A Carnevale ogni Pignolata calabrese vale

Pignolata calabrese

A Carnevale ogni Pignolata calabrese vale

In Calabria, come in tutte le regioni italiane, i festeggiamenti legati al Carnevale, sfilate, processioni, parate in maschera, hanno un unico denominatore: la teatralità.

E’ la festa dell’allegria e della spensieratezza.

Il momento dell’esplosione dei sensi e la necessità, almeno per un giorno, di dimenticare problemi e difficoltà.

E’ l’esaltazione della fantasia anche in cucina.

Nulla è lasciato al caso, se non la voglia di divertirsi e la fantasia nel creare maschere e dolciumi che tanto piacciono ai piccoli.

Scoprire le tradizioni, le antiche usanze popolari e gastronomiche dal Nord al Sud, significa fare un viaggio nel folclore del nostro Paese.

Non solo chiacchiere, castagnole, struffoli e ciambelle.

Durante il periodo di Carnevale, le tavole calabresi si riempiono di dolci fragranti e irresistibili, tra cui spicca la Pignolata, dolce che a pieno titolo, fa parte della tradizione dolciaria di Carnevale.

La Pignolata, nome che deriva dalla forma che ricorda quella di una pigna, croccante fuori e avvolta da uno strato lucido di miele, è una specialità calabrese composta da piccole palline di pasta fritta, arricchite da zuccherini variopinti che la rendono ancora più festosa.

Sebbene simile agli struffoli napoletani, la Pignolata si differenzia per il metodo di cottura e per la forma.

La preparazione della Pignolata è un rituale che unisce la famiglia intorno ai fornelli, in un capolavoro di sapori e aromi.

Secondo alcune fonti storiche, la Pignolata al miele, uno dei dolci più iconici della tradizione calabrese, è stato inserito nella lista (PAT), ovvero, Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Calabria dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali.

Un riconoscimento che tutela e valorizza le tradizione gastronomiche locali, assicurando che la giusta preparazione venga preservata per le future generazioni.

E’ un viaggio sensoriale in ogni morso. Morsi che raccontano un’arte antica che resiste al passare del tempo.

Ogni morso racchiude la semplicità degli ingredienti tradizionali e il calore delle feste in famiglia, riportando alla memoria le antiche usanze legate al Carnevale.

Un dolce che non nasce per stupire, bensì per accompagnare l’idea di una Calabria autentica, fatta di gesti semplici e di sapori che confortano.

È un dolce che profuma di casa, un piccolo patrimonio di famiglia che non smette mai di emozionare.

Gli ingredienti per la Pignolata al miele calabrese, sono semplici ma richiedono attenzione alla qualità.

La scelta degli ingredienti giusti, è fondamentale per ottenere un dolce più fragrante e gustoso.

La ricetta

Ingredienti per l’impasto

300 g di farina 00,

2 uova,

30 g di burro morbido,

20 g di zucchero semolato.

La scorza grattugiata di un limone o un’arancia,

25 g di grappa o altro liquore,

Un pizzico di sale.

Procedimento

In una ciotola capiente, versate la farina setacciata e aggiungete il burro morbido a pezzetti, il sale e lo zucchero semolato.

Aromatizzate il composto con la scorza grattugiata di un limone non trattato e con la grappa.

Infine, unite le due uova intere e il tuorlo.

Iniziate ad impastare energicamente per amalgamare gli ingredienti, poi trasferite l’impasto su una spianatoia infarinata e proseguite ad impastare fino ad ottenere un impasto compatto.

Avvolgete l’impasto ottenuto nella pellicola e lasciatelo in frigorifero per almeno 2 ore.

l'impasto della pignolata
l’impasto della pignolata

Dopo il riposo, riprendete l’impasto e dividetelo in pezzetti larghi circa 1 cm.

