Alla scoperta delle nocciole

Nel nostro Paese si producono ottime qualità di noci e di mandorle, che è bene scegliere, sebbene siano un po’ più care rispetto a quelle importate.

Un prodotto ugualmente prezioso e con le stesse peculiarità sono le nocciole.

L’Italia vanta una grande produzione di nocciole: dalla famosa Tonda Gentile delle Langhe a quella di Giffoni, dalla Romana alla nocciola Siciliana, che cresce sull’Etna, alle innumerevoli varietà locali. La scienza conferma che, dopo pranzi e cene ricchi di carni, salumi e dolci cremosi, mangiare una piccola quantità di frutta secca a guscio, grazie al suo contenuto di grassi “buoni” protettivi per l’organismo, riequilibra la quantità di grassi animali e colesterolo. Le nocciole ne costituiscono un esempio.

Le origini

Le nocciole sono uno dei frutti a guscio tra i più amati nella nostra penisola. Già nell’antichità ai frutti selvatici era riconosciuto un forte valore nutritivo.

Pianta apprezzata già dai Greci, fu poi raccomandata anche da Catone che ne consigliava la coltivazione negli orticelli cittadini dell’antica Roma.

Plinio sosteneva che questi frutti provocavano oltre a emicranie e flatulenze anche un ingrassamento del corpo, ma che se tostati curavano il mal di gola.

A giudicare da quanto si legge nei poeti classici, le regioni mediterranee dovevano essere ricche di noccioli, perché sono molti i pastori o le ninfe che innalzano lamenti d’amore stando seduti sotto la sua ombra.

Il nome botanico “Corylus avellana”, gli fu attribuito dai romani che utilizzarono la parola greca “còrys”, significante ‘casco o copricapo’, come la ghianda del nocciolo che è protetta da una brattea fogliosa.

Fin dall’antichità il legno di nocciolo era considerato la difesa più sicura contro le serpi o tutto quello che strisciava, e per questo i pastori lo usavano per costruirsi il bastone.

Nel medioevo, frasche di nocciolo venivano utilizzate sia per stringere patti col demonio, che per guarire l’epilessia (bastava appendersi al collo un guscio di nocciola nel quale si tenesse prigioniero un ragno). Un ramo di questo albero, reciso con un coltello mai usato, serviva ai maghi per evocare i morti, e ancora oggi viene utilizzato dai rabdomanti per localizzare una sorgente d’acqua.

Le varietà e le caratteristiche

Le varietà coltivate più pregiate, a frutto tondo o a frutto allungato, sono la Nocella Bianca, la Nocella Rossa e la Tonda Gentile delle Langhe, la quale nel 1993 ha ottenuto dalla Cee l’Indicazione Geografica Protetta IGP, con il nome di Nocciola Piemonte, la nocciola di Giffoni anch’essa IGP, l’avellana. Quest’ultima, per le sue caratteristiche, offre risultati eccellenti in pasticceria e in cucina.

La conservazione

Le nocciole sono disponibili tutto l’anno. È consigliabile acquistarle sgusciate, confezionate sottovuoto o in contenitori sigillati in quanto risulta essere il miglior metodo per conservarne la freschezza. Le nocciole senza guscio possono essere conservate in frigorifero anche per qualche mese. Quelle con guscio si conservano per circa un mese, a temperatura ambiente e in luogo asciutto. È anche possibile congelarle e conservarle così per molti mesi.

L’impiego in cucina

Le nocciole sono ottime come spuntino rompi digiuno o aggiunte nell’insalata, mescolate a frutta secca, o ridotte in granella per conferire croccantezza a risotti, sformati e dolci.

Piatti particolarmente eleganti e stuzzicanti a base di nocciole sono l’arrosto con le nocciole, il pesto di nocciole, la terrina di carne e nocciole, gli involtini di lonza con spinaci e nocciole, i petti di pollo nocciolati, i filetti di orata alla nocciola e la faraona con le nocciole.

Molto buona è anche la pasta frolla alle nocciole per preparare le crostate. Con questa frutta secca si possono realizzare anche squisite mousse e creme per farcire torte, nonché il noto e gustosissimo gelato alla nocciola.

Da non dimenticare infine la golosissima Nutella!

E’ bene non tostare le nocciole, in quanto perdono le loro sostanze preziose.

Le proprietà benefiche

Le nocciole sono ricche di proteine e possono integrare l’alimentazione di chi generalmente consuma poca carne, ma tra la frutta oleosa è quella che contiene maggiormente grassi benefici, simili all’olio di oliva, che rendono elastiche le pareti di cuore e arterie.

Esse inoltre contengono in buona quantità calcio, un minerale indispensabile non soltanto per ossa e denti, ma anche per il buon funzionamento della muscolatura e del sistema nervoso.

Le nocciole sono anche una fonte di magnesio, un nutriente del sistema nervoso e un antidepressivo naturale, nonché di un minerale raro, il selenio, che ha una forte azione di protezione dall’invecchiamento cellulare.

Sono ricche di fibre, che, non solo favoriscono la funzionalità intestinale, ma hanno anche un effetto regolatore, nel senso che selezionano una flora batterica fermentativa buona e capace di contrastare l’attacco di microrganismi patogeni.

Infine, le nocciole forniscono 650 kilocalorie per 100 grammi. Ed è bene che di ciò se ne tenga conto nelle diete ipocaloriche

Il Made in Italy

Le nocciole italiane cadono dall’albero senza mallo, a un grado di maturazione corretta.

Questo consente di ottimizzare la raccolta, che è prevalentemente meccanizzata, e di aumentare la produttività per ettaro. Secondo i dati Istat del 2015 nel nostro paese si contano 71.520 ettari coltivati a nocciolo, di cui 68.600 in produzione.

La geografia italiana del nocciolo vede come prima regione produttrice il Lazio, con 45.967 tonnellate annue, di cui 45.000 concentrate nella provincia di Viterbo.

Segue la Campania con 39.590 tonnellate annue, di cui 15.200 nella provincia di Avellino.

Il Piemonte, sebbene la sua Tonda Gentile delle Langhe sia la più famosa, è al terzo posto con una produzione annua di 20.027.

E tra le regioni in crescita c’è la Sicilia, con 11.978 tonnellate, di cui 9.600 nella provincia di Messina.

Curiosità

Nocciola in inglese si dice nut (o hazelnut) ed è proprio partendo da questo termine che con l’aggiunta del dolce suffisso ella, si arrivò al nome Nutella, marchio che fu registrato verso la fine del 1963.

sgro

Calabrese, ho conseguito la laurea in Giurisprudenza nel 2011 presso l’Università degli studi “Mediterranea” di Reggio Calabria e l’abilitazione alla professione forense nel 2016. Già articolista per la testata giornalistica online “Blasting News”, la grande passione per la cucina, ereditata da mio padre, ottimo cuoco ed esperto di funghi, mi ha spinta ad entrare a far parte del meraviglioso team di autori di questo sito interessante e goloso. Mi appassiona tutto ciò che riguarda l’arte culinaria e, quando mi è possibile, partecipo volentieri a fiere, manifestazioni e sagre. Altri miei interessi sono la lettura, lo sport e i viaggi. Dimenticavo: sono anche una buona forchetta!

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