HomeLa pizzaNord - La pizza della domenicaSe Rossopomodoro si tinge di giallo

Se Rossopomodoro si tinge di giallo

gialli e mozzarella

…in Porta Romana.

     C’è una cosa che amo fare spesso a Milano ed è andare a mangiare una pizza in Rossopomodoro di viale Sabotino, orgogliosa roccaforte di Vincenzo Capuano, uno degli alfieri della grande e recente trasformazione della pizza napoletana.

     La pizza Margherita è sicuramente il fiore all’occhiello del suo incessante impastare: come un segugio, Vincenzo controlla i tassi di umidità negli angoli del suo ristorante e idrata con un pizzico d’acqua in più ogni giorno il suo panetto, sfruttando al massimo il mix di farine Caputo che ha a disposizione.

Ma è anche nelle pizze speciali che si sublima la sua creatività.

     La “Gialli e mozzarella” è tra le migliori della carta, soprattutto se accompagnata da un prosecco leggero o una birra beverina.

     Il datterino giallo è un’antica varietà di pomodoro che negli ultimi tempi è balzato agli onori delle cronache forse più per il colore che per i reali valori alimentari: l’appassionato cliente, incuriosito dalla stravaganza cromatica, è ben felice – ogni tanto – di non immergersi nel solito rosso.

     Salvo poi scoprire che la salsa di datterini di Battipaglia è gustosissima, dolce e zuccherina, soprattutto se pareggia degnamente – come fa – la sapidità dell’abbondante ricotta depositata in scaglie.

     L’esperienza si rivela una vera e propria contaminazione di sapori, irrinunciabile, per una delle pizze speciali più interessanti del panorama milanese.

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Ho più di 35 anni, non sono diplomato all’UCLA e non figuro nella lista delle persone più ricche del mondo. Ma ho una vera e propria ossessione per la pizza napoletana. Mi guadagno da vivere con il digital marketing, ma la pancia l’ho “guadagnata” con i carboidrati. Un anno fa ho fondato “Io e Margherita”, il primo account Instagram dedicato esclusivamente alla regina delle pizze (indovinate quale?): per stilare schede, recensioni e pagelle giro per Milano almeno una volta a settimana, forse due, senza posate. Perché ricordate: la pizza va mangiata con le mani.

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