HomeRicetteAmatorialiNove modi per recuperare il pane e non sprecare!

Nove modi per recuperare il pane e non sprecare!

Panperdu

    Ecco alcuni suggerimenti per non buttare via il pane avanzato o raffermo e poterlo riutilizzare in diversi modi.

Pangrattato

     Di solito grattugio il pane secco per utilizzarlo nelle panature o nella preparazione di squisite polpette.

Pastone invernale per uccellini affamati

     Nel robot da cucina tritare finemente il pane raffermo e gli arachidi (50 e 50). Mettere il tutto in una insalatiera e amalgamare il composto con lo strutto. Noi con questo pastone colmiamo i buchi di un ciocco che appendiamo ad un trespolo in giardino e riempiamo un vasetto di coccio. Gli uccellini ne sono ghiotti.

Crostini

     Per passati di verdura: tagliare a tocchetti il pane raffermo e tostare i cubetti al forno, al grill del forno o del microonde .Si possono anche friggere velocemente in olio evo, aromatizzarli con rosmarino, aglio, basilico , con altre aromatiche o spezie.E’ anche possibile conservare i crostini in sacchetti, nel freezer.

Pancotto

     Un classico! Mia madre me lo ha sempre preparato. Da noi in Piemonte si chiama “panada”. La mia mamma la preparava solo col pane raffermo con questa ricetta:

     Mettere nella pentola 1 litro e mezzo di acqua, sale, due cucchiai di olio e due spicchi d’aglio. Far bollire, eliminare l’aglio e aggiungere 300 gr di pane raffermo, a pezzi. Fare bollire una decina di minuti. In una scodella sbattere un uovo intero, aggiungere parmigiano grattugiato Preparare un trito di aglio e prezzemolo e versarlo nella scodella con l’uovo. Versare il tutto nella pentola, mescolando.

     La mia variante: nell’acqua cuocere le verdure che si hanno a disposizione, per es. carote, sedano , zucca, ecc. Visto che preparo questa zuppa solitamente d’inverno metto una gran quantità di verza tagliata a striscioline. Aggiungere il pane raffermo a pezzetti, croste di parmigiano, pulite e lavate. A cottura ultimata aggiungere parmigiano.

Pizza alla povera

     Questa è una ricetta di emergenza che credo di aver inventato io, ma forse si fa in tante altre case…Infatti, quando sono stata in Puglia e ho visto le friselle ho immaginato che potessero prestarsi proprio all’uso di questa ricetta.

     Succedeva che si ritornasse dalle vacanze, oppure si rientrasse troppo tardi a casa, e ci fosse il frigo totalmente vuoto e i bambini affamati. La pizza alla povera è stata per me una vera risorsa.

     Accendere il forno. Passare il pane raffermo sotto l’acqua corrente e tagliarlo a fette. Porre su una padella un po’ d’olio e passata di pomodoro. Lasciare cuocere, per qualche minuto, salare, aggiungere origano, olive snocciolate e acciughe. Intingere le fette di pane raffermo nel sugo, da un lato e rovesciarle su una teglia da forno,con il sugo verso l’alto. Se si vuole si può ungere leggermente la teglia. Lasciare asciugare e tostare leggermente in forno.

Budino dolce di pane secco (Pudding dolce)

  • 500 gr di pane raffermo
  • 100 gr di uvetta sultanina
  • Burro
  • 100 gr di zucchero
  • ½ Litro di latte
  • ¼ di Litro di panna
  • 2 uova
  • scorza di limone non trattato

     Lavare 100 g di uvetta e lasciarla in ammollo in acqua tiepida Tagliare il pane raffermo a fette e imburrarle leggermente. Imburrare anche una pirofila da forno. Stendervi le fette di pane, con la parte imburrata verso l’alto. Cospargere le fette con un po’ di uvetta e un po’ di zucchero. Continuare a fare strati di fette fino ad esaurimento di tutti gli ingredienti. Mescolare il latte con la panna, lo zucchero la scorza di limone in una pentola. Portare a ebollizione la crema, mescolando e poi aggiungervi le uova una alla volta. Continuare a mescolare per evitare che attacchi, poi togliete la crema dal fuoco. Versare la crema sull’impasto di pane cospargendolo del tutto.

