The Breakfast Club

The Breakfast Club

     Correva l’anno 2005 quando un paio di ragazzi decisero di avviare un’attività nel servire cibo e bevande tutto il giorno e specializzarsi soprattutto in colazioni.
Ci troviamo a Soho, quartiere colorato e alternativo in pieno centro della città di Londra.

Qui con un’insegna gialla e arredamento a tema nasce il primo dei “the breakfast club”.

The Breakfast Club

     Nel giro di pochi anni sono stati eletti come miglior cafè bar di Londra per ben due volte, ma hanno rifiutato il premio per il fatto di non considerarsi nella categoria “cafè“. Infatti, si sono autoproclamati primo e unico CafBar nel mondo (almeno per ora).

     Oggi abbiamo una mini catena con circa dieci punti ristoro e ognuno con caratteristiche particolari.

Quello che ho potuto visitare personalmente è il The Breakfast Club a Battersea Rise, zona caratterizzata da uffici e tanti parchi pubblici.

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     Il tema specifico in questo sito è lo stile australiano e neozelandese: sedie e tavoli essenziali con colori vivaci ovunque richiamando molto l’azzurro dell’oceano, piante dappertutto sia sintetiche che naturali, libri del “Signore degli anelli” e “The Hobbit” sparsi su tavoli e scaffali (non a caso i libri sono ambientati in quei posti), tutto lo staff è di provenienza appunto australiana e della Nuova Zelanda proprio per accentuare il più possibile con cadenze linguistiche e abbigliamento l’atmosfera interna (non si usano divise e il servizio è molto informale ma comunque educato).

Cosa prendere al The Breakfast Club? Naturalmente la colazione!

     In particolare la “Full American” è un piatto gigante con ogni cosa possibile: dalla pancetta ai fagioli, passando per il salmone, hash browns, salsicce, avocado, uova e la grottesca “fetta di sangue danese” (appunto sangue a fette; è vampiresco ma piace), fino ad arrivare ai pancakes giganti con lo sciroppo d’acero.

Tutto contemporaneamente, senza complimenti e con una velocità assurda.

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     Bisogna essere molto pazienti per sedersi, se si è fortunati ci vogliono circa due ore. Prezzi alti ma la qualità è ottima; servizio amichevole e ambiente singolare. Tra musica e affluenza di persone che corrono ovunque è da evitare se si è troppo classici.

     La colazione diventa in questo posto un’arte e uno stile di vita, quasi un’ossessione con libri e merchandising dedicati al come prepararla, gustarla, apprezzarla e farne quasi un culto.

PhotoCredit: helen_justmade

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Dopo aver completato un percorso formativo in Turismo per i Beni Culturali, inizio a studiare da autodidatta Economia e Finanza Internazionale. Sono sempre stato attirato verso la scoperta del nuovo e proprio questa mia passione mi ha fatto trasferire subito dopo la laurea in Inghilterra. Sono rimasto oltre tre anni a Londra e oggi per questioni lavorative vivo tra Manchester e Oslo. Appassionato anche di cibo e scrittura, ho potuto fondere le due cose iniziando a collaborare con "Di Testa & Di Gola". Essendo instancabile viaggiatore, il mio scopo è quello di apportare informazioni e curiosità riguardo le arti culinarie dei paesi esteri. Troppe volte ho sentito dire che le uniche cucine degne di nota sono quella italiana e francese. Senza rinnegare le mie origini, cerco di dimostrare che in luoghi impensabili esistono spesso sapori sconosciuti ai più e che meriterebbero maggior interesse. Inoltre mi impegno a diffondere un nuovo concetto sulla cucina italiana e cioè, non tutto si riduce a pasta e pizza, un luogo comune molto, a volte fin troppo, radicato; ma che abbiamo prodotti di ogni tipo degni di nota, con speciale focus circa la pasticceria napoletana e del sud in generale.