HomeRicetteAmatorialiZuppa Inglese: storia e ricetta

Zuppa Inglese: storia e ricetta

zuppa inglese

     Mi sono sempre chiesta quale fosse l’origine di questo dolce al cucchiaio e soprattutto del suo nome: Zuppa Inglese.

Questa è una zuppa sicuramente, ma perché inglese?

     Con internet, è facile fare una ricerca ma mi sono ritrovata in tante presunte spiegazioni, delle quali non ce n’è alcuna certa. Quella che mi lusinga maggiormente è stata l’idea che sia nato alla corte dei Duchi d’Este, a Ferrara, elaborando il classico trifle inglese, ricetta portata a Corte da un nobile signore della corte della Regina.

     Col tempo, la Zuppa inglese è arrivata anche sulle tavole più povere, come il dolce delle feste e poi della domenica.

Altra cosa, sono gli strati colorati di crema, alkermes e cioccolato.

     All’inizio, forse, per inzuppare il pan di spagna o i savoiardi, probabilmente veniva usato il rum, ma poi l’Alkermes con la sua colorazione vivace, ha portato una nota in più che ha dato il tocco magico alla Zuppa inglese rendendola unica.

     Vorrei non soffermarmi da dove viene la colorazione dell’Alkermes che potrebbe far storcere il naso ma si sa che, in cucina, spesso vengono usati ingredienti d’origine animale e, in questo caso, si tratta della cocciniglia, un piccolo insetto parassita che troviamo molto spesso anche sulle piante ornamentali di casa nostra.

     In seguito, la Zuppa inglese, è stata ripresa anche da Pellegrino Artusi che ne ha dato una collocazione toscana usando come bagna il rosolio invece dell’Alkermes ma, dato che l’Artusi era di Forlimpopoli, la ricetta si è propagata in Romagna ed Emilia e l’Alkermes ha preso il posto del rosolio forse per maggiore reperibilità e costo.

     Questa è la storia ma, per me, la zuppa inglese è un dolce della mia infanzia e, in seguito, è stato connotato da un evento tragico che ha caratterizzato il periodo e gli anni a venire.

L’alluvione di Firenze del 4 novembre 1966.

     In quei giorni anche la Romagna era alluvionata, ma per noi ragazzi poteva solo essere motivo d’avventura.

     Due giorni dopo, domenica, due amici di Faenza, Beppe e Luciano, decisero di venirmi a trovare…incoscientemente, dico io, in quanto la campagna era allagata e le linee ferroviarie erano interrotte; ma forse, fu proprio questo il motivo, che li spinse a prendere il treno prima, poi un autobus, per arrivare fino a Ravenna, correndo il rischio di restare bloccati in città: l’avventura ha sempre il suo fascino.

     Io ero troppo felice d’incontrarli e, incurante della pioggia scrosciante, mi avviai fino alla stazione. L’attesa fu lunga ma finalmente li vidi arrivare, fradici come pulcini bagnati ma, si sa, l’incoscienza è propria della gioventù e il piacere di rivederci superava qualunque disagio.

     Mamma ci aspettava e per riscaldarci un poco, ci preparò la zuppa inglese che, naturalmente, ebbe un tale successo da terminare in breve tempo!

     Questo ricordo è impresso nella mia mente ed ogni volta che la preparo, non posso fare a meno di sorridere per l’incoscienza di quel periodo…

La Ricetta

     Questa ricetta è tra quelle del ristorante in cui lavoro e desidero condividerla con voi proprio perché è un dolce veloce da preparare anche all’ultimo momento e sono certa che sarà cosa gradita per amici e parenti.

Ingredienti

  • Un pacco di savoiardi
  • Alchermes un poco allungato con zucchero e acqua
  • 50 gr. Di cacao amaro di buona qualità

Per la Crema Pasticciera

  • 1 litro di latte intero
  • 3 uova intere e 5 tuorli
  • 250 gr. di zucchero
  • 90 gr. di farina
  • Buccia di limone
  • Vaniglia
  • Una noce di burro

Procedimento

Portare a bollore il latte con la buccia di limone.
Nel frattempo, frullare poco uova e tuorli con lo zucchero, aggiungere la vaniglia, poi la farina.
Mescolare bene e aggiungere a filo il latte caldo .
Riportare sul fuoco il composto sempre mescolando, fino a che non si è rassodato. A questo punto, mescolare la noce di burro.
Dividere la crema in due parti uguali e, ad una di esse, mescolare il cacao setacciato, senza formare grumi.

Composizione

     Bagnare brevemente i savoiardi nell’Alchermes e stenderli in un contenitore rettangolare. Coprirli con la crema pasticcera poi un altro strato di savoiardi bagnati e, infine, stendere, livellandola con un poco d’alchermes, la crema al cioccolato.

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Ho tergiversato un poco, prima d'entrare in questa famiglia dove ci sono tanti amici, dove si parla di cibo, di vini, di territorio, dove si scrive di chimica degli alimenti, dove le persone si confrontano e raccontano le proprie esperienze. Ho tergiversato non perchè non mi piacesse farne parte, anzi, in fondo, ci sono sempre stata anche se marginalmente, semplicemente, non ritenevo di avere argomenti per cui valesse la pena raccontarmi o raccontare, in questa bacheca. In fondo, non ho un blog di cucina, potrei parlare di vini e cibi ma non con la competenza degli esperti dai quali ho tutto da imparare. Sono romagnola di nascita e toscana d'adozione. Mi sono trapiantata in Toscana dopo aver girovagato un po', nei primi anni di matrimonio, tra la Puglia, la Lucania e la Sardegna. Poi, quando i miei figli sono stati abbastanza grandi, mi sono inventata una professione: ho fatto di una mia passione un lavoro, creando giardini, disegnandoli sulla carta, mescolando essenze compatibili col territorio, l'ambiente, il clima e l'esposizione, posizionandole nel terreno, seguendole passo passo e immaginarle cresciute e fiorite dopo qualche anno. Creare un giardino o un orto, è la stessa cosa. Iniziare dalla semina, la preparazione del terreno, il trapianto, la crescita con tutto il lavoro che comporta e, finalmente, raccoglierne i frutti, portarli in tavola e cucinarli. Ho iniziato a cucinare da ragazzina e, quando la vita me lo ha chiesto, ho messo a frutto l'altra mia passione. Avevo giurato a me stessa che, mai, sarei entrata in una cucina di un ristorante perchè conoscendo l'ambiente, ritenevo che fosse al di sopra delle mie capacità ma, la vita, mi ha sbugiardato e, quando un amico mi ha proposto di lavorare per lui, ho accettato. Pensavo ad un lavoro tranquillo, come aiuto cuoca e preparazione dei dolci ma, quando mi è stato chiesto di prendere in consegna la cucina per qualche tempo, ho accettato senza considerare a cosa andavo incontro...E' stata una bella esperienza! Oggi il mio impegno resta nella preparazione dei dolci, cosa che mi piace molto e, di tanto in tanto, carpisco le ricette delle amiche di questa famiglia per riproporle ai clienti del ristorante che sanno apprezzare.