Arrotolate ciascun pezzetto per ottenere dei filoncini, da cui ritaglierete piccoli pezzi da 1 cm per formare le palline caratteristiche della Pignolata.

le palline pronte per essere fritte
le palline pronte per essere fritte

Scaldate in un tegame l’olio di semi fino al raggiungimento di 170°C.

Immergete le palline di pasta nell’olio poco alla volta.

Friggete per circa 3-4 minuti, poi scolate le palline e adagiatele su un vassoio rivestito di carta assorbente.

la frittura
la frittura
Decorazioni

Per condire e decorare, si utilizza miele millefiori di alta qualità.

Circa 200 g di miele sono sufficienti per ricoprire le palline di pasta fritta.

Glassatura

La glassatura con il miele è il tocco finale che conferisce alla Pignolata il suo caratteristico sapore dolce ed intenso.

Raccogliete le palline fritte in una ciotola e versate sopra il miele quando sono ancora calde.

Mescolate delicatamente per far amalgamare il miele.

Trasferite la Pignolata al miele su un piatto e decorate con codette colorate a piacimento, che aggiungono un tocco di colore e festosità al dolce.

La scelta del miele influisce notevolmente sulle caratteristiche aromatiche della glassa.

Oltre al miele millefiori, è possibile  utilizzare quello di castagno, acacia o arancio

Il miele di castagno aggiunge note amarognole.

Miele di acacia accentua il sapore dolce.

Il miele di arancio conferisce note agrumate.

Il modo in cui si versa il miele sulle palline è importante, deve essere fatto quando queste sono ancora calde per facilitare l’adesione.

La conservazione della Pignolata è facilitata dalle proprietà conservanti del miele, permettendo di mantenere il dolce fragrante fino a 3-4 giorni.

Le origini della Pignolata calabrese si intrecciano con la storia e le contaminazioni culturali del Sud Italia.

Ogni famiglia conserva il proprio modo di prepararla, ma ciò che non cambia è l’atmosfera: la lentezza, i sorrisi, la sensazione di ripetere un rito antico.

Non è solo un insieme di ingredienti, ma un frammento di vita quotidiana che continua a rinnovarsi.

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Francesca Branà classe 1981 giurista, dipendente presso la PA/Ministero e giornalista pubblicista iscritta all’ODG Puglia N. Tessera 188061. Collaboro con Puglia Press, Puglia Press Magazine, Puglia Gourmet, Ultimissime News Italy News. Autrice di svariate e numerose interviste ad esponenti del mondo della politica a livello regionale e nazionale, e personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo. Vincitrice del premio giornalistico Mario Colamartino 2025 – Sezione Promozione del Territorio. Cerco sovente di ritagliarmi dei momenti per dedicarmi alla mia passione per la natura e l’escursionismo. Questa mia passione mi permette di trascorrere del tempo all’aria aperta, alla continua scoperta di nuovi territori e spazi da esplorare. Mi accingo con questa mia rubrica a raccontare i sapori del nostro Bel Paese, a guidarvi attraverso un viaggio nei meandri dell’enogastronomia, che celebra la diversità e la ricchezza rigorosamente Made in Italy. La rubrica sarà una miscellanea magica di riflessioni, racconti e quant’altro tendente alla scoperta delle tradizioni, sotto la caleidoscopica lente delle tradizioni e dell’evoluzione dei sapori, non solo come patrimonio gastronomico, ma come parte integrante dell’identità italiana, un patrimonio fondamentale da conoscere e valorizzare. Preparatevi a degustare la storia e le tradizioni del nostro Bel Paese, vi racconterò tutto che quello che troverò di interessante da raccontarvi, per disvelarvi e riportarvi nella memoria presente, le bellezze e le tradizioni della cucina italiana. Il mio obiettivo è farvi scoprire tutto ciò che racchiude l’anima dell’isola nel suo gusto inconfondibile. Ogni racconto nascerà non solo dalla scoperta di nuovi luoghi, tradizioni, ma da tesori di sapori da preservare e condividere. Preparatevi a degustare l’Italia!
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