Alla scoperta della Tartare: cos’è e alcuni preziosi consigli

tartare

La Tartare è una preparazione antica a base di carne bovina (più raramente equina), tritata finemente al coltello, condita in vario modo e consumata rigorosamente cruda.

Il nome deriva dalla leggenda secondo cui il popolo nomade dei Tartari, originario dell’Asia centrale, non avendo tempo per cucinare, poneva la carne essiccata sotto le selle dei propri cavalli per trovarla ammorbidita al momento del pasto.

Questa pietanza è diffusa principalmente nell’Europa centrale, in Francia, in Belgio e nei Paesi Bassi sebbene risalga al Medioevo, quando le navi genovesi entrarono in contatto con le popolazioni nomadi del Mar Nero orientale e l’uso di consumare carne cruda si adattò alla cucina genovese con l’aggiunta di tutti gli ingredienti con cui oggi la conosciamo.

Inoltre, la Tartare può presentare diverse varianti e può essere realizzata anche con il pesce, come il tonno o il salmone. Si tratta sicuramente di un piatto dal sapore estremamente delicato e che si realizza abbastanza velocemente, per il quale, tuttavia, è fondamentale scegliere il tipo di carne giusto: infatti, non soltanto la carne deve essere freschissima e ben frollata, bensì è necessario scegliere tagli privi di grasso e, soprattutto, di tendini e collagene, per assicurare al palato una consistenza sopraffina.

Una Tartare ottenuta dal filetto sarà sicuramente il top, ma anche lo scamone sarà ottimo e dal prezzo certamente più contenuto. Quanto al condimento, esso può variare in base ai gusti: c’è chi gradisce solamente sale e una spruzzata di limone, ma con un frullatore a immersione si potranno ottenere tanti dressing, come, ad esempio, una citronette arricchita con capperi ed olive o con senape e curry.

Infine, occorre prestare molta attenzione alle modalità di conservazione di porzioni pronte in frigorifero: è necessario prepararle non più di poche ore prima di servirle in tavola e occorre aver cura di coprirle con pellicola per alimenti per evitare le contaminazioni crociate: infatti, a causa della mancata cottura, questo piatto ha probabilità maggiori di essere contaminato da parassiti e batteri.

tartare

sgro

Calabrese, ho conseguito la laurea in Giurisprudenza nel 2011 presso l’Università degli studi “Mediterranea” di Reggio Calabria e l’abilitazione alla professione forense nel 2016. Già articolista per la testata giornalistica online “Blasting News”, la grande passione per la cucina, ereditata da mio padre, ottimo cuoco ed esperto di funghi, mi ha spinta ad entrare a far parte del meraviglioso team di autori di questo sito interessante e goloso. Mi appassiona tutto ciò che riguarda l’arte culinaria e, quando mi è possibile, partecipo volentieri a fiere, manifestazioni e sagre. Altri miei interessi sono la lettura, lo sport e i viaggi. Dimenticavo: sono anche una buona forchetta!

Comments are closed.