Amarone Valpolicella: ottima annata, ma manca manodopera

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Amarone della  Valpolicella: ottima annata, ma manca manodopera

 

È tempo di vendemmia in Veneto in particolare in Valpolicella, e se la pioggia della fine di agosto ha salvato le produzioni fiaccate dai lunghi mesi di siccità, a mancare non è tanto l’uva quanto le braccia per raccoglierla. A denunciare la carenza di manodopera è Confagricoltura secondo cui, se il fenomeno era già presente da qualche anno, in questo 2022 è diventato ancor più grave a causa del caldo, che ha accelerato la maturazione della frutta, e dei rincari, che tengono lontani i lavorati dell’Est europeo.

«Quest’anno l’uva è maturata molto più velocemente a causa delle alte temperature e della mancanza di escursione termica tra giorno e notte tra luglio e agosto – spiega Christian Marchesini, presidente dei viticoltori di Confagricoltura Veneto –. Perciò c’è bisogno di tanta manodopera e tutta assieme. La criticità emerge soprattutto nel territorio veronese, in Valpolicella, dove la raccolta dell’uva da appassimento per l’Amarone è solo manuale e richiede anche 150mila giornate lavorative. Quindi servono 5mila braccianti solo per quello. Molti imprenditori agricoli si avvalgono di familiari e amici, ma in ogni caso è necessario un apporto esterno e quest’anno in tanti mancano all’appello. In primis sono assenti polacchi e romeni, che, con i rincari del carburante e dei trasporti in generale, non sono venuti a vendemmiare come accadeva di solito».

Marchesini tra le altre cause della carenza di manodopera cita il venir meno di universitari e pensionati – «con quota 100 hanno il divieto di lavorare fino all’età della pensione di vecchiaia» – e il reddito di cittadinanza, che secondo l’esponente degli imprenditori agricoli «non aiuta nel reperimento dei lavoratori sul mercato».

La soluzione? Marchesini guarda all’estero: «Bisognerebbe quindi, per il futuro, trovare dei sistemi per far venire i raccoglitori da altri Paesi, anche al di fuori del decreto flussi, e semplificare il più possibile le procedure, perché la vendemmia dura meno di un mese e la burocrazia rallenta il reperimento del personale. Vale la pena ricordare, infine, che con i voucher era molto più semplice assumere addetti alla raccolta per un periodo ristretto come quello della vendemmia e che quel sistema andrebbe reintrodotto, pur con le correzioni che si ritengono opportune».

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