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Risorta Locanda del Castello a Bojano

Risorta Locanda del Castello

La resistenza dell’ultimo dei cuochi.

Il Molise non esiste!

     Non esiste la sua cucina. Non esistono le sue tradizioni e la sua cultura. Non esiste nemmeno la sua gente. In quel piccolo lembo di terra concluso tra Abruzzo, Lazio, Campania e Puglia che affaccia sull’Adriatico non vi è assolutamente nulla per cui valga la pena di andare. Risorta Locanda del Castello

Risorta Locanda del Castello

     Non ci andate perché troverete solo gente tranquilla e operosa. Un mare bellissimo ma semi deserto. Un entroterra pieno di montagne, foreste, praterie, gole, fiumi, dighe e borghi antichissimi dove da centinaia di anni non accade nulla degno di menzione. Un luogo qualsiasi insomma. Anonimo. Dove peraltro la cucina è la stessa da centinaia d’anni. Dove a tavola si parte con latticini, ricotte, salumi e formaggi di piccoli allevatori e pastori dispersi lungo i crinali.

Se ritenete però che vi siate persi qualcosa, allora quel qualcosa lo ritrovate solo lì.

Risorta Locanda del Castello

     A me è toccata l’immensa fortuna di vivere a pochi chilometri dal confine con questa splendida regione italiana. Di aver a che fare con chi vi è nato, ci vive e vi abita. Di avere ottimi e sinceri amici lì. E così ho ritrovato ciò che davvero avevo perso. La semplicità e il senso di appartenenza a prescindere da “a cosa si appartiene”. Essere romano è semplice, ma essere di Bojano lo è di meno.

     Eppure, il senso di appartenenza al piccolo, all’ignoto, sovente genera gioielli che brillano talmente da abbagliare.

     A Bojano tutto è nuovo, fin troppo. Così nuovo da non stimolare alla sosta, ma se si ha l’intelligenza di sollevare il capo e guardare sulla collina che sovrasta il paese allora si scorge la Civita, il vecchio borgo medioevale che è raggiungibile con una agevole strada asfaltata che si arrampica dolcemente lungo ampi tornanti sino alla collina.

Risorta Locanda del Castello

     Qui, senza insegne, senza indicazioni, senza alcun segnale, salvo l’aiuto di qualcuno degli ostinati che vive lì, si giunge alla casa di Renato Testa.

Qui nel suo salotto ha dimora la Risorta Locanda del Castello

     Lui, con una accentuata somiglianza a Salvador Dalì e una laurea in architettura, giunge alla ristorazione per destinazione del buon padre di famiglia come si direbbe giuridicamente quando qualcosa ti è lasciato da un antenato. Il nonno, Preside scolastico, aveva un’immensa passione per la cucina e i banchetti da offrire agli amici. Renato è cresciuto all’ombra di tale figura e da tale figura ha appreso il senso dell’ospitalità, del buono, del gusto, dell’accoglienza e gestione del pasto. Parole che sarebbero state determinanti all’epoca di Escoffier ma che oggi hanno perso il loro reale intrinseco valore.

Risorta Locanda del Castello

     Giunto grazie al mio accompagnatore alla Locanda (non esistono cartelli), dopo quattro chiacchiere con Renato sulla sua vita, le passioni e il suo radicamento assoluto al luogo nel quale mi trovo, decido di farmi guidare da lui.

     Mi ha parlato del nonno e della sua passione per la cucina e guardando il panorama che si apre su un finestrone con lo sguardo perso nel vuoto ha detto “io da qui non vado via”. Attorno foto antiche e bottiglie di grande pregio aperte in tempi di ristorazione più felice e spensierata. Più in là una selezione di olii molisani.

Si parte… SBAAAMMMM!

Risorta Locanda del Castello

     Capellini con funghi prugnoli crudi e cotti e una spolverata di parmigiano reggiano. Un colpo al cuore e al palato. Un antipasto fatto con la pasta. I sentori dei funghi appena raccolti che si mescolano con quello del fungo cotto. L’agrumato del limone che ha marinato i funghi crudi esaltato e bilanciato dal lieve sentore di parmigiano grattugiato. Un piatto fantastico che vale tutto il viaggio. Ma non finisce qui.

Risorta Locanda del Castello

     Arriva il baccalà pastellato alla vaniglia con rosmarino e cacao amaro. Bellissimo il gioco di croccantezza su un baccalà di qualità eccelsa e i giochi di sapore tra questo, la vaniglia, il rosmarino e il cacao amaro. Splendido piatto.

     E poi il momento di un primo (…ma non c’era già stato in antipasto???). Gnocchetti di patate tirati a mano con spinacini e tartufo scorzone. Renato ci avvisa che lo scorzone essendo tra i primi della stagione non è al massimo della sua espressione.

Risorta Locanda del Castello

     Il secondo primo è esplosivo. Polenta di mais con su pomodoro, basilico e sedano conditi a crudo. Bellissimo il gioco caldo freddo e l’intensità dei sapori semplici del orto che finiscono con il diventare il condimento di una saporitissima polenta.

Con il secondo si fanno due salti indietro nella tradizione.

Risorta Locanda del Castello

     Bruschetta con “frittolillo” di capretto (il fegato in pentola con le cipolle e il peperoncino), che per me ha rappresentato un vero e proprio salto indietro nella mia infanzia e subito dopo il cosciotto di agnello al forno. Spettacolare, oltre che per il sapore, anche per la consistenza delle carni che tradivano il suo acquisto direttamente dal pastore.

     Si chiude con un gelato al torroncino con crema di cioccolato fondente e confettura di amarena fatta in casa.

     Con una buona bottiglia di vino, poco meno di 40 euro a testa per essere felici e in pace con se stessi per l’intera domenica. Andateci perché vi “ritrovate” e aiuterete qualcuno con una grande idea di cucina a resistere e vincere. Il locale lo merita. Renato ancor di più.

Risorta Locanda del Castello
Via Portella
Civita Superiore di Bojano (CB)
Tel. 0874-768623 – cell. 347-7778664
Chiuso Domenica sera e lunedì

PRENOTAZIONE GRADITA E CONSIGLIATA

Risorta Locanda del Castello

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Di formazione classica sono approdato al cibo per testa e per gola sin dall’infanzia. Un giorno, poi, a diciannove anni è scattata una molla improvvisa e mi sono ritrovato sempre con maggior impegno a provare prodotti, ad approfondire argomenti e categorie merceologiche, a conoscere produttori e ristoratori. Da questo mondo ho appreso molte cose ma più di ogni altra che esiste il cibo di qualità e il cibo spazzatura e che il secondo spesso si mistifica fin troppo bene nel primo. Infinitamente curioso cerco sempre qualcosa che mi dia quell’emozione che il cibo dovrebbe dare ad ognuno di noi, quel concetto o idea che dovrebbe essere ben leggibile dietro ogni piatto, quella produzione ormai dimenticata o sconosciuta. Quando ho immaginato questo sito non l’ho pensato per soddisfare un mio desiderio di visibilità ma per creare un contenitore di idee dove tutti coloro che avevano piacere di parteciparvi potessero apportare, secondo le proprie possibilità e conoscenze, un contributo alla conoscenza del cibo. Spero di esservi riuscito. Il mio è un viaggio continuo che ho consapevolezza non terminerà mai. Ma è il viaggio più bello che potessi fare.