34° Merano Wine Festival: edizione 2025

Merano Wine Festival

34° Merano Wine Festival: edizione 2025

Ho varcato per la prima volta quest’anno il tempio del gusto e dell’eccellenza enologica che è il Merano Wine Festival.

E’ stata un’esperienza nuova, camminando con il calice per gli assaggi di vino in mano e con gli occhi puntati sull’esposizione di vini ed eccellenze gastronomiche.

All’apertura del Festival ho assistito al taglio del nastro e la sciabolata della bottiglia Magnum che dichiara ufficialmente l’inizio del Festival.

- Advertisement -

Presente oltre alle autorità anche il patron del Festival, Helmuth Koecher.

Helmuth Koecher, ideatore del Merano Wine Festival
Helmuth Koecher, ideatore del Merano Wine Festival

L’evento si svolge tra la Kurhaus, dove si trovano le eccellenze selezionate da The WineHunter e l’Hotel Terme Merano, dove si svolgono le Masterclass dedicate alle grandi annate e ai bianchi campani maturi nella giornata di apertura

Il MWF, si sa, è dedicato alle migliori realtà vitivinicole italiane ed internazionali.

La cerimonia di apertura

Nel suo discorso Helmuth Koecher mette focus sullo stato attuale del mondo del vino e sulle sfide future.

Alcuni punti chiave sono:

- Advertisement -
  • Il consumo mondiale del vino sta scendendo: nel 2024 si è registrato un minimo storico di circa 21,4 miliardi di litri.
  • Parallelamente cresce la linea dei vini no-alcol e low-alcol, un fenomeno che richiede nuovi modelli per la filiera vinicola.
  • I giovani spesso cercano vini più accessibili meno “carichi”.
  • I prezzi dei vini di alto livello possono mantenersi alti, eventualmente anche aumentare.
  • Ma gli altri devono essere accessibili anche ai millenials (i nati tra gli anni 80 e 90) e alla generazione z (nati tra 1997 e il 2012). Un bicchiere di vino al ristorante non può costare Euro 5,00 se la bottiglia su internet si compra a Euro 8,00.
  • Koecher incita ad essere più bravi nella comunicazione e nell’arte del raccontare la strategia economica aziendale. Come esempio cita alcune etichette che tradizionalmente arrivavano anche ai 17 gradi e che oggi si orientano verso valori più moderati di 14 gradi circa che è in linea con i gusti contemporanei.

Un altro argomento interessante del MWF era il suggerimento di ripristinare delle bottiglie con un formato “più piccolo” (tipo mezza bottiglia o, in generale, una bottiglia più piccola dell’attuale bottiglia da 75 cl) in modo tale da rendere il costo della bottiglia più accessibile e per adattarsi a usi più informali.

taglio del nastro al MWF
taglio del nastro al MWF

La Kurhaus di Merano

Dopo il taglio del nastro mi avventuro nelle sale espositive della Kurhaus, un edificio in stile liberty, un palazzo che appartiene all’Associazione “Centri Congresso e Convention in edifici storici d’Europa”.

La Kurhaus è un luogo bellissimo, adeguato sia per congressi e balli che per concerti ed eventi importanti come il Merano Wine Festival, il FarmFood Festival o come sfondo elegante del Mercatino di Natale.

- Advertisement -

Dal foyer salgo una maestosa scalinata per raggiungere il piano di sopra.

Qui ci sono numerose sale conferenza come il Pavillon des Fleurs, la sala degli specchi e molte altre.

Una delle sale della Kurhaus
Una delle sale della Kurhaus

Gli stand dei produttori di vino

Tutte sale piene di colori e profumi, bottiglie che brillano come gioielli, mani che si stringono, accenti che si mescolano.

C’è un’infinità di espositori, produttori di vino.

Ci sono vini che raccontano territori, famiglie, passioni ed entusiasmi.

Mi lascio guidare dall’istinto, prendo appunti, raccolgo storie e dépliant, che studierò, poi, a casa, ad uno a uno.

Assaggio i vari vini dei produttori con il calice e la tracolla consegnatomi all’ingresso, “Il Kit del degustatore” indispensabile compagno di viaggio tra centinaia di etichette e profumi.

Scambio qualche parola con i vignaioli.

Ciascuno con la propria filosofia, il proprio accento, il proprio orgoglio di portare nel calice l’anima della propria terra.

uno dei banchi di assaggio
uno dei banchi di assaggio

I sapori d’Italia

La mia curiosità mi spinge oltre alla degustazione di vini biologici, biodinamici e dealcolati nella Kurhaus alle passeggiate lungo il Passirio, dove è stato allestito il grande tendone del gusto.

tartufo nero
tartufo nero

130 produttori artigianali con le loro eccellenze, che hanno scelto di investire su Merano per farsi conoscere, offrono, presentano, accolgono tutti.

panettoni artigianali Di Stefano
panettoni artigianali Di Stefano

Qui gli ospiti possono viaggiare attraverso i sapori d’Italia.

Abruzzo, Campania, Sicilia, Toscana, Emilia Veneto, Umbria , Piemonte e altre regioni ancora ma è “Campania Felix“ che attira la mia curiosità richiamata dal profumo del pomodoro.