     Lasciare raffreddare mescolando di tanto in tanto in modo da sfaldare i pezzetti di pane. Versare il composto di uno stampo per budino imburrato e fare cuocere in forno a 180° per circa un’ora. Una volta cotto (verificare con uno stuzzicadenti l’interno ), lasciare raffreddare e poi capovolgerlo su un piatto da portata.

Torta di pane

     Ne esistono mille varianti. Vi propongo quella al cioccolato che mi piace un sacco:

  • 4 uova
  • 200 g di cioccolato fondente
  • 200 g di amaretti secchi
  • 200 g di pane raffermo grattugiato
  • 200 g di zucchero
  • 200 ml di panna fresca
  • un bicchierino di liquore d’anice
  • una bustina di lievito vanigliato per dolci

     Sbattere le uova con lo zucchero e unire in ordine: gli amaretti tritati finemente, il pane grattugiato, la panna, il liquore, il lievito setacciato e per ultimo il cioccolato tritato a pezzetti usando il robot da cucina.
In una teglia rivestita di carta da forno. Versare il composto e cuocere in forno statico a 160°per circa un’ora.

Tortino di avanzi di pane e formaggio

     Foderare una teglia da forno imburrata di fette di pane raffermo (se preferite togliete la crosta). Versarvi un composto di 2 uova, latte e sale; lasciate che il pane assorba il liquido poi aggiungere i vostri avanzi di formaggio in pezzetti. Aggiungere eventualmente del groviera grattugiato. Gratinare e servire.

Il “Pain Perdu”

     Il “pain perdu” è una specialità francese per recuperare il pane raffermo. Originariamente le fette di pane si cuocevano in padella e si servivano spolverizzate di zucchero a velo, a colazione.

     Mescolare in una insalatiera 100 ml latte, 1 uovo, zucchero o miele, vaniglia, se piace. Ammollare 10 fette di pane per un minuto nel composto di uova e latte, poi cuocere le fette da ambo i lati, in una padella dove avrete messo a scaldare un po’ d’olio spolverizzare con zucchero a velo e servire caldo.

     Si possono guarnire con mandorle in lamelle, granella di nocciole, crema di cioccolato, marmellata di castagne o di altra frutta, formando dei toast.

Immagine di copertina disponibile sulla rete e tratta da blogs.cortemaison.fr – rimovibile su semplice richiesta.

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Mi chiamo Maria Assunta Ronco, abito in provincia di Torino, in campagna. Sono insegnante di professione e di indole. Mi sono occupata di educazione alla lettura e di costruzione di libri pop-up. Leggo e scrivo molto. Parallelamente ho sempre coltivato la passione per la cucina , il saper fare in genere e tutto ciò che richiede l’uso delle mani. Ho un piccolo orto-giardino sinergico che mi appassiona e mi gratifica: mi documento, semino, trapianto, esperimento. Segretamente mi preparo ad una vita di autosufficienza Adoro la bellezza in ogni sua piccola forma nascosta, in cucina, come nell’orto, quando canto o quando scrivo. Amo imparare sempre qualcosa di nuovo, pur rammaricata dalla consapevolezza che molto rimarrà inesplorato. Ho un marito, due figli, due gatte, e 55 specie di vegetali perenni che vivono con me. Mi piace comunicare e condividere ciò che imparo. Ho un blog e un gruppo FB intitolati Great Country House, entrambi sono spazi di comunicazione e scambio. Nel gruppo, in particolare ho conosciuto persone straordinarie che condividono le mie passioni e mi hanno insegnato molto .