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Le polpette di pulpicieddi al sugo

polpette pulpicieddi

     Una vecchia, forse antica, ma decisamente tradizionale e saporita ricetta siciliana che vede protagonista il polpo, anzi “u pulpicieddo” fatto a polpette, che vengono poi fritte e insaporite con la salsa di pomodori pachino, impreziosite da semi di finocchietto selvatico secco.

     Questa ricetta è usata principalmente dalle famiglie dei pescatori nella Sicilia sud orientale, sopra tutto nel siracusano, dalle parti di Portopalo di Capo Passero e di Marzamemi, due piccoli comuni a un tiro di schioppo da Pachino, patria indiscussa dell’omonimo pomodoro da cui prende il nome. E infatti la prima volta ebbi occasione di gustarla appieno proprio da una famiglia di pescatori di Portopalo di Capo Passero, proprietari del peschereccio “Apollo XIII” su cui mi imbarcavo come “mozzo alla parte”, io giovanissimo sedicenne, per le stagioni di pesca estive che iniziavano il 15 Giugno e che si concludevano immancabilmente il 30 settembre, quando le scuole all’epoca riaprivano i primi di Ottobre.

Polpi

     Ricordi indelebili di avventure e vita dura di mare, scanditi da interminabili notti passate a richiamare sardine ed acciughe con l’aiuto delle lampare, in una successiva frenetica corsa a tutto motore per circondare i banchi di pesce con le reti che venivano poi issate a bordo con la carrucola.

     E il profumo ed il sapore di una mega frittura cucinata nella stretta cucina di bordo e consumata in mezzo alle cassette che a mano a mano si riempivano di pesce argentato e vivo che proprio non ne voleva sapere di cedere e accettare quel destino così triste per essi ma così godurioso per i clienti.

Ma bando alla nostalgia

     Ed eccoci qua, in questa invitante e poetica città di Genova, appena rientrato a casa dopo essere riuscito ad accaparrarmi una deliziosa cassetta di pesce e molluschi, al mercato ittico finalmente riaperto anche ai clienti privati.

     Nella cassetta alcuni polpi medi di scoglio, tre gallinelle (piccine piccine), uno scorfano di dimensioni apprezzabili, qualche pannocchia di mare e alcuni mitili oltre alle immancabili e sempre gradite sarde e acciughe di provenienza certamente dubbia (il pesce azzurro ama le profondità e non frequenta volentieri fondali sabbiosi o di scogli bassi dove invece le altre razze risiedono stabilmente) ma non per questo meno freschi o, peggio ancora, di provenienza estera. Siamo sempre a Genova e qua il pesce, quello vero e nostrano, proviene dal Golfo del Tigullio o poco più sotto ma sempre dal mare ligure.

     Per farla breve, quei polpi mi ispirano davvero ma non voglio certamente umiliarli con la solita frettolosa insalata di patate bollite o semplicemente lessati e poi conditi con olio e limone. Quindi mi spremo un po’ le meningi e comincio a fissare insistentemente quei polpetti, anzi “pulpicieddi” per dirla alla siciliana, e finalmente l’idea prende una sua forma.

     Riaffiorano alla mente i sapori della mia giovinezza. Realizzerò alcune polpette di polpo che poi insaporirò con un sughetto di pomodori pachino.

Ingredienti per le polpette di “pulpicieddi”

  • 2 kg di polpi
  • 2 patate medie
  • 1 costa di sedano
  • 1 carota
  • prezzemolo
  • uno spicchio di aglio
  • un uovo
  • mollica di pane raffermo
  • pane grattugiato
  • 150 gr. di pecorino dolce grattugiato
  • sale
  • pepe
  • olio extra vergine di oliva

Preparazione

     Sbattere bene i polpi, sciacquare e lessare in abbondante acqua – senza aggiungere sale – dove avrete depositato anche le patate, il sedano e la carota.

     Dopo circa 35/40 minuti, verificare la consistenza della carne aiutandosi con i rebbi di una forchetta. Se penetrano senza eccessiva resistenza, il polpo è pronto e si può spegnere il fuoco avendo cura di lasciarli immersi nel brodo lasciandolo raffreddare con la pentola coperta.

     Una volta freddo, tagliare i polpi a pezzi grossolani e macinarli al tritacarne, avendo cura di lasciare da parte alcuni pezzi e i cirri, che sono le punte dei tentacoli.

     Unire lo spicchio d’aglio tritato, il prezzemolo tritato, la mollica di pane intrisa nel vino bianco allungato con dell’acqua e fortemente strizzata con le mani; aggiungere l’uovo intero, il pecorino, aggiustare di sale e di pepe nero macinato al momento e cominciare ad impastare bene con le mani.

     Formare delle polpette della misura di una noce, passarle nel pangrattato e friggerle in abbondante olio Extra Vergine di Oliva, facendo attenzione che la temperatura non sia molto alta, altrimenti all’esterno risulteranno scure e all’interno saranno crude. Adagiare, quindi, le polpette su carta assorbente per qualche minuto.

Ingredienti per il sugo

  • 2 kg di pomodori pachino
  • 1 cipolla bianca
  • 1 spicchio di aglio
  • 1 peperoncino
  • semi di finocchietto selvatico secco
  • ½ bicchiere di vino bianco secco

Preparare un trito molto sottile di aglio e cipolla e metterlo a soffriggere con qualche cucchiaio d’olio evo, con i pezzi dei polpi che precedentemente avrete messo da parte.

     Sfumare con il vino bianco a fuoco vivace e quando questo sarà evaporato, aggiungere i pomodori mondati e passati. Far prendere il bollore, aggiungere il peperoncino sano, così da poterlo togliere quando si sentirà un dolce pizzicore, aggiungere alcuni semi di finocchietto selvatico secchi e far cuocere a fuoco lento.

     Coprire le polpette di polpo con il sugo e servire.

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Sono nato a Tripoli (Libia) il 27 settembre 1954. Dal 1970 mi sono definitivamente trasferito in Italia. Attualmente risiedo a Genova, dove sono dal 2003, dopo diverse esperienze di lavoro e di residenza a Roma, Livorno, Gela, Siracusa, Porto Ferraio, per conto della Pubblica Amministrazione di cui sono dipendente dal 1975. Tra le altre mie esperienze ed aspirazioni, sono diventato un appassionato di cucina e gastronomia, non solo sotto il profilo degli aspetti di preparazione e di presentazione dei piatti ma soprattutto nelle origini dei cibi e nella scelta consapevole di acquisto degli ingredienti. Da diversi anni scrivo articoli di cucina consapevole e ricette che vengono pubblicate su riviste specializzate e blog di cucina oltre a collaborazioni e corrispondenze saltuarie con testate giornalistiche di settore. Ho frequentato numerosi corsi di specializzazione sia sull'argomento gastronomico in generale, che in argomenti specifici inerenti la gastronomia. Ho partecipato alla prima edizione di Riso e Risate a Cavesanablot come esperto per conto dell'associazione no profit “Riso Italiano Solidale” e come consulente per conto della Riseria Rovasenda. Ho aperto una pagina ufficiale su un social network tra i più conosciuti e diffusi, e da subito la stessa ha registrato numerosi lettori.