A proposito di … Tardivo di Ciaculli
Alle falde del Grifone,
mità aquila e mità liuni
c’è un jardinu spiciali
Ci stannu tanti aceddi e acidduzzi
comu merli, pettirossi, passeri, tortoreddi
persino gazze e ghiandaie.
Volano ora su un muro a secco,
si posano ora supra un catuso
ora supra na gebbia
e s’ammucciano tra i rami e le foglie
dei mannarini.
Quando sono maturi, anzi tardivi
paiono tante bilie che si illuminano
riflettono i raggi du suli.
Sono bilie spiritose
d’un ciavuru inconfondibile
che impregna l’aria meglio ru channel!
E u sapuri?Na ducizza d’amuri ca…
mentre scrivevo già dui mi manciavu!

Il mandarino Tardivo di Ciaculli è un vero e proprio simbolo della Conca d’Oro, la zona verdeggiante – oggi un verde sbiadito a causa della sempre più massiccia cementificazione dell’area – della periferia sud-est della città di Palermo. Alle pendici del Monte Grifone sorgono, infatti, le borgate di Ciaculli e Croceverde Giardini, circondate e, in alcuni punti, sovrastate, da lunghi filari di mandarineti.
Questo mandarino, o Citrus Reticulata,è denominato “tardivo” perché giunge a piena maturazione tra gennaio e marzo, più tardi rispetto ai mandarini comuni, che maturano almenio due mesi prima, tra novembre e dicembre.
Rispetto a quest’ultimi il mandarino Tardivo di Ciaculli si distingue per una buccia arancione vivo assai sottile, un aroma molto intenso, una polpa assai dolce e molto succosa e la scarsa o quasi inesistente presenza di semi.
Ancora oggi la coltivazione è tradizionale. Innanzitutto sfrutta i sistemi di irrigazione che hanno introdotto in Sicilia gli arabi tra il IX e il X secolo: tra i filari sono ancora oggi presenti le saie, piccoli canali di irrigazione dentro le quali circola l’acqua proveniente dalle gebbie, le vasche in muratura in cui è conservata.
La raccolta, poi, è ancora manuale ed è facile incontrare in uscita dai malaseni (magazzini) di zona, furgoncini aperti e lambrette cariche di cassette ricolme di globi ora verde scurissimo, destinati alla produzione di liquori o sciroppi, ora arancione vivo, destinati alla produzione di marmellate, canditi, dolci, gelati e gustose granite.
Per Palermo, il Tardivo di Ciaculli è molto più di un agrume: è ciò che resta della sterminata Conca d’Oro, quando la città era circondata da ampi e luminosi campi di grano, uliveti e, soprattutto, agrumeti profumatissimi.



