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L’anacardo dell’isola thailandese di Koh Phayam

anacardio

     La mia meta, dopo un lungo viaggio dall’aeroporto di Bangkok a Ranong, è rappresentata dall’isola di Koh Phayam, situata a sud ovest della Thailandia, nel mare delle Andamanne. Al di là delle bellezze naturalistiche che l’isola offre spontaneamente al turista, essa si caratterizza per alcune colture tipiche, per la maggior parte di approviggionamento locale. Una di queste, quella dell’anacardo, è oggi molto rappresentativa dell’isola stessa.

     L’anacardo, in inglese cashew, è in realtà originario del Brasile. Furono i portoghesi a importarlo per primi dall’Amazzonia, per poi esportarlo a loro volta in India nel XVI secolo. Da qui, la coltura della pianta fu definitivamente dirottata verso est, isole del mare delle Andamanne, e verso ovest, Africa Orientale.

L’anacardo fornisce due tipi di frutto: uno fresco, la mela, e uno secco, il seme.

anacardio

     Nonostante qui in Thailandia si faccia comunque uso anche del frutto fresco, a dire la verità un po’ troppo fibroso e tannico, il vero frutto è rappresentato da una noce reniforme dal guscio molto duro, che nasconde un seme oleoso commestibile. Tale guscio contiene un olio irritante che viene eliminato col calore per non contaminarne il seme. La procedura di estrazione è molto delicata e viene fatta rigorosamente a mano.

     Di qui il prezzo elevato degli anacardi sul mercato europeo. Pensate che il loro prezzo al chilo, in Europa, si attesta attualmente sui 45€ circa, il che equivale a più di 4 volte il prezzo che il frutto secco presenta sull’isola. Io ne sto facendo scorpacciata a colazione, nella mia macedonia di frutta fresca tropicale e yogurt, e inizio così la giornata carica.

     Perché l’anacardo ha delle proprietà nutritive fantastiche: contiene innanzitutto un flavonoide che nutre la macula retinica degli occhi, proteggendoli dagli agenti aggressivi esterni. Poi la sua parte grassa è costituita in maggior misura da acidi grassi insaturi, tra cui un acido oleico di gran lunga salutare per cuore e arterie. Inoltre, è molto ricco di sali minerali quali calcio, potassio, rame e ferro, il che aiuta a prevenire osteoporosi e anemie.

     Tra i valori nutrizionali il colesterolo è addirittura pari a zero ed io credo proprio che farò gran scorta di questo meraviglioso frutto finché resterò sull’isola, anche perché, vi assicuro, il sapore che l’anacardio ha qui, in loco, è tutta un’altra storia!

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Ho trascorso la mia infanzia tra l’odore del mosto della cantina del mio papà e quello delle prelibatezze culinarie, di tradizione napoletana, della mia mamma. La giovinezza mi ha condotta verso studi classici, cui hanno fatto seguito la laurea in architettura e la specializzazione in curatela ed organizzazione di eventi culturali. Da allora ho continuato, parallelamente, ad alimentare la mia vocazione per il cibo e per il vino, frequentando corsi di cucina e laboratori a tema, approfondendo con studio costante e viaggi dedicati tutti gli aspetti del settore enogastronomico, e divenendo, infine, sommelier di professione. Risale a più di un anno fa, ormai, il mio trasferimento nella regione Veneto. Qui gestisco, assieme al mio compagno, un confortevole b&b tra le colline trevigiane. Luoghi incontaminati nei dintorni hanno contribuito a riappropriarmi di uno stile di vita sano ed elevare i miei sensi.