Il mio debole: la Campania

Inizio con un aperitivo particolare servitomi dagli alunni dell’Istituto Alberghiero “Marconi” di Vairano Patenora (CE) : il succo di albicocca “Pelecchiella” con qualche goccia di anice.

con lo chef Antonio Tubelli
con lo chef Antonio Tubelli

Poco dopo incontro lo chef Antonio Tubelli che mi fa assaggiare un piatto di trofie con pomodorini e fior di latte irpino (un fior di latte più asciutto e scamorzato).

pasta, pomodorino e fior di latte irpino
pasta, pomodorino e fior di latte irpino

Questo piatto semplice e profumato lo accompagno con un calice di vino di Brancato, Fiano di Avellino, Riserva Tenuta Cavalier Pepe.

E’ un vino luminoso e avvolgente, dalle note di frutta bianca e mandorla che esaltano la freschezza del piatto.

Fiano di Avellino, Tenuta Cavalier Pepe
Fiano di Avellino, Tenuta Cavalier Pepe

Un abbinamento che racconta il sud, il carattere autentico dell’Irpinia.

Per me sa di sole.

Altro ospite fisso da anni è Lino Scarallo, chef di “Palazzo Petrucci” a Napoli.

Incontro anche Peppe Aversa, chef del ristorante “Il Buco” a Sorrento ed Angelo D’Amico della “Locanda Radici” di Melizzano (BN).

Viaggio da un assaggio all’altro

Mi faccio portare dalla gente, assaggio diversi vini prodotti in varie regioni:

  • Passo in Umbria, tra Fabro e Allerona, da Torre Bisanzio da Mike & Neena Rees. Loro coltivano vigneti e gli uliveti in regime biologico, gestiscono pascoli con rotazioni naturali. La tenuta produce olio EVO biologico, chianina biologica e vino biologico. Pinot nero, Canaiolo,  Sangiovese Grechetto, Family Reserve – cabernet Franc, Petit Verdot Syrah. Il Family Reserve rappresenta la massima espressione dello stile Torre Bisanzio – 0763 495500
  • La prossima tappa è a Ravanusa (AG) dall’Azienda Agricola Biologica Bagliesi che produce vino bianco biologico: Kammut / nero D’Avola Maior/Rosso Nero Saraceno/D’Avola
  • Faccio un altro salto in Campania dall’Azienda Agricola Di Meo, azienda vitivinicola a Salza Irpina (AV). Qui parliamo di Fiano di Avellino, Greco di Tufo e Taurasi. L’azienda costituisce un punto di riferimento in Campania e nel sud Italia. Roberto Di Meo è il presidente di Assoenologi Campania. Generoso Di Meo è promotore di “Meo Vini ad Arte”.
Greco di Tufo - Az. Agr. Di Meo
Greco di Tufo – Az. Agr. Di Meo

L’Alto Adige

Non posso non passare nell’Alto Adige.

Già mi ci trovo e mi sembra giusto spendere qualche parola anche per la mia regione di appartenenza.

Il vino è uno dei prodotti di punta dell’Alto Adige.

I 19 maggiori produttori di vino nel 2025 presentano nuove sfide del settore, la superficie vinicola ammonta a 5.833 ettari, due terzi del totale sono a bacca bianca.

Dalla cantina firmata Merano, Spumante d’eccellenza Brut riserva 36 (36 i mesi, il periodo di maturazione sui lieviti) con un perlage finissimo.

Passo alla storica Cuvée Terlaner con il Pinot bianco, lo Chardonnay, e Sauvignon Blanc.

Poi c’è il Kerner: succoso, robusto, aromi di pesca, albicocca, buccia d’arancia, zenzero, e fiori di sambuco della Cantina Abbazia di Novacella.

Infine assaggio un Pinot nero (Blauburgunder)  con aromi di mora, lampone e ciliegia della tenuta Tiefenbrunner Schlosskellerei.

Il sole sta tramontando quando lascio la Kurhaus.

La luce si riflette sul Passirio e il calice è ormai vuoto.

Da questa giornata porto via un’impressione limpida,  il Merano Wine Festival non è solo un evento ma una esperienza di cultura incanto e bellezza.

Un brindisi e un piacere da condividere.

Qualche informazione utile per Merano:

La Kurhaus di Merano è accessibile solo durante una manifestazione.

Tra dicembre e inizio gennaio, nell’ambito del Mercatino di Natale di Merano, è possibile usufruire di una visita guidata della Kurhaus.

Contatti +39 0473 496000  info@Kurhaus.it  Corso Libertà, 33 – Merano

Questo articolo è stato visualizzato: 69101 volte.
Condividi Questo Articolo
Nata tra le Dolomiti dell'Alto Adige, dove spicca il Catinaccio, noto come Rosengarten per il suo colore acceso al tramonto, mi sono appassionata alla degustazione dei vari piatti altoatesini, tra locande, masi, dove il profumo del fieno inebria la mia mente. Ho le mie radici famigliari nella Laguna di Venezia ma qui a Bolzano non mi manca nulla. A valle delle montagne ci sono laghi, prati in fiore, terrazzi  adornati da stupendi gerani. Per non parlare di meleti e di quei vigneti da cui provengono i pregiati vini altoatesini conosciuti in tutto il mondo.
Nessun commento

Lascia un commento