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Ristorante Al primo piano. Se lo Chef si siede con te!

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Diciamocela un po tutta!
Ma quante volte siamo andati a mangiare in un posto dove lo Chef non lo si vedeva in sala e se, per un caso fortuito, appariva incuteva soggezione?
Intendiamoci non sempre è così, ma molte volte si avverte più un senso di timore reverenziale che una sensazione di relax come a casa propria. Sarà che i locali, se un pochino più eleganti e con un servizio più curato già di loro impongono inevitabilmente una postura più attenta e un etichetta maggiormente “automonitorata” oseremmo dire, sarà che gli chef con quel loro cappellone appaiono “giganti del cibo”, sta di fatto che ogni qualvolta in sala appare lo chef il volume delle conversazioni diviene brusio e il tavolo interpellato sul come è andata mai muove obiezioni di sorta!
Differente è se andiamo in un Osteria dove pare che lo stesso nome e gli arredi più vicini ad un mondo che ci appare antico ci fanno sentire quasi come nella cucina di casa nostra o, meglio ancora in quella della mamma. Lì il passaggio dell’oste non ci colpisce, anzi, quasi non lo notiamo. Eppure le due figure per certi versi sono equivalenti. Entrmbi con amore, sacrificio e passione ci hanno servito il meglio di se stessi attraverso i loro piatti, il servizio, il personale di sala.
A Foggia, in pieno centro e per la precisione a Via Pietro Scrocco, in una bella palazzina a due piani di fine ottocento, si trova il Ristorante “Al Primo Piano” che coniuga queste due cose.
Costituito da una sala al pian terreno attualmente adibita a Gastronomia Caffetteria (ma nei progetti destinata a diventare qualcos’altro) e al primo piano un locale da circa 70 posti molto elegante e curato con ai fornelli lo Chef Nicola Russo con il suo staff e in sala la brava e attentissima sorella Mery con una squadra di ragazze sempre sorridenti e disponibili. Arredi eleganti, selezioni di grandi vini con una carta davvero ampia.
Piatti molto ben presentati e curati nel montaggio e una cucina che viene narrata quotidianamente in quanto il menu cambia di giorno in giorno.
Insomma un luogo che incrocia il bel ristorante di livello con la trattoria, dove quest’ultima è più che ben rappresentata da un menu legato alla stagionalità, al mercato locale, ai guizzi dello chef.
E proprio lo Chef, giovane, sempre sorridente e simpatico, è la ciliegina sulla torta di un benessere che si percepisce dal boccone al calice di vino, dal servizio al simpatico modo di porgersi.
Arrivi, vieni accolto dal personale di sala con un benvenuto e vieni fatto accomodare. Di lì a breve arriva un cestino di pani e pizze fatti in casa e l’acqua, che è la prima cosa che ti viene chiesto appena messo comodo.
Di lì a breve arriva Nicola Russo. Sorriso sulle labbra come se tutto il mondo fosse un luogo buono che, dopo averti dato il benvenuto, ti racconta cosa ha preparato quel giorno. Va via in cucina ma ritornerà con ogni piatto, per raccontartelo, spiegarti i prodotti che ha adoperato e su richiesta se chiedi maggior chiarimenti è facile, che dopo averti chiesto il permesso, si segga li con te e scambi anche due chiacchiere su quel prodotto o sul vino, mostrando sempre un’ottima conoscenza ecompetneza di ogni cosa.
La sensazione che hai, insomma, è quella di conoscerlo da sempre.
Scegli e di li a breve comincia lo show. Il giorno che sono stato lì ho lasciato fare a lui e ho mangiato a dir poco divinamente.
L’entré è stato un Misto di erbe di campo con uovo di quaglia in cottura a vapore, pepe di Sarawak e pecorino di capitanata.
Servito in vaso di vetro in quanto preparato con la tecnica della vasocottura è stato come un balzo indietro alla mia infanzia, ai pranzi della mia nonna, alla campagna nella quale sono cresciuto e dove son tornato a vivere.
Poi due assaggi di primo. Taccole al germe di grano, rucola selvatica affumicata e pomodoro prunill e Raviolacci fatti a mano con limone femminiello del Gargano e fantasia di fiori eduli. Se ci andate pregate per strada che uno dei due sia presente in quanto valgono qualsiasi viaggio.
Per secondo un prodotto che non conoscevo se non di nome. Il Manzo oceanico. Un manzo allevato sulle coste dell’oceano le cui carni hanno una marcata sapidità.
Mi è stato servito come se fosse un pesce: in salmoriglio. Divino!
Poi è stata la volta del dolce.
La mia preghiera, ormai satollo e soddisfatto, è stata quella di una cosa davvero piccola.
Accontentato.
Ancora oggi non ho parole. Un dolce di una semplicità e di una bontà unica.
Sarà che sono 1/4 siciliano e dove c’è ricotta, zucchero e canditi non vedo più, sarà che mio nonno profumava le paste di mandorle alle rose di Damasco, sta di fatto che quando mi sono trovato davanti la Riduzione di lavanda con spuma di ricotta e cedro grattugiato già dal primo cucchiaio ho dato di testa.
A chiusura, e direttamente dal gastronorm per i pochi avventori rimasti Limoncello di limoni femminielli del Gargano acerbi.
Ci sono tornato un’altra volta per capire un boccone veloce al pian terreno cosa significasse…mi ha stroncato con un tagliere con ogni ben di Dio. Salumi del Gargano, caciocavallo e pecorini della Capitanata, pizze di cipolla e focacce piastrate farcite con erbe di campo e latticini, in un contesto di centinaia di vini tra cui scegliere.
E li sempre lui e Mery, sempre i loro sorrisi,, sempre quel grande relax che cerchi e a volte non trovi.

RIstorante Al Primo piano
Via Pietro Scrocco, 27
71121 – Foggia
Tel.0881-708672 / 392-2715214
www.ristorantealprimopiano.it

di Giustino Catalano

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