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Vita da Blogger..anzi da Farm Blogger. Cinzia Tosini.

A-Taranto

Eclettica, solare, intelligente, curiosa, simpatica, dalla grande parlantina…. tanti gli aggettivi positivi per definire Cinzia Tosini, Farm Blogger e autrice su questo sito, ma forse il più appropriato è passionale. Avevo voglia di raccontarvela con le sue parole ed eccomi qui.

• Chi è Cinzia Tosini?
Innanzitutto amo farmi chiamare solo Cinzia! E’ la prima cosa che dico quando mi presento. Per dirla tutta mi chiamo anche Emilia che è il secondo nome che mi è stato dato in memoria del mio mitico nonno friulano. Dunque, per tornare alla domanda – chi sono? – mi viene immediato rispondere che sono semplicemente una donna che da oltre tre anni sta vivendo una seconda vita.
Tutto è iniziato riprendendola in mano, dopo che, superato uno smarrimento iniziale, ho reinvestito il mio tempo nelle passioni di sempre: la terra, l’agricoltura, il vino, e le storie delle persone. Credo che la motivazione principale, sia da attribuire al fatto che da ragazzina sono cresciuta in campagna dai nonni a Treviso.
Spesso non ci rendiamo conto che la terra, se vissuta veramente, lascia il segno nel tempo, nei ricordi, e nelle anime. Purtroppo il male del nostro secolo è che corriamo e viviamo nella continua ricerca di traguardi, senza renderci conto che l’esigenza primaria è l’armonia che riscopriamo stando a contatto con la natura.

• Come hai iniziato a scrivere?
La mia storia, per lo meno quella degli ultimi anni, è un continuo susseguirsi di coincidenze e incastri che pian piano mi hanno portato a scrivere (giuro, non l’avrei mai detto).
Tutto è iniziato dopo aver letto l’intervista fatta ad una vignaiola di Aosta. Le sue parole mi avevano emozionato a tal punto, da convincermi ad andare ad Aosta per conoscerla di persona. La sua, una vita difficile, un po’ come la mia. Quando mi raccontò che non aveva i soldi per stampare l’etichetta a retro della bottiglia del vino che produceva, decisi di scriverne un pezzo, che stampai, e che le regalai affinché lo omaggiasse insieme al vino.
Fu allora che mi fu chiesto di pubblicarlo, inserendolo in una mia rubrica su un sito di enogastronomia: Vino Way. Accettai un po’ titubante, ma solo a patto di poter raccontare le produzioni partendo dalle persone. In seguito, avendomi limitato il campo d’azione alla sola Lombardia, decisi di uscire continuando la mia avventura con la realizzazione di in un sito, o meglio, di un sogno di cui ero socia fondatrice: World Wine Passion. Purtroppo, una non condivisione su alcune prese di posizione, mi ha convinto a trasformare la mia Rubrica presente nel sito, in un blog personale: Storie di Persone.
Quello degli ultimi anni è stato un percorso a ostacoli, intenso e accelerato, passato scrivendo ciò che ho vissuto, ascoltando la gente, e viaggiando in lungo e in largo per l’Italia, il modo che piace a me per conoscere il territorio.

• Perché hai deciso di scrivere partendo dalle ‘persone’?
Decisi da subito di scrivere di persone, in primis perché per parlare di enogastronomia, bisogna avere alle spalle molta esperienza, e in secondo luogo, perché mi accorsi che ascoltare il cambiamento di rotta di persone che avevano deciso di investire la propria passione nella terra e nell’enogastronomia, mi affascinava molto.

• Farm blogger, perché ti sei definita così?
Dunque, questa definizione è nata dopo molte riflessioni fatte con me stessa. Mi trovavo spesso a correggere l’interlocutore di turno, quando, sentendomi definire una food blogger, non trovavo per nulla calzante tale ruolo. Confesso di essere più brava a mangiare che a cucinare.
Amo molto il cibo e il vino per le sue storie, per il territorio, per le sue tradizioni e per i suoi protagonisti. Mi piace conoscere e assaggiare vivendo le realtà sul ‘campo’, per me il modo migliore! Adoro visitare le aziende agricole accompagnata dai produttori, poi, vedere l’evoluzione e la nascita dei prodotti, mi permette di capire comprendendo meglio le problematiche legate ad essi.
E’ da queste considerazioni che è nata la definizione che finalmente mi sono sentita calzare a pennello: farm blogger.

• Dopo tre anni, che esperienze senti di aver maturato?
Molte sono le esperienze, molto ho imparato, e molti ho conosciuto. Dico spesso che non è un mondo facile questo. Purtroppo gli egoismi vincono sul buon senso, rendendo spesso difficile la strada che permetterebbe di fare il giusto sistema a vantaggio di tutti.
Gli italiani devono cambiare mentalità se vogliono ripartire. Bisognerebbe incominciare dalla scuola creando da subito, con la nuova generazione, un nuovo modo di pensare. Qualcuno ora sorriderà leggendo le mie parole, non ha importanza, io ci credo sul serio in quello che scrivo, utopistico o meno.
Nonostante ciò, la mia maggiore soddisfazione è di aver creato nel tempo una fitta rete di rapporti basati sulla stima, sul rispetto e sull’amicizia. Questo per me è di fondamentale importanza, costruire rapporti basati sulla buona reputazione, soprattutto in un mondo come quello dell’enogastronomia, le cui fondamenta sono basate sulle passioni.

• Blogger e giornalisti, argomento molto dibattuto. Cosa ne pensi?
Ne ho scritto recentemente sul blog, in particolar modo perché mi sento tirata in causa.
Blogger e giornalisti, passione e professione, emozione e razionalità. Due ruoli i cui scritti hanno una carica emotiva ben diversa. Io insisto sul fatto che, comunque sia, entrambi possono aiutare comunicando, ognuno a loro modo, il territorio e le sue produzioni. La cosa fondamentale per me è la coerenza, che va mantenuta evitando di seguire le onde di comodo del momento.

• Mondo blogger: chi lo ama, chi lo odia, e chi lo sfrutta. Ma a chi interessa in realtà la comunicazione fatta dai blogger? E perché?
La passione che ha spinto molti blogger in questa direzione, me compresa, ha fatto emergere quanto la loro carica emotiva abbinata alla comunicazione digitale, possa essere d’aiuto in questi anni difficili che stiamo vivendo, sia al territorio che alle produzioni. Un fenomeno già in voga da anni all’estero. Molti lo hanno capito, e ne hanno preso spunto.
Il mondo dei blogger non è sempre facile, c’è chi agisce seguendo la passione, e c’è chi si fa trascinare da facili traguardi. Comunque sia, spetta solo ai lettori seguire chi trasmette nel tempo, quella passione che ha aiutato molti di noi a superare momenti difficili.
L’unico tasto dolente in questo contesto, è che troppi sfruttano questa passione senza riconoscere l’impegno intellettuale e non solo, nel dedicare tempo ed energie a questa attività la cui rilevanza è stata riconosciuta dalle stesse istituzioni locali.

di Giustino Catalano

Con Giustino Catalano a Napoli

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