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Vinitaly 2015 all’insegna delle donne. Viva le donne!

Bannervinitaly

Ebbene si, anche quest’anno non mi sono voluta privare della visita alla manifestazione di Verona.
Ero partita coi peggiori presentimenti.
Ci sono andata di mercoledì (ultimo giorno), ho pensato che avrebbero svenduto i biglietti fuori, in prossimità dell’area Fiera e fatto entrare chiunque, ho creduto che a metà giornata avrebbero incominciato a smontare gli stand, ho temuto di trovare produttori stanchi e con la voglia di terminare quanto prima. Niente di tutto questo mi ha preparato all’euforismo che permeava ancora (e fino a sera) questo evento!
Ho ricevuto un’accoglienza famigliare e affettuosa dai miei fornitori.

Presso l’Azienda Donatella Cinelli Colombini sono stata avvolta dall’affetto di Donatella, Violante, Carlo (tutta la famiglia al completo, compatta come può esserlo una famiglia unita) e Debora, fedele collaboratrice dell’Azienda.
Stanchi si, ma con ancora un sorriso ed un abbraccio per me! Quest’anno ho mancato alla presentazione del Benvenuto Brunello ed ero curiosa di assaporare il nuovo prodotto.
Dopo averlo degustato con loro mi sarei morsa le mani perché il Rosso di Montalcino 2012 è, a dir poco, sublime.
Forse il migliore che abbia assaggiato nelle ultime manifestazioni. Vuoi le temperature estive (diurne e notturne) elevate, vuoi il clima arido sopportato relativamente dal Sangiovese, vuoi la poca resa dell’uva…. Non lo so, non sono così in gamba da comprendere ma abbastanza da capire che in quel bicchiere versatomi al Vinitaly c’era tutto!
Il colore rubino intenso e brillante preannuncia una profumazione intensa, inviante ma non invasiva; il gusto è pieno e morbido ben bilanciato con una persistenza delicata ma continua, senza oscillazioni …
Il Brunello 2010… no, per questo capolavoro ci vuole un articolo a sé. Sarebbe un insulto alla vendemmia tra le migliori dell’ultimo secolo! Ci tornerò un’altra volta, solo per lui.

Cammin facendo ho voluto staccare tra una degustazione e l’altra e ho pensato bene di andare a trovare una nuova amica: Maurizia Gentili, di Piacenza.
Dire che è un’artista è un eufemismo. Maurizia crea opere d’arte usando come colore il vino!!!
Avevo visto le sue opere in foto, ma niente mi ha preparato allo scoppio di colori e sfumature che mi si sono presentate agli occhi.
Mai avrei creduto che la Malvasia possa abbracciare tante tonalità, che un Gutturnio sulla carta giusta possa conservare quel colore vivo …le sue opere diventano degli acquarelli stupefacenti, tant’è che viene chiamata la Vinarella del piacentino!!!! L’artista fa prosciugare il vino al sole per permettergli la giusta concentrazione atta ad essere poi “spalmata” sul foglio.
Naturalmente non servirebbe a niente senza la versatilità e la capacità di Maurizia Gentili …. E pensare che siamo diventate amiche per una disquisizione sull’aspargo!!!
Quando ho visto di cosa è capace, sono rimasta basita.

Il passaggio successivo è d’obbligo per la grande curiosità con la quale mi ha contagiato Eva Bellagamba.
Eh si, parlo dell’Azienda Pietro Beconcini Agricola!!!
Nei giorni antecedenti al Vinitaly, questo mio fornitore mi aveva inviato la scheda di un nuovo prodotto … “un rosato? No, accidenti, nel mio negozio il rosato ha vita difficile!
Faccio fatica a venderlo! “ …. Macchè rosato!!! Eva, mi versa nel bicchiere un rosso di Tempranillo, con un sorriso sornione (sa già che mi stupirà), di vendemmia anticipata, con bucce lasciate per pochissimo tempo a contatto col mosto ( due giorni), maturazione in vasche d’acciaio per 4 mesi ed 1 mese in bottiglia; di colore rosso brillante e trasparente, di una freschezze particolare che anticipa i sentori del Tempranillo più invecchiato,ha un sapore pieno, rotondo, particolarmente persistente, tant’è che me lo porto fino alla fine delle degustazioni e saltando tutta l’evoluzione lo ritrovo, come richiamo, ai sentori sprigionati dal Vigna alle Nicchie ( tempranillo più datato e portato all’estremo delle sue potenzialità) floreale e minerale allo stesso tempo, leggero e adatto a soddisfare la sete, malgrado la sua complessità. Questo vino rispecchia anche Eva Bellagamba, moglie di Leonardo Beconcini: è schieto sincero, senza falsa modestia e con la capacità di scaldarti con un abbraccio.
Il nome è azzeccatissimo: Fresco di Nero. Che dire … semplicemente sorprendente.

