HomeVisitati per voiPizzerieSognare una pizza fa 76!

Sognare una pizza fa 76!

falernum mazzacane

     Sarà perché nel trevigiano non ho ancora trovato una pizza che si avvicini, seppur lontanamente, a quella napoletana – tralasciando, ovviamente, le ottime materie prime che molto spesso si trovano anche qui, ma si sa: è l’impasto a fare la differenza -; sarà perché essa rappresenta l’unico carboidrato complesso che mi concedo durante la settimana – eh sì, ahimè, il cosiddetto “regime alimentare sano”, ma io la pizza napoletana me la sogno anche la notte!

falernum mazzacane

     E così qualche giorno fa ho sognato di star seduta a tavola da Falernum, nota pizzeria nel centro storico di Pomigliano d’Arco, e di mangiare una pizza che il pizzaiolo Angelo Mazzacane, cuore pulsante del locale, aveva inventato appositamente per me. La cosa era finita là, sebbene il giorno dopo avessi confidato ad Angelo il desiderio del mio subconscio, tanto per farci due risate.

     E invece… faccio visita al mio Vesuvio, vado a mangiare una pizza con un’amica da Falernum e Angelo, a sorpresa, realizza questo mio desiderio, modellando gli ingredienti su misura per me: baccalà norvegese cotto a vapore, asparagi selvatici di stagione e spuma di parmigiano, mozzarella, olio evo… finalmente una pizza bianca!

Qui nel trevigiano la devi richiedere appositamente.

falernum mazzacane

     L’impasto questa volta era fatto con la biga lievitata 48 ore e farina Petra 3 Tipo 1, anche se Angelo sperimenta di tutto. Ottima la sua pizza marinara di lievito madre fatta nel ruoto; per non parlare del suo pane di semola di grano duro realizzato sempre con lievito madre. Morso dopo morso, ho percepito tutta la devozione che Angelo aveva riposto in quel piatto.

     “Questa non è una pizza che sono solito fare”, mi avrebbe detto poi, perché i miei clienti non sono pronti ad abbinamenti così fuori dai binari. Eppure, quell’accostamento del baccalà agli asparagi selvatici ed al formaggio fuso, tutti preparati dal fratello di Angelo, lo chef Vito, il quale se ne sta di solito rintanato in cucina, era stato ponderato alla perfezione.

Avevo con me un Docg Conegliano Valdobbiadene Prosecco Spumante Superiore dell’Azienda Agricola Le Mire.

     Lo portavo in dono alla mia amica. E siccome gli ingredienti della pizza di Angelo sono tipici del territorio trevigiano dal quale vado e torno in continuazione, mi è stato concesso di improvvisare un abbinamento con la pizza.

falernum mazzacane

     Così da un lato, un piatto aromatico, molto erbaceo data la selvaticità degli asparagi, e giustamente grasso per la presenza dei latticini; dall’altro una bollicina, che con la sua effervescenza è riuscita a detergere bene la bocca, mentre coi suoi freschi sentori vegetali, nonché agrumati di lime, pareva essere tutt’uno col cibo. Aggiungo che il prosecco era un brut non particolarmente sapido, di grande acidità, con uno scarso tenore zuccherino, al limite della soglia di un extra brut, ed è riuscito stemperare bene la caratteristica sapidità del baccalà. Insomma, l’abbinamento a sorpresa, con la pizza a sorpresa, è riuscito alla perfezione. Le cose migliori riescono sempre in questo modo.

     La famiglia Mazzacane è costituita da tre fratelli: Vito, Angelo e Francesco. Ai quali si aggiunge un socio esterno, Gabriele, responsabile di sala. Ognuno di loro sta perfezionando la sua preparazione nel mondo dell’enogastronomia. Così Vito sta in cucina ed è specializzato soprattutto nelle preparazioni a base di pesce. Angelo è al forno delle pizze ed è specializzato nella panificazione e nei lievitati. Francesco è l’ultimo nato in casa Mazzacane e, dopo lunga esperienza in sala, ha scelto d’intraprendere la strada della sommellerie.

     Beati genitori, direte voi! Beate moglie e fidanzate, aggiungo io!

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Ho trascorso la mia infanzia tra l’odore del mosto della cantina del mio papà e quello delle prelibatezze culinarie, di tradizione napoletana, della mia mamma. La giovinezza mi ha condotta verso studi classici, cui hanno fatto seguito la laurea in architettura e la specializzazione in curatela ed organizzazione di eventi culturali. Da allora ho continuato, parallelamente, ad alimentare la mia vocazione per il cibo e per il vino, frequentando corsi di cucina e laboratori a tema, approfondendo con studio costante e viaggi dedicati tutti gli aspetti del settore enogastronomico, e divenendo, infine, sommelier di professione. Risale a più di un anno fa, ormai, il mio trasferimento nella regione Veneto. Qui gestisco, assieme al mio compagno, un confortevole b&b tra le colline trevigiane. Luoghi incontaminati nei dintorni hanno contribuito a riappropriarmi di uno stile di vita sano ed elevare i miei sensi.