HomeTestati per voiVegetaliPiove. Governo ladro! … ma poi quando esce il sole…

Piove. Governo ladro! … ma poi quando esce il sole…

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Piove. Governo ladro!
Era un detto in tempi remoti (anche se oggi molti lo vorrebbero rispolverare, per la crisi economica che stiamo attraversando…).
Quando pioveva, alcune messi crescevano in maniera esponenziale e lo Stato, il signore del feudo o comunque chi aveva potere aumentava le tasse al contadino!!!
Se, tale paradigma fosse vero ed oggi vivessimo a quei tempi saremmo disperati, perché quest’estate il nostro paese e stato flagellato da pessime condizioni metereologiche, in tanti ce la ricorderemo come la più piovosa in assoluto!!!
Nel mio caso, aspetto un anno intero le ferie e ho a disposizione solo questo periodo, i soldi sono quelli che sono e sono spinta all’unica soluzione : la montagna.
Per fortuna mi piace andare a funghi, con qualsiasi tempo e non mi scoraggio; è una passione che ho scoperto tardivamente e mio marito ha scoperto, a sua volta, di avere una “moglie da trifola”, si perché io ne sento il profumo ancor prima di vederli.
Colgo quasi esclusivamente porcini, anche se il sottobosco è ricco anche di Mazze di Tamburo, Finferli, Chiodini …
Facciamo prima il punto della situazione: calzettoni lunghi, scarponcini comodi, cappellino con visiera (quando piove lo tenete sotto il cappuccio della giacca a vento e vi permette di tornare a casa camminando senza che l’acqua vi coli nel collo e negli occhi!!), zainetto, bastone e cestino, o sacchetto a rete (io opto per il cestino).
Dopo di che, nella classica posizione a “chicchera di caffè” (mano sul fianco, gomito sporgente a fare il manico della chicchera appunto) partite per boschi … se dovete attraversare un prato, valutate:
1) che non ci siano mucche a pascolare, per la salute delle vostre scarpe
2) che non sia recintato da filo arancione …
Personalmente ho commesso la seconda imprudenza, col risultato che mio marito, che teneva abbassato il filo col piede per farmi scavalcare, a metà dell’opera è stato punto sulla gamba da un tafano lasciandolo andare e facendomelo rimbalzare sulle parti intime … essendo percorso da leggere scariche elettriche mi ha fatto saltare per mezz’ora mentre la mia dolce metà saltava per la suddetta puntura … non era un bel quadro per chi ci avesse visto da lontano …
Mentre le altre famiglie di funghi vivono spesso “in comunità” , stile riunione condominiale, il porcino è un solitario, difficile da trovare, raramente ne vedi una colonia intera ( se non in prima buttata e piccoli); in effetti, questa sua natura asociale lo rende quasi antipatico, quasi perché quando poi ti capita di coglierlo, tutti gli accidenti e appellativi coi quali l’hai chiamato fino a due secondi prima, sono dimenticati davanti alla sua bellezza, al suo profumo.

Il Boletus Edulis, o volgarmente Porcino, ha un profumo intenso che supera quello del muschio e degli abeti che lo circondano.
Il colore della cappella varia dal nocciola chiaro al marrone scuro, opaco e non viscido, sotto non trovate le lamelle, come negli altri funghi, ma una spugna (se lo tagliate a metà si può vederne gli strati di cui composto, vi è la pellicola superiore, una parte spugnosa bianca ed infine una spugna un po’ più giallina sotto) la circonferenza è percorsa da ha una cornice quasi infinitesimale bianca; il gambo è panciuto, reticolato bianco o nocciola chiaro.
Trattasi di un fungo molto compatto, con una notevole resa.
Lo si può trovare piccolissimo di 1,5 o 2 cm di altezza, ottimo messo sott’olio; medio, sui 5 cm, tagliato a pezzi e messo sott’olio, o tagliato a fettine crudo con scagliette di grana e prezzemolo con un goccio di olio extra vergine è la morte sua; e grande… la cappella raggiunge anche i 20/30 cm di diametro ed è ottimo nell’intingolo di stracotto o con la polenta taragna; se poi lo si vuole usare per i primi piatti non disdegna di far parte di sughi per pasta, casoncelli (ravioli di carne, tipici bresciani) o risotto, per quest’ultimo la resa maggiore la danno i porcini con la spugna sotto la cappella avente un colore giallo/ verdognolo più pronunciato (il fungo sembra “passato” ma è ancora compatto e fornisce un aroma al riso spettacolare!!!).
Per chi vuole assaggiare dei buoni piatti tipici bornesi, anche a base dei funghi di cui ho parlato consiglio la Trattoria – B.&B. Navertino, in quel di Borno (qualità/quantità e prezzo davvero accessibile!!! Allego nelle foto anche il menù della “settimana del fungo”, ma creano dei piatti di varie tipologie!!!)
A questo punto non può non mancare la ricettina del “risotto coi porcini”, no?!? Ecco, come lo faccio:

RISOTTO AI FUNGHI PORCINI (per 4 persone):
In una padella mettere 3/4 cucchiai di olio evo, una fesa d’aglio e 5/6 porcini medi (o se l’avete trovato un porcino grande con la spugna sotto la cappella giallo/verde di 10/15 cm di diametro) tagliati a pezzi grossolani, fare sfumare a fuoco medio 1 bicchiere di vino secco (personalmente uso del Pinot Nero vinificato bianco o meglio del Riesling dell’Oltrepò) per una decina di minuti; a fine cottura spegnere e aggiungere del prezzemolo tritato e una spruzzata di pepe.
Nel frattempo in un tegame fate sciogliere 2/3 noci di burro e aggiungere un paio di cm di porro tagliato finemente, facendolo imbiondire (ma NON rosolare), mettere ½ kg di riso Arborio facendogli assorbire il soffritto continuando a mescolare con un cucchiaio di legno.
Allungare con un bicchiere di vino bianco secco (lo stesso usato per i porcini) e quando è evaporato poco per volta aggiungere del brodo. A metà cottura immettere i porcini e terminare la cottura.
Spegnere il fuoco e mantecare con 1 noce di burro e 150 gr. di parmigiano grattugiato (se è il caso, aggiustare con un pizzico di sale).
Per il vino…. un rosso, corposo che tenga testa al piatto… magari un Barbera dei colli Tortonesi 2011, 13,5% vol., dell’Azienda “I Carpìni”, di Pozzol Groppo (AL) …. Fantastico!!!!

Buon appetito!!!

Trattoria Navertino
Via Navertino, 4 (strada per Lago di Lova)
Borno (BS)
Tel. 0364-41164

di Isabella Monguzzi

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