HomeL'editorialeIl punto di vistaSe ne va “l’ultimo degli indipendenti”. Ciao Gareth Jones.

Se ne va “l’ultimo degli indipendenti”. Ciao Gareth Jones.

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Quando arrivi alla mia età ti devi preparare al fatto che il mondo così come lo hai disegnato, prima o poi, cadrà giù un pezzo la volta.
Non è un’eventualità ma una dannata certezza.
Così, sulla scorta di questa triste e cruda verità, oggi noi del sito, noi che ci consideriamo da sempre una grande famiglia, abbiamo appreso che all’improvviso era mancato Gareth Jones.
Che è andato via un nostro amico.
Ed ha poco rilievo capire perchè e come, poiché ciascuno di noi ha una data di scadenza scritta in maniera illeggibile.
L’unico conforto è sapere che è morto qui in Italia, in uno dei posti che amava.

Per chi non lo conoscesse è bene sapere che Gareth Jones era un giornalista inglese o meglio, come amava definirsi, “l’ultimo degli indipendenti” (the Last of Indipendent), proprio per rimarcare che tutte le sue scelte e i suoi scritti erano stati animati sempre e solo dalla passione per ciò che faceva e di cui scriveva e non da scelte editoriali di altri o pezzi su commissione.
Una vita passata alla ricerca del buon cibo, transitando per le cucine di mezza Europa, e degli uomini che lo facevano, illuminandosi dinanzi a un nuovo prodotto o ad una persona che lo faceva. Una vita spesa a raccontare tante storie con l’entusiasmo di un bambino e la saggezza dell’anziano.
Un uomo a cui piacevano gli eroi sconosciuti e le cose poco note, una grande penna che sapeva raccontare anche la cosa più semplice rendendola infinitamente splendida.
Quando gli chiesi di far parte della nostra famiglia mi chiese di cosa potesse scrivere ed io di rimando, come sono solito fare, gli risposi che era libero di scrivere di ciò che gli piaceva.
Credo che sia stata questa immensa libertà che ci concediamo reciprocamente all’interno di questo spazio a piacergli più di ogni altra cosa.
In quell’occasione gli promisi che ogni suo articolo sarebbe stato pubblicato in italiano e in inglese.

Arrivò il primo articolo e nel leggerlo rimanemmo tutti incantati dal suo racconto.
Così ogni volta che me ne mandava uno io lo archiviavo e lo traducevo per poi inserirlo.
Proprio pochi giorni fa avevo terminato di tradurne uno che sarebbe uscito domani, deliziandomi nel leggerlo via via che passava dall’inglese in italiano.
Avrei dovuto incontrarlo domani a Polignano a Mare e già stamattina avevo adocchiato la bottiglia giusta che avremmo dovuto consumare, tra tante chiacchiere, accompagnando dei frutti di mare crudi. Poi dopodomani sarebbe stata la volta di fargli provare la cucina di Niko Romito, Gennarino Esposito, Pino Lavarra e tanti altri chef ospiti della bella kermesse.
Sono certo che ne sarebbero venuti fuori dei racconti bellissimi.

Dei suoi articoli aveva detto: “prendi quelli che ti piacciono e pubblicali”.
Ora più che mai lo farò, salvandoli tutti in una cartella per poi farli uscire nel tempo. Mi aveva spesso detto di come gli piacesse questo sito e vedere i suoi articoli qui.
Non smetteremo. Non sarà la sua morte a fermarci.

In una giornata come quella di ieri sono morti, e forse non a caso, il nostro Gareth e Omar Sharif (interprete del Dottor Zivago nello struggente romanzo di Boris Pasternak).
Forse non è un caso che due interpreti della “passione vera” siano scomparsi lo stesso giorno ma, mi sia permessa una doverosa distinzione, Gareth non fingeva sulle scene, lui lo aveva nel cuore.

Per quel che mi riguarda l’incontro è solo rinviato. Io porterò quel vino, avremo Frank Rizzuti che ci preparerà uno dei suoi capolavori, Gareth ci racconterà qualcosa di strabiliante e finiremo con il nocillo di Salvatore. L’incontro è solo rinviato. La data è su quell’etichetta che non leggo.

Ciao Gareth!

Giustino Catalano e tutti gli Autori del sito

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