Nel mio girovagare non potevo non fermarmi a trovare altre due giovani ma grandi donne.
La prima è Natasa Cernic, proprietaria dell’Azienda Castello di Rubbia, nonché la sua castellana.
La zona di appartenenza e quella carsica, friulana.
Conosciuta per caso ad una serata di degustazioni, mi sono imbattuta nel suo Terrano, di cui ho scritto precedentemente e del quale sono profondamente innamorata.
Il terreno rossastro dà un’impronta inconfondibile alla tonalità e ai profumi di questo nettare.
E’ un vino difficile nel mio bacino d’utenza, per colore, corposità e sapore, ma non demordo!
So che alcuni vini hanno bisogno di tempo per decollare ma posso affermare che i clienti che l’hanno acquistato sono stati soddisfatti e tornano con nuova curiosità.
Natasa è profondamente appassionata e attaccata alle sue radici; mi colpì molto il suo “ cosa direbbe mio nonno se dovessi lasciare questa terra?”quando andai a trovarla in cantina, quasi un anno fa.
La sua cantina è situata nella profondità della montagna e quando ti porta alle sue viti, mentre ti racconta la storia di questo lembo di terra e della guerra che l’ha devastata, fà saettare gli occhioni azzurri su ogni pianta, controllando che sia legata correttamente, che le gemme non siano mangiate dagli animali selvatici.
Così giovane e così materna, sempre pronta al sorriso, malgrado l’influenza incombente e 4 giorni al Vinitaly! Una persona forte, come il territorio dal quale proviene.

La seconda donna condivide lo stand con la prima.
E’ Luisa Menini, titolare del Borgo delle Oche in quel di Valvasone (Pn), azienda a conduzione familiare, che col marito Nicola, enologo, ha creato dei vini sublimi.
Del Refosco dal Peduncolo Rosso ho già raccontato, ma anche gli altri prodotti sono degni di nota e hanno un discreto successo. Dai bianchi ai rossi mettono d’accordo critici e pubblico. Non male, vero?!?

Andando al Castello di Rubbia, mi sono imbattuta “accidentalmente” nei suoi prodotti e devo dire che lo Svual (Cabernet e Merlot invecchiati per 24 mesi in legno) ha il suo perché di esistere, il Traminer ha la giusta percentuale di complessità e profumazione atto a non renderlo banale ne tantomeno stucchevole.
Non invidio la loro vendemmia, che si svolge sui sassi … non è un errore: il terreno sul quale vivono le loro viti è formato da ciottoli di media grandezza; forse il terreno più particolare che abbia mai visto!
Conosco da poco Luisa, eppure ci siamo capite ed apprezzate dalla prima volta!!!

Il Vinitaly 2015 è stato senza dubbio un evento dove le donne hanno spiccato per professionalità, competenza e desiderio (raggiunto, dico io) di coinvolgere l’avventore nella voglia di capire di più di quello che è il prodotto finito, perché prima viene tutto il resto!!!
Grandi donne al Vinitaly 2015. Continuate così, amiche mie!!!

Donatella Cinelli Colombini
Casato Prime Donne
Loc. Casato, 17
Montalcino (SI)

Pietro Beconcini Agricola
Via Montorzo, 13/A
San Miniato (PI)

Borgo delle Oche
Borgo Alpi, 5
Valvasone (PN)

Maurizia Gentili
maurizia.gentili@alice.it

Castello di Rubbia
Gornji Vrh 54
Savogna d’Isonzo (GO)

di Isabella Monguzzi

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