Acciughe e bagna Cauda: un viaggio nella storia
La storia delle acciughe e della bagna cauda è un racconto di umiltà, ingegno e tradizione, che affonda le sue radici nelle valli alpine e nei borghi piemontesi.
Un viaggio nel tempo che ci svela come un pesce povero e una salsa calda e avvolgente siano diventati simboli indissolubili della cucina locale.
“Anchoiers” in occitano, “anciuè” in piemontese, “anciuat” in lombardo.
Erano i venditori di acciughe, instancabili viaggiatori che portavano il pesce dal mare alle Alpi, seguendo le antiche vie del sale. Uomini e donne che, con i loro carretti azzurri, hanno diffuso il sapore del mare nelle Langhe, nel Monferrato, a Torino e fino a Milano.
La bagna cauda, con il suo profumo intenso e il suo sapore avvolgente, è un piatto simbolo del Piemonte. Un’icona culinaria che celebra l’unione di ingredienti semplici ma ricchi di storia: aglio, olio e acciughe.
La Valle Maira, incastonata tra le Alpi, è il cuore pulsante di questa storia. Da qui partivano gli “acciugai”, che scendevano in Liguria per acquistare acciughe e pesce sotto sale, per poi rivenderli in tutto il Nord Italia.
L’origine di questo commercio è legata al contrabbando del sale, gravato da dazi elevati. Un astuto valligiano ebbe l’idea di nascondere le acciughe sopra il sale, scoprendo così un nuovo e redditizio commercio.
Gli “acciugai” affrontavano lunghi viaggi a piedi, trainando i loro carretti carichi di pesce. Dormivano dove capitava e si nutrivano di poche acciughe, ma alcuni di loro riuscirono a costruire vere e proprie fortune.
Con il tempo, il mestiere dell'”acciugaio” è cambiato, ma la tradizione è rimasta viva. Oggi, nei mercati piemontesi, si possono ancora trovare eredi di questa antica professione, custodi di un sapere secolare.



