Haccademia

Haccademia

Tradizione e modernità all’ombra del gigante

Terzigno, Parco Nazionale del Vesuvio. Un paese che sorge alle pendici del vulcano più famoso ed iconico al mondo. Aniello Falanga decide di portare qui la sua Haccademia, pizzeria e cucina di territorio un lustro fa. La manda avanti coadiuvato dal giovanissimo figlio Nicola che al forno si disimpegna già alla grandissima nonostante i suoi 21 anni d’età.

Aniello Falanga, il maestro Falanga, è stato campione del mondo nel 2004 e ha ricevuto il golden plate a New York nel 2005. Una delle firme del disciplinare STG (notizia sconosciuta ai più), non ha mai smarrito la sua vera essenza quella di pizzaiolo per passione, innamorato innanzitutto del territorio (Gli si illuminano gli occhi quando dice “Amo questa terra con tutte le caratteristiche e i suoi limiti, è qui che voglio stare”).

La pizzeria si trova su via Panoramica al civico 8, geograficamente nel comune di Terzigno ma a due passi da Boscoreale. Una posizione potenzialmente strategica, su una strada “di passaggio” ma di fatto poco premiante.

Haccademia

Aniello e Nicola Falanga

La pizza proposta è una napoletana classica, cornicione di un paio di centimetri grandezza a lambire il piatto. La proposta di Aniello è quantomai fedele alla tradizione. Ma ancor prima della pizza, Aniello si diverte con la frittura in particolare le montanarine che sono imprescindibili se passate da qui. Seguono stagionalità e fantasia, potrete gustarne di diverse. Quello che colpisce è l’incredibile morbidezza al morso, l’assenza di olio la freschezza e il mix di colori e profumi che di volta in volta vengono proposti.

Haccademia

La pizza che maggiormente incarna lo spirito e la filosofia del maestro Falanga, soprattutto in questa stagione, è senza dubbio la Luisella.

Scarola riccia, fior di latte tramontino, olive nere itrane, capperi di salina, alici di Cetara, pinoli. A ben vedere una pizza di scarole o ripieno aperto. A colpire nonostante la preparazione semplice per aderenza alla tradizione è senza dubbio l’equilibrio dato dai vari ingredienti, la cottura perfetta della scarola che si lascia abbracciare dal latticino esaltata dalla sapidità dei capperi e del pesce azzurro che ingolosisce il morso, le olive regalano morbidezza e intensità i pinoli quella giusta dose di croccantezza. Equilibrio dei sapori per una pizza che è un autentico cavallo di battaglia.

Questa stessa pizza però riceve periodicamente delle rivisitazioni, aggiunte di topping ma non solo. La più interessante è l’ultima versione proposta, ovvero nel ruoto con un blend di grani antichi.

Haccademia

Luisella versione “storica”

In questa versione il topping è tenuto volutamente in quantità inferiore per dare il giusto risalto all’impasto, in particolare alla sua consistenza. Sia per le differenti farine utilizzate sia per la cottura al ruoto che gli dona una croccantezza inusuale per la pizza napoletana restituisce una meravigliosa sensazione di pane delle nonne, profumi e consistenze che si perdono nel tempo.

Basta un morso per aprire la scatola dei ricordi, ci si ritrova davanti al caminetto con la nonna che ci racconta aneddoti e “fattarielli” mentre ci convince della bontà delle verdure. Ci si accorge in un solo istante di quante cose ci mancano e quanta bontà, da piccoli, ci siamo persi. Questa pizza genera questo effetto, Aniello è riuscito in un sol colpo a commuoverci e deliziarci con una pizza che è si antica ma quantomai attuale!

Haccademia ha una doppia anima, alla tradizione portata avanti e difesa con coscienza da Aniello c’è la voglia di sperimentare di Nicola che continuamente testa e affina il suo impasto. Cresciuto sotto i preziosi consigli del padre che con lo sguardo ne segue movimenti lasciandogli comunque possibilità di fare il suo percorso sta portando avanti un modello di pizza moderno per impasto (blend di farine 0 e 1) ma soprattutto per topping. Il suo estro da vita ad interessantissime fuori menu come la nuovissima “PESTAMI”

Fior di latte, pomodorini gialli del Vesuvio, salsiccia di Bracigliano, burrata, pesto di basilico artigianale. Una pizza che sembra un quadro impressionista, lucente, vivida. Al morso quell’incredibile effetto visivo si traduce in una morbidezza notevole a prevalere è la golosa “morbidezza” della burrata che tutto accoglie che tutto esalta. Affiora la dolcezza del pomodorino giallo, stemperata dalla leggera sapidità e dalla nota piccante data dalla salsiccia. Sullo sfondo si sente il pesto, che da il nome alla pizza, ma è solo un membro di un team affiatato che regala una sensazione di estrema golosità abbinata ad un impasto che ben sorregge l’ensamble pensato dal giovane Nicola. Un gusto senza dubbio moderno, che intercetta la voglia innanzitutto di fotografare. Ma non è solo bella da vedere, non è un accozzaglia di ingredienti messa lì per scatenare stupore e “like”. Una pizza buona davvero, il manifesto programmatico di quello che Nicola ha in mente.

Il locale rispecchia questa doppia anima, alle pareti dei quadri che ricordano l’arte della vicina Pompei, l’arredamento invece è casual tendente al moderno con sedute colorate che sono decisamente pop.

Questa doppia veste classica e moderna, unita al clima familiare, fanno di Haccademia una tappa da visitare senz’altro nel vesuviano. C’è il territorio portato alla ribalta con i prodotti d’eccellenza utilizzati sulle pizze, la voglia di sperimentare di Nicola ma anche la possibilità di gustare la cucina che è per lo più locale ma che tiene ampiamente testa all’offerta di pizze e fritti. Si può tranquillamente prenotare sia al telefono sia online e c’è possibilità di parcheggio sia accanto al locale sia in strada.

A fine pasto chiedete ad Aniello del “concerto”, tipico liquore della costiera amalfitana che prepara personalmente seguendo l’antica ricetta. Un’ambrosia che ammanterà di magico l’esperienza tutta.  Consigliata la visita il giovedì o venerdì sera quando Aniello recupera i grani antichi e regala sapori intensi alle sue pizze.

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