15 anni di DoctorWine: un viaggio gratuito tra le grandi firme del vino italiano

15 anni di DoctorWine: un viaggio gratuito tra le grandi firme del vino italiano

La sala Visconti dell’hotel Le Méridien di Roma ha ospitato sabato 8 Maggio l’evento celebrativo per i 15 anni di DoctorWine. Il progetto editoriale di Daniele Cernilli nel corso degli anni si è affermato come uno dei riferimenti della critica e della divulgazione enologica italiana.

L’evento

L’ingresso gratuito, unito alla presenza di alcune tra le etichette più importanti del panorama nazionale, ha richiamato una vera moltitudine di partecipanti. Fin dalle prime ore della manifestazione operatori del settore a soprattutto wine lovers hanno affollato i banchi di assaggio. L’afflusso è stato particolarmente intenso, tanto che la sala è apparsa per lunghi tratti troppo piccola rispetto alla partecipazione registrata.

Lunghe soste davanti alle etichette più ricercate e un’atmosfera molto dinamica hanno confermato il forte interesse del pubblico verso degustazioni di questo livello.

Consuetudine vuole, che in questi eventi, laddove non siano presenti produttori o rappresentanti aziendali, il servizio ai banchi venga affidato ad esperti sommelier. Ancora una volta è toccato ai colleghi Fisar accompagnare con grande professionalità i partecipanti nella degustazione e nella presentazione dei vini.

I prodottori  e le etichette presenti

A rendere la manifestazione particolarmente interessante è stato il livello dei produttori e delle etichette presenti.

Elenco completo dei produttori presenti
Elenco completo dei produttori presenti

Non soltanto grandi nomi del vino italiano, ma bottiglie che normalmente non capita di assaggiare nella stessa occasione, soprattutto in un evento ad accesso libero.

Cosa ho assaggiato

Le bollicine di Altemasi
Le bollicine di Altemasi

Ad aprire il percorso le bollicine, con alcune etichette di assoluto rilievo. Altemasi proponeva il Trento DOC Pas Dosé e la Riserva Graal, interpretazioni eleganti e strutturate del metodo classico trentino.

il prosecco di Nino Franco
il prosecco di Nino Franco

Molto seguito anche il banco di Nino Franco, che permetteva di confrontare differenti espressioni del Valdobbiadene Prosecco Superiore. Attraverso il Nodi 2023, il Vigneto della Riva di San Floriano e il Grave di Stecca 2018, etichetta ormai considerata un riferimento del Prosecco di alta gamma.

Il percorso proseguiva poi con i bianchi, dove emergeva con forza il ruolo dell’Alto Adige e del Friuli-Venezia Giulia. San Michele Appiano era presente con The Wine Collection Sauvignon 2024 e soprattutto con Appius, una delle etichette simbolo della cantina altoatesina.

I vini di Tiefenbrunner
I vini di Tiefenbrunner

Grande attenzione anche per Tiefenbrunner, che proponeva il celebre Müller-Thurgau Feldmarschall von Fenner 2023, etichetta ormai considerata un riferimento per questa tipologia, in Italia.

A completare lo Chardonnay Riserva Vigna AU 2022 ed il Cabernet Sauvignon Riserva Vigna Toren 2022. Vini capaci di esprimere struttura, precisione e forte identità territoriale.

Tra i bianchi più apprezzati della degustazione spiccava anche il banco di Elena Walch. In particolare, il Gewürztraminer (uno dei miei vini preferiti) attirava l’attenzione degli appassionati. Intensità aromatica, eleganza e pulizia espressiva, confermano ancora una volta la capacità della cantina di valorizzare uno dei vitigni simbolo dell’Alto Adige.

Dal trentino figuravano altre realtà come Venica & Venica e Cantina Tramin, aziende che da anni rappresentano alcuni dei punti di riferimento per i grandi bianchi territoriali italiani.

I taurasi Quinto Decimo di Luigi Moio
I taurasi Quinto Decimo di Luigi Moio

Molto seguito anche il banco di Quintodecimo, la cantina di Luigi Moio, presente con Irpinia Falanghina Via del Campo 2025. E con il Taurasi Riserva Vigna Quintodecimo 2021 e il Taurasi Riserva Grande Cru Luigi Moio 2020, vini che rappresentano tutta l’eleganza dell’Aglianico.  A mio avviso, uno degli assaggi più interessanti dell’intera manifestazione.

Tra i banchi spiccavano anche le etichette di Ambrogio e Giovanni Folonari, che negli anni hanno saputo dare una nuova declinazione all’azienda e ai suoi vini. Mantenendo il forte legame con la tradizione e con la memoria collettiva italiana legata al vino.

La vista del marchio Folonari mi ha inevitabilmente riportato alla memoria le domeniche in famiglia e i pranzi a casa della nonna. Sulla tavola non mancava mai una bottiglia di Folonari, vino iconico e con il miglior rapporto qualità-prezzo, negli anni ‘70, per le famiglie operaie. Un ricordo che racconta bene come il vino, oltre alla qualità e alla tecnica, continui a mantenere anche una forte dimensione affettiva e conviviale.

Brunello di Montalcino di Poggio di Sotto
Brunello di Montalcino di Poggio di Sotto

Tra i rossi, uno dei banchi più affollati era quello di Poggio di Sotto con il Brunello di Montalcino 2020. Etichetta ormai considerata tra le più importanti della denominazione per eleganza, profondità e capacità evolutiva.

I Chianti Classico e riserva di Antinori
I Chianti Classico e riserva di Antinori

Grande attenzione anche per Antinori che presentava il Pèppoli, il Villa Antinori Riserva 2023 e il Marchese Antinori Riserva 2023. Il che permetteva di confrontare differenti interpretazioni del Chianti Classico.

Il Sagrantino di Montefalco Arnaldo Caprai
Il Sagrantino di Montefalco Arnaldo Caprai

Molto ricercati anche i vini di Arnaldo Caprai, presente con il Montefalco Rosso Riserva e soprattutto con il Montefalco Sagrantino 25 Anni. Vini ormai simbolo della valorizzazione contemporanea del Sagrantino umbro.

Importante anche la presenza di Gianfranco Fino, Umani Ronchi e Carpineto, che contribuivano ad ampliare ulteriormente il panorama delle interpretazioni territoriali presenti in degustazione.

i vini di DonnaFugata
i vini di DonnaFugata

Dopo il percorso tra bollicine, grandi bianchi territoriali e rossi di struttura, la mia degustazione si concludeva idealmente con il Ben Ryé 2023 di Donnafugata. Passito simbolo di Pantelleria e una delle etichette dolci italiane più riconoscibili a livello internazionale. Accanto anche il Floramundi, interpretazione del Cerasuolo di Vittoria DOCG che confermava il forte legame della cantina siciliana con il territorio.

Ad accompagnare le degustazioni erano presenti anche assaggi di pizza bianca e pizza rossa del Forno Roscioli.  Questo ha contribuito a creare un’atmosfera conviviale e informale, perfettamente in linea con lo spirito dell’evento.

Un’occasione rara

Più che una semplice celebrazione, l’evento romano per i 15 anni di DoctorWine si è trasformato in una ‘occasione rara’. Degustare nello stesso contesto, alcune delle etichette più significative del vino italiano. Confermando il forte interesse del pubblico verso manifestazioni capaci di unire qualità, varietà e accessibilità.

Siamo in un momento storico in cui il mondo del vino sta attraversando una fase complessa, segnata da difficoltà di mercato. Da cambiamenti nei consumi e crescente distanza tra pubblico e grandi etichette. E la decisione di mantenere l’ingresso gratuito ha rappresentato molto più di un semplice dettaglio organizzativo.

È stata una vera forma di apertura, comunicazione e condivisione culturale del vino. Una scelta che ha permesso anche a semplici appassionati di avvicinarsi a bottiglie e aziende che non capita facilmente di degustare, soprattutto senza sostenere costi elevati.

Poter assaggiare gratuitamente vini firmati da queste realtà ha significato dare accesso concreto a etichette che hanno scritto la storia del vino italiano nel mondo. E continuano a scriverla, rappresentando, ancora oggi alcune delle espressioni più autorevoli dell’eccellenza enologica, non solo nazionale ma internazionale.

In questo senso, l’evento dei 15 anni di DoctorWine, lancia un messaggio importante al settore. Creare cultura del vino significa prima di tutto creare occasioni di incontro, accessibilità e conoscenza. Ed è forse proprio questa capacità di avvicinare il grande pubblico ai grandi vini che potrebbe diventare un esempio virtuoso anche per altre manifestazioni.

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Napoletana di nascita e romana d’adozione, dal 2010 vivo nella Capitale, dove lavoro come IT Manager. Da buona donna del Sud, amo la cucina tradizionale, i sapori autentici e le tavole conviviali, anche se preferisco più stare davanti ad una tavola imbandita che dietro ai fornelli. Le contaminazioni moderne? Le accetto, ma con moderazione. Diciamo che, se volete conquistarmi, una buona pizza batte sempre il sushi! Ho molte passioni: il cinema anni ’50 e ’60, il teatro, i romanzi gialli, la musica, l’opera lirica, la disco music rigorosamente anni ‘70 e ’80 e sono una grande tifosa del Napoli. Quando posso mi piace viaggiare tra borghi e luoghi poco battuti, od andare alla ricerca di ristoranti e realtà che coniugano semplicità e raffinatezza, dove poter vivere quelle esperienze “per molti, ma non per tutti”. Nel 2022 mi sono avvicinata per curiosità al mondo del vino. E pensare che credevo di essere astemia! È stato amore a prima vista. Da allora ho iniziato a studiare, a degustare e a partecipare a corsi e masterclass, fino a diplomarmi Assaggiatore ONAV e certificarmi Wine Ambassador. E non mi fermo qui, perché la mia sete di sapere (e di vino) continua a spingermi verso nuove avventure Nel 2025 ho creato un mio blog, Un bicchiere alla volta per condividere, con curiosità e leggerezza, le emozioni che nascono da un calice di vino e da un buon piatto. Con molta umiltà, cerco di non parlare di tecnicismi, ma di raccontare le emozioni che il vino sa suscitare. Come diceva Socrate, “so di non sapere”, e ogni calice resta per me un piccolo mondo da scoprire.
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