa 500 kg può fornire ad esempio soltanto 5 kg di filetto. Per avere il massimo della qualità, sulla griglia dell’AgriBraceria PeRoL inoltre finiscono soltanto animali allevati in regione Campania ed alimentati con un rigido disciplinare di produzione e materie prime del territorio.

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