Alimenti importati dall’estero: quali rischi per la salute?
L’associazione Coldiretti , il 9 aprile 2024, ha pubblicato una “black list” di cibi esteri che non rispettano le norme di sicurezza italiane ed europee.
Solo nell’ultimo anno, in Italia, si è registrato più di un allarme alimentare al giorno. Ma da cosa dipendono queste contaminazioni? Come si possono prevenire? E quali rischi comportano per la salute?
I prodotti italiani sono tra i più sicuri
Una buona notizia arriva dal Rapporto EFSA: i cibi italiani sono tra i meno contaminati in Europa. Su quasi 8.000 campioni analizzati, solo lo 0,5% superava i limiti di legge.
La situazione in Europa
L’EFSA ha controllato oltre 10.800 campioni nei Paesi UE. I risultati:
51,4% senza residui rilevabili;
47% con tracce entro i limiti ammessi;
Solo 1,6% oltre i valori di legge.
Le colture analizzate includevano mele, fragole, pesche, pomodori, spinaci, cereali, latte, vino e carne suina.
I limiti di pesticidi sono regolati dal Regolamento (CE) 396/2005.
Per l’agricoltura biologica, invece, il Regolamento (UE) 2018/848 vieta pesticidi e fertilizzanti chimici, imponendo regole severe per evitare contaminazioni.
Made in Italy e materie prime estere
Il marchio “Made in Italy” è un’eccellenza mondiale, ma spesso è stato usato in modo ingannevole. Molti prodotti etichettati come italiani derivano da materie prime importate.
Secondo Coldiretti, dall’estero arriva:
il 40% del grano duro per la pasta;
il 60% del grano tenero per il pane;
il 40% della carne bovina;
35% della carne suina;
45% del latte per formaggi e latticini.
Dal 2023 la legge n. 206 stabilisce che le diciture “100% Italia” o “Tutto italiano” siano usate solo per prodotti interamente realizzati nel nostro Paese.
Controlli e certificazioni
Le importazioni alimentari devono rispettare le regole UE per la sicurezza sanitaria.
Il Regolamento europeo 178/2002 impone agli operatori la tracciabilità: ogni prodotto deve essere rintracciabile dal fornitore al consumatore. In caso di allerta, ciò permette il blocco immediato e il ritiro dal mercato.
Il Ministero della Salute italiano richiede certificati sanitari per ogni alimento estero, con garanzie igieniche e di conservazione.
Quando un alimento è sicuro?
Un alimento è sicuro se rispetta le norme igienico-sanitarie europee e italiane, garantendo qualità e salubrità senza rischi per chi lo consuma.
I prodotti più a rischio
Coldiretti segnala i cibi importati considerati più pericolosi:
Frutta, verdura e legumi:
pistacchi (Turchia, Iran),
carote (Egitto),
fagioli dall’occhio (Madagascar),
fagioli (Bangladesh),
frutti di bosco congelati (Germania, Serbia),
succo d’arancia congelato (Iran),
peperoncini (Kenya),
fichi secchi (Turchia).
Pesce
ostriche (Francia, Olanda),
seppie congelate (Albania),
pesce spada e tonno (Spagna),
filetti di merluzzo congelato (Cina),
cozze (Cile).
Carne
pollo e tacchino (Polonia, Olanda, Spagna),
cosce di rana (Turchia, Cina).
Cereali
riso (Pakistan).
Spezie
peperoncino (Sri Lanka, Cina),
origano (Turchia),
cumino (